L’analisi cefalometrica gioca un ruolo determinante nella diagnosi dell’asimmetria del distretto maxillo-mandibolare, per questo è molto importante che venga eseguita con accuratezza e precisione. La tomografia computerizzata (TC) ha notevolmente ridotto la possibilità di incorrere in errori di misurazione e in particolare, l’introduzione di software 3D ha permesso una ricostruzione tridimensionale e misurazioni accurate, delle strutture del complesso maxillo-mandibolare.
La CBCT (cone beam computed tomography) offre numerosi vantaggi rispetto alla TC tradizionale il primo fra tutti è la dose radiogena somministrata che è notevolmente ridotta2, praticità di esecuzione, la qualità delle immagini è da potersi considerare similare a quella della TC tradizionale1, offrendo la possibilità di visualizzare ricostruzioni tridimensionali delle strutture e sezioni multiplanari delle stesse.
Infatti le immagini in 3D possono essere facilmente ruotate e osservate da ogni angolazione e ciò ci permette di stabilire la posizione esatta di un punto nello spazio.
Pertanto sarà più semplice analizzare con precisione l’asimmetria delle strutture anatomiche in esame e quantificare la differenza esistente tra il lato destro e sinistro delle stesse.
L’analisi cefalometrica che ne deriva sarà basata su misurazioni effettive e reali eseguite su ricostruzioni volumetriche.
Il confronto tra misurazioni bidimensionali e tridimensionali eseguite su TC cone beam evidenzia importanti differenze4. Vi è una sovrapponibilità delle misurazioni effettuate in 3D con quelle effettuate in 2D per quanto riguarda i punti sagittali o paralleli al piano sagittale, mentre la discrepanza si manifesta nella misurazione di angoli o segmenti non paralleli al piano sagittale.
Pertanto con la CBCT è possibile valutare la reale posizione di un punto nello spazio e individuare i range di valori a cui ogni punto deve appartenere per essere considerato in posizione “eugnatica”.
Il seguente studio valuta in modo analitico la variazione anatomica delle dimensioni verticali del mascellare superiore in pazienti adulti nelle tre diverse classi scheletriche tramite l’utilizzo della cefalometria 3D.
Questo studio è volto a dare un’indicazione statistica delle diverse dimensioni dei mascellari superiori in termini di misure lineari e della presenza di discrepanze tra lato destro e sinistro nello stesso paziente3.
I criteri di inclusione per questo studio sono stati: pazienti adulti con dentizione completa; assenza di edentulie intercalate; assenza di inclusioni; assenza di elementi soprannumerari; assenza di riabilitazioni implantari; assenza di segni di malattia parodontale in corso; e assenza di esiti di riassorbimenti ossei orizzontali per pregressa malattia parodontale.
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