Il TSME (Transverse Sagittal Maxillary Expander) per il controllo tridimensionale del mascellare superiore

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Il TSME (Transverse Sagittal Maxillary Expander) per il controllo tridimensionale del mascellare superiore

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TSME è un dispositivo ortodontico.
G. Farronato, M. Farronato

By G. Farronato, M. Farronato

gio. 22 dicembre 2016

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Il tema di quest’articolo, scritto a quattro mani, è stato trattato da Giampietro Farronato nel corso di una “lectio magistralis” svoltasi a Bari su invito del locale Ordine dei Medici, lo scorso 3 dicembre e in contemporanea, a Milano, da Marco Farronato nel corso di perfezionamento avanzato di Ortognatodonzia dell’Università degli Studi di Milano.

Il Transverse Sagittal Maxillary Expander altresì abbreviato TSME è un dispositivo ortodontico che permette di correggere simultaneamente le discrepanze trasversali e sagittali del mascellare superiore. L’ipoplasia del mascellare superiore rappresenta una delle deformità scheletriche che più frequentemente si manifestano nella regione cranio-facciale. È cosa nota in letteratura che il trattamento precoce di questa malformazione favorisce un armonico sviluppo di tutto il sistema stomatognatico e non solo, in quanto una diminuzione della crescita di una struttura ossea in una dimensione determina un aumento della crescita in un’altra dimensione.

L’espansione rapida palatale si è dimostrata nel corso degli anni una valida risorsa per ristabilire la corretta dimensione trasversale del mascellare e per correggere alcune anomalie a livello dentale e respiratorio garantendo un corretto svolgimento delle funzioni stomatognatiche. Il TSME agisce non solo a livello trasversale bensì anche sagittale permettendo un movimento dentoalveolare a livello della premaxilla e degli incisivi superiori, con conseguente diminuzione della sostanza ossea verticale del mascellare e suo aumento negli altri piani dello spazio, determinando inoltre un aumento della lunghezza dell’arcata superiore.

Il TSME è composto da due bande di sostegno, una vite centrale, due viti sagittali, bracci centrali di unione tra le bande e le tre viti e due bracci mesiali con appoggio per gli incisivi centrali. Viene costruito in laboratorio su modelli in gesso o digitali aderente al palato del paziente assicurando comfort e minor disagio oltre a non alterarne l’estetica. Il protocollo di attivazione consigliato è il seguente:

  • ventotto attivazioni della vite centrale in quattordici giorni ossia due attivazioni al giorno (mattina e sera) che compiono un’espansione di un quinto di millimetro;
  • dopo un periodo di pausa seguiranno le attivazioni sagittali ogni due settimane fino a correzione del deficit sagittale. Durante il periodo di attivazione delle viti sagittali i bracci linguali dovranno essere fissati alla faccia palatale degli incisivi centrali superiori in modo rigido per evitare che l’attivazione sagittale dia origine a una vestiboloinclinazione dei denti interessati.

Le indicazioni del TSME sono: lieve terza classe scheletrica, ipoplasia del mascellare superiore, seconda classe II divisione, affollamento anteriore e dunque lunghezza d’arcata superiore diminuita. È un’apparecchiatura molto versatile in quanto, oltre a permettere l’applicazione di forze nei tre piani dello spazio e può consentire l’utilizzo di altri dispositivi ortodontici. Comune l’utilizzo con trazione postero-anteriore di Delaire aggiungendo due bracci vestibolari con due anse saldati alle bande. Può essere utilizzato con Leaf Expander (R) al posto della vite centrale per espansioni trasversali con paziente giovane, adulto o poco collaborante. Può essere inoltre utilizzato con apparecchiature elastodontiche come Interim-G (R).

L’utilizzo dell’apparecchiatura inizia qualche settimana dopo la fine dell’espansione e può aiutare a correggere il torque del settore anteriore maxillare durante l’attivazione sagittale oltre a compiere un’azione di riposizionamento mandibolare e guida all’eruzione in dentizione mista.

Può essere utilizzata una sola vite sagittale per espansioni monolaterali e aggiunti bracci vestibolari per la disinclusione di elementi dentali ritenuti. Può essere aggiunta una griglia per correggere eventuali anomalie nella deglutizione o nell’abituale postura linguale e può essere utilizzato in concomitanza di terapia fissa.

L’estetica del paziente permane inalterata durante la durata del trattamento e la compliance richiesta è minima.

Letture consigliate
- Farronato G, Maspero C, Esposito L, Briguglio E. Farronato D, Giannini L. “Rapid maxillary expansion in growing patients. Hyrax expander versus transverse sagittal maxillary expander: a cephalometric investigation”. European Journal of Orthodontics 2011 33(2):185-9.
- Farronato G, Cordasco G, Farronato D, Esposito l, Briguglio E. “The transverse sagittal maxillary expander”. Journal of Clinical Orthodontics 41: 387–389, 2007.
- Farronato G et al. 2003 “Attuali orientamenti in ortognatodonzia. Parte prima”. Il dentista Moderno 9: 23–43.
- Farronato G P, Loiaconi G, Salvato A. “Disgiunzione rapida del palato. II parte: risultati clinici. Mondo Ortodontico” 6: 49–56, 1983.
- Farronato G P, Loiaconi G, Salvato A, Bruno E. “Disgiunzione rapida del palato: I parte: basi biologiche”. Mondo Ortodontico 1982 4: 1–10.
- Santoni, F.; Salvato, A.; Farronato, G.P.; and Loiaconi, G.: “Rapid palatal expansion: III. Impact on nasal septum”, Mondo Ortodontico 9:35-43, 1984.
- Maspero C., Giannini L., Galbiati G., Farronato G. Stomatologica. “Modified transversal sagittal maxillary expander for correction of upper midline deviation associated with maxillary arch deficiency”; Minerva 64(2):53-8,2015 April.
- Maspero C. Galbiati G. Giannini L. Farronato G. “Sagittal and vertical effects of transverse maxillary expander (TSME) in three different malocclusion groups” Prog Orthod Aprile 2015 25;16:6.
- G. Farronato, C. Maspero. Ortognatodonzia 2013 Edi. Ermes
- G. Farronato. “Transverse sagittal maxillary expander per il trattamento dell'ipoplasia mascellare” 2015 Edi. Ermes.

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