Secondo Felix Paul Wright, odontotecnico tedesco, il crescente impiego dell’intelligenza artificiale potrebbe contribuire ad attenuare la carenza di personale nei laboratori odontotecnici (Tutte le immagini: Marc Fippel/Dentsply Sirona)
Felix Paul Wright è un odontotecnico tedesco specializzato in flussi di lavoro digitali e protesi implantari. In occasione di Dentsply Sirona World Germany, tenutosi a Bonn nel mese di marzo, Wright ha parlato con Dental Tribune International del suo percorso nell’odontoiatria digitale, dei vantaggi dei flussi di lavoro completamente integrati all’interno della pratica clinica e di come una stretta collaborazione tra odontotecnici e clinici possa migliorare l’efficienza operativa e gli esiti terapeutici per i pazienti. Ha inoltre condiviso alcune riflessioni sul ruolo sempre più importante della stampa 3D e dell’intelligenza artificiale (IA) nel plasmare il futuro della professione odontotecnica.
Sig. Wright, può raccontarci il suo percorso professionale nell’odontotecnica e cosa ha suscitato il suo interesse per l’odontoiatria digitale? Ho iniziato la mia carriera nel settore odontoiatrico nel 2006 con un apprendistato e ho completato la formazione come odontotecnico nel 2010. Nel 2017 ho ottenuto la qualifica di odontotecnico maestro. Già nelle prime fasi del mio apprendistato ho avuto l’opportunità di lavorare con sistemi CAD/CAM. Si trattava delle primissime tecnologie CAD/CAM disponibili in laboratorio e ho subito compreso l’enorme potenziale dell’odontoiatria digitale. Ne sono rimasto affascinato fin da subito. La mia lunga passione per i videogiochi e per il lavoro in ambienti digitali tridimensionali mi ha fornito un vantaggio naturale. La combinazione tra questa predisposizione e una solida preparazione odontotecnica mi ha offerto basi eccellenti, e ho amato questo ambito fin dall’inizio. Oggi mi occupo principalmente di protesi implantare, riabilitazioni complesse e flussi di lavoro completamente digitali. Questo comprende attività come la scansione intraorale, la pianificazione implantare, la realizzazione di restauri monolitici completamente automatizzati e il smile design.
Considera le tecnologie dentali digitali semplicemente un altro strumento del suo arsenale professionale? Per me, l’odontoiatria digitale è molto più di un semplice strumento. Rappresenta il modo più efficiente e prevedibile per ottenere risultati estetici e funzionali di elevata qualità in modo costante, a beneficio sia dei pazienti sia dei clinici.
Lei gestisce un laboratorio integrato all’interno di uno studio odontoiatrico. Come è organizzato il flusso di lavoro digitale e in che modo la stretta collaborazione tra personale clinico e odontotecnico influisce sull’efficienza e sui risultati terapeutici?* Operiamo con un flusso di lavoro completamente digitale, utilizzando tecnologie digitali in ogni fase del processo, dalla progettazione alla fresatura CNC fino alla stampa 3D. Collaboriamo molto strettamente con i nostri odontoiatri. Quando si presenta un problema, noi odontotecnici possiamo supportarli, sia nell’utilizzo delle fresatrici CNC sia degli scanner intraorali. Lavorare così a stretto contatto rende il team estremamente efficiente. Per esempio, di solito riceviamo i dati delle scansioni entro la tarda mattinata e riusciamo a realizzare le corone entro le 16.00. Il team clinico può quindi cementarle o consegnarle al paziente nello stesso giorno, con un beneficio immediato per quest’ultimo. Questa vicinanza operativa ci consente di offrire concretamente trattamenti odontoiatrici in giornata (same-day dentistry).
L’implantologia è sempre più guidata dalle tecnologie digitali. In che modo la pianificazione digitale ha cambiato il suo approccio alle protesi supportate da impianti? Ha avuto un impatto enorme. Coinvolgendo tutti i professionisti già nella fase di pianificazione implantare, siamo in grado di analizzare il caso del paziente in modo approfondito fin dall’inizio. Questo semplifica notevolmente la realizzazione del restauro da parte degli odontotecnici, poiché il posizionamento degli impianti viene definito fin da subito in funzione delle esigenze protesiche e della riabilitazione finale. Nel nostro studio, tutti i professionisti coinvolti esaminano il caso prima dell’inizio del trattamento. L’odontotecnico fornisce il proprio contributo, i clinici aggiungono il loro punto di vista e, di conseguenza, l’intero team ha una chiara comprensione dell’evoluzione del caso in ogni sua fase.
Questa visione condivisa aiuta a prevenire incomprensioni e consente di individuare e risolvere tempestivamente eventuali criticità. Inoltre, favorisce un flusso di lavoro più efficiente, supportato dalle tecnologie adeguate. L’odontotecnico può verificare la posizione ideale della futura corona, mentre i clinici si assicurano che l’impianto sia collocato correttamente nell’osso. Allineando queste due prospettive fin dall’inizio, possiamo lavorare in modo più prevedibile e ottenere risultati migliori per il paziente. In definitiva, il nostro obiettivo principale è proprio questo: creare una perfetta integrazione tra la componente protesica e quella chirurgica del trattamento.
La modellazione 3D svolge un ruolo centrale nell’odontotecnica moderna. Quali sviluppi nella progettazione CAD e nella modellazione digitale hanno avuto il maggiore impatto sul suo flusso di lavoro negli ultimi anni? Per quanto mi riguarda, il maggiore impatto sul nostro flusso di lavoro non è derivato dagli ambienti software, bensì dallo sviluppo e dall’applicazione delle tecnologie di stampa 3D in odontoiatria. I software CAD hanno raggiunto livelli molto elevati già da diversi anni. Tuttavia, sebbene la fresatura continui a rappresentare una soluzione estremamente efficace per molti materiali e indicazioni consolidate, la stampa 3D consente di realizzare geometrie e design più complessi, influenzando in modo significativo l’intero processo di progettazione. Nel nostro laboratorio disponiamo di nove stampanti 3D, che hanno avuto un impatto notevole sia sul nostro modo di lavorare sia sui risultati finali che riusciamo a ottenere.
Al DS World Germany di Bonn ha tenuto il workshop “The digital dimension: denture manufacturing in a modern workflow”. Quali sono stati i principali concetti e
In occasione di Dentsply Sirona World Germany, svoltosi a marzo, Felix Paul Wright (a sinistra) ha condiviso le proprie riflessioni sull’odontoiatria connessa nei laboratori odontotecnici durante una tavola rotonda moderata da Rainer Seemann (a destra), Chief Clinical Officer di Dentsply Sirona.
insegnamenti emersi durante la sessione? Nel mio workshop ho illustrato quali indicazioni cliniche possono essere affrontate nell’ambito della protesi digitale e quali siano gli obiettivi principali di questo approccio. Grazie alla digitalizzazione, noi odontotecnici siamo nuovamente in grado di rendere la realizzazione delle protesi totali un’attività economicamente sostenibile e interessante. Un aspetto che molti professionisti del settore odontoiatrico tendono a sottovalutare è che, con il materiale Lucitone, disponiamo di una soluzione di alta qualità che consente anche di ribasare le protesi attraverso un processo validato utilizzando Lucitone HIPA (PMMA). Durante il workshop ho inoltre presentato alcuni casi clinici realizzati con il flusso di lavoro Lucitone Digital Print Denture Workflow di Dentsply Sirona. In questo contesto, Lucitone si è dimostrato particolarmente efficace grazie alla resistenza dei restauri ottenuti e alla possibilità di integrare in modo ottimale le protesi provvisorie all’interno del workflow digitale.
Guardando al futuro, in che modo ritiene che le tecnologie di produzione digitale influenzeranno il ruolo dell’odontotecnico nella protesi implantare e nella realizzazione di protesi dentarie? Gli strumenti digitali continueranno a trasformare il lavoro degli odontotecnici, migliorando l’erogazione delle cure e l’assistenza ai pazienti. Guardando al futuro, credo soprattutto che l’intelligenza artificiale (IA) assumerà un ruolo molto più importante nei flussi di lavoro digitali. Una delle ragioni principali è che questa tecnologia contribuisce ad accelerare il processo di progettazione, consentendo agli odontotecnici di dedicare più tempo all’assemblaggio e alla finalizzazione dei restauri.
Questo aspetto potrebbe avere un impatto ancora maggiore di quanto molti immaginino, soprattutto considerando la continua carenza di odontotecnici qualificati in Germania. Attualmente, infatti, non ci sono abbastanza giovani che scelgono di intraprendere questa professione. Grazie al supporto dell’intelligenza artificiale, le tecnologie digitali potrebbero permetterci di gestire un numero maggiore di casi con un organico più ridotto. Ritengo che questa sia davvero la direzione verso cui si sta muovendo il futuro.
Nota editoriale:
*Lo Zahnmedizinisches Zentrum (ZMZ) Westpfalz gestisce due sedi, una a Mehlingen e una a Kaiserslautern, entrambe situate nella Germania sud-occidentale.
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