Dental Tribune Italy

Protesi removibile nell’era del digitale

By G. Mandelli, G. Salvato, C. Borromeo
January 18, 2017

Scopo di questo lavoro è presentare il trattamento di un caso di edentulia totale nell’arcata superiore. Il caso è stato finalizzato proponendo una riabilitazione implanto-protesica amovibile in presenza di una retrazione ossea elevata. Il piano di trattamento proposto e accettato dal paziente doveva tenere in considerazione il ripristino della funzionalità, elevate aspettative estetiche, stabilità del manufatto e apportare un adeguato sostegno labiale.

La riabilitazione implanto-protesica realizzata è stata frutto di un lavoro interdisciplinare, clinico e tecnico, che ha integrato alle tecniche tradizionali quelle digitali.

Materiali utilizzati

  • Denti: SR Vivodent S PE Ivoclar Vivadent.
  • Cere: Pam wax.
  • Resina trasparente: Report N Apex Dental.
  • Impianti: Outlink, Sweden & Martina.
  • Materiale per impronta definitiva: Identium Kettenbach.
  • Resina per dima su impianti: Pattern resin GC.
  • Gesso per modello definitivo: Elite Master Zhermack.
  • Scanner: Sinergia/Exocad.
  • Centro produzione: New Ancorvis.
  • Sistemi ritentivi: Rhein83.
  • Resina rosa: Probase Cold Ivoclar Vivadent.


Caso clinico
Il problema principale che porta la paziente alla nostra osservazione è la condizione di edentulia totale presente nell’arcata superiore, che motiva una richiesta di ripristino funzionale con particolare attenzione al risultato estetico. La pianificazione sui tessuti molli del viso della riabilitazione protesica evidenzia, in visione frontale e laterale, una grossa riduzione del sostegno labiale causata dall’elevata retrazione ossea centripeta. Non solo, la mancanza di sostegno osseo, sagittale e verticale, riduce il grado di esposizione dento-gengivale in caso di progettazione protesica peri-crestale (Figg. 1-2).
Considerando i suddetti parametri, per ottenere una maggiore aderenza ai requisiti estetici si propone alla paziente una riabilitazione implanto-protesica amovibile con l’obiettivo di realizzare, con la flangia protesica, una “ricostruzione protesica” dell’atrofia ossea, favorendo quindi un adeguato sostegno labiale e un montaggio protesico con esposizione dento-gengivale nel sorriso, relazione coerente con i parametri della mini estetica.
La sequenza operativa ha pertanto previsto la verifica del sostegno ai tessuti molli con esecuzione e prova intra-orale di manufatto di progettazione protesica, realizzato con montaggio denti su base in resina e cera, ottenuto da impronte rilevate in alginato (Fig. 3).
Controllata e confermata l’adeguatezza estetica con coinvolgimento e approvazione della paziente della soluzione protesica amovibile, la paziente richiedeva come condizione aggiuntiva di non avere la zona del palato e parimenti di ottenere un’ottima stabilità della protesi. Guidati dalla replica del montaggio denti, sono stati posizionati gli impianti nei siti più idonei in numero utile a costruire una protesi removibile stabile estetica e senza palato. Durante la fase di guarigione la paziente ha potuto indossare la protesi provvisoria tenuta scaricata nelle zone adiacenti agli impianti, e dopo il periodo di osteointegrazione, riapertura, e completa guarigione dei tessuti, siamo passati alla fase definitiva seguendo anche tutte le indicazioni date dalla paziente della protesi provvisoria.

Leggi l'articolo completo nella sezione CLINICAL > DENTAL LAB

 

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