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“L’intelligenza emotiva è il filo conduttore che sostiene ogni interazione di successo in odontoiatria”

Nella pratica odontoiatrica, una leadership emotivamente intelligente può favorire interazioni più serene con i pazienti, rafforzare la cultura del team e creare ambienti di lavoro più sostenibili (Tutte le immagini: Sarika Shah).

L’odontoiatria richiede precisione clinica, spesso entro tempi ristretti e sotto la pressione di soddisfare le aspettative dei pazienti, ma una pratica efficace dipende sempre più da competenze che vanno oltre l’expertise tecnica. La dott.ssa Sarika Shah, fondatrice e direttrice sanitaria della Platinum Dental Care a Londra, sostiene che l’intelligenza emotiva possa aiutare i team odontoiatrici a comunicare meglio, gestire la pressione e costruire rapporti di fiducia.

In questa intervista, spiega come l’intelligenza emotiva possa supportare la cura del paziente, la cultura del team e una leadership sostenibile, e perché la consapevolezza di sé possa rappresentare oggi una delle competenze più importanti per i titolari di studio.

Dott.ssa Shah, lei attribuisce grande importanza alle pratiche odontoiatriche emotivamente intelligenti. Come si manifesta l’intelligenza emotiva nelle interazioni quotidiane con pazienti e team e perché sta diventando essenziale nell’odontoiatria di oggi?
Per me, l’intelligenza emotiva è il filo conduttore che sostiene ogni interazione di successo in odontoiatria, sia con un paziente, un collega o con noi stessi. Alla base c’è la consapevolezza di sé: la capacità di comprendere come ci presentiamo come individui, come possono sentirsi gli altri e in che modo le nostre parole, la nostra energia e le nostre azioni influenzino chi ci circonda.
Nella pratica quotidiana, l’intelligenza emotiva può manifestarsi in gesti semplici, come riconoscere quando l’ansia di un paziente si nasconde dietro un atteggiamento di frustrazione, oppure notare un comportamento insolito in un membro del team e prendersi il tempo per capire come sta. Significa scegliere la curiosità anziché il giudizio e ascoltare attivamente, non solo per rispondere, ma per comprendere davvero.
Tradizionalmente, l’odontoiatria si è concentrata soprattutto sull’eccellenza clinica, e giustamente. Tuttavia, nel mondo di oggi, la sola competenza tecnica non è più sufficiente. I pazienti cercano relazione, sicurezza, fiducia e rassicurazione. I membri del team desiderano ambienti di lavoro in cui sentirsi psicologicamente al sicuro, valorizzati e ascoltati. L’intelligenza emotiva consente di creare proprio questo tipo di ambiente. Rafforza la comunicazione, riduce i conflitti e, in definitiva, migliora sia la cura del paziente sia la cultura del team.
Credo sinceramente che stia diventando una delle competenze più importanti nella pratica odontoiatrica contemporanea, perché influenza non solo il modo in cui ci prendiamo cura dei pazienti, ma anche il modo in cui guidiamo noi stessi e gli altri. Dietro ogni piano di trattamento, ogni conversazione e ogni decisione ci sono persone, e l’intelligenza emotiva ci permette di gestire queste interazioni con maggiore consapevolezza, empatia e intenzionalità, rafforzando i team, costruendo fiducia e favorendo una cultura dello studio più sana.

In qualità sia di clinico sia di titolare di studio, come integra una leadership emotivamente intelligente nella gestione del team, nella comunicazione con i pazienti e nel marketing?
La leadership emotivamente intelligente nasce dall’intenzionalità. Non è qualcosa che si attiva solo durante conversazioni difficili; credo invece che debba essere integrata nella cultura quotidiana del modo in cui guidiamo gli altri. Nella gestione del team, questo significa creare un ambiente in cui le persone si sentano libere di parlare apertamente, condividere idee e persino commettere errori senza timore. In qualità di mindset e leadership coach certificata, applico consapevolmente queste competenze di coaching nel mio modo di guidare il team, creando spazi dedicati alla riflessione, alla crescita e a conversazioni autentiche che aiutino le persone a comprendere meglio se stesse e a svilupparsi nel proprio ruolo. Ho imparato che la leadership riguarda meno il dirigere le persone e molto di più il comprendere ciò che le motiva, ciò che le mette alla prova e il modo migliore per supportarne la crescita. Per me, il coaching è diventato una componente fondamentale della leadership, perché aiuta le persone a costruire fiducia in sé stesse, superare convinzioni limitanti e crescere non solo professionalmente, ma anche a livello personale.
Nella comunicazione con i pazienti, l’intelligenza emotiva è altrettanto importante, perché ogni paziente porta con sé una storia, una paura, un’aspettativa o talvolta una profonda vulnerabilità. Prendersi il tempo di ascoltare e comunicare con empatia può trasformare completamente l’esperienza del paziente. L’intelligenza emotiva svolge inoltre un ruolo importante nel marketing. Pazienti e professionisti cercano autenticità. Entrano in sintonia con onestà, trasparenza e valori genuini. Per questo motivo, il modo in cui comunichiamo il nostro messaggio dovrebbe riflettere chi siamo davvero - come individui, come team e come studio - e non soltanto ciò che offriamo. Per me, questo significa mettere al primo posto la relazione umana.

La dott.ssa Sarika Shah, fondatrice della piattaforma di leadership Flourish as a Female, ritiene che riconoscere i propri trigger emotivi, schemi comportamentali e reazioni emotive possa aiutare i professionisti odontoiatrici a guidare con maggiore calma, empatia e consapevolezza.

L’odontoiatria può essere un ambito altamente stressante, poiché i clinici devono spesso conciliare obiettivi, tempi ristretti ed aspettative dei pazienti. Quali tecniche pratiche o cambiamenti di mentalità la aiutano a mantenere calma ed equilibrio in queste situazioni?
L’odontoiatria può essere estremamente impegnativa e, per quanto mi riguarda, l’obiettivo non è eliminare la pressione, ma sviluppare la resilienza necessaria per gestirla con maggiore calma. Uno dei più importanti cambiamenti di mentalità per me è stato comprendere che il mio sistema nervoso necessita della stessa attenzione che dedico alle competenze cliniche. Sono diventata molto più consapevole nel regolarmi durante la giornata. Questo può significare fare qualche respiro profondo nei momenti di stress, allontanarmi per un attimo dalla sala operativa per ritrovare lucidità oppure semplicemente accorgermi quando sto reagendo in modo impulsivo.
Mi ricordo spesso anche che non devo affrontare tutto contemporaneamente e che non ogni decisione richiede una risposta immediata. Possiamo diventare così assorbiti dal perfezionismo e dal senso di responsabilità da dimenticarci di fermarci. Per me, imparare a distinguere ciò che è urgente da ciò che è realmente importante è stato trasformativo. Soprattutto, ho imparato che la self-leadership nasce dalla consapevolezza di sé. Quando conosci i tuoi trigger emotivi, i tuoi schemi comportamentali e le tue reazioni allo stress, riesci ad affrontare la pressione con maggiore compassione verso te stesso e con meno autocritica.

Il burnout è una preoccupazione sempre più diffusa nella professione odontoiatrica. In base alla sua esperienza, quali sono i primi segnali d’allarme e come possono i titolari di studio creare proattivamente una cultura che favorisca il benessere?
Il burnout raramente si manifesta all’improvviso. Tende piuttosto a insinuarsi lentamente nel tempo. I primi segnali possono essere sottili: esaurimento emotivo, irritabilità, minore pazienza nei confronti di pazienti o colleghi, senso di distacco da un lavoro che un tempo dava soddisfazione oppure il semplice andare avanti con il “pilota automatico”. Credo che molti clinici siano così abituati a resistere e andare avanti da non riconoscere questi segnali fino a quando non si sentono già sopraffatti.
Come titolari di studio, abbiamo la responsabilità di creare culture in cui il benessere non sia considerato un aspetto secondario. Tutto inizia da conversazioni aperte. Le persone devono sentirsi al sicuro nel dire quando stanno vivendo un momento difficile. Significa anche dare l’esempio attraverso confini sani. Se i leader glorificano il superlavoro, il team finirà spesso per sentirsi obbligato a fare lo stesso. Credo quindi che sia fondamentale guidare attraverso l’esempio.
Penso inoltre che anche gli aspetti più semplici facciano la differenza: pause realmente rispettate, aspettative sostenibili, momenti di confronto emotivo e una cultura in cui chiedere supporto venga percepito come un punto di forza e non come una debolezza. Uno studio sano non è soltanto quello che ottiene buoni risultati economici, ma quello in cui le persone possono crescere e stare bene nel lungo periodo.

Lei descrive la leadership come qualcosa che nasce dall’interno. Come possono i dentisti sviluppare la self-leadership e quali qualità personali ritiene più importanti per una crescita sostenibile come titolare di studio?
Credo sinceramente che la leadership inizi molto prima di gestire un team o possedere uno studio. Inizia dal modo in cui guidiamo noi stessi. La self-leadership significa assumersi la responsabilità del proprio mindset, delle proprie abitudini e delle proprie risposte emotive. È la capacità di fermarsi e chiedersi: “Come mi sto presentando oggi agli altri?”
Per i dentisti, sviluppare questa capacità significa spesso intraprendere un lavoro interiore che molti di noi non hanno mai imparato a fare: costruire consapevolezza di sé, mettere in discussione convinzioni limitanti e imparare a fidarsi di sé stessi. Le qualità che considero più importanti sono la resilienza, l’onestà emotiva, l’adattabilità e il coraggio. Il successo sostenibile non si costruisce attraverso uno sforzo continuo e incessante, ma attraverso l’allineamento con sé stessi e con l’ambiente in cui si lavora.

In qualità di leader donna e madre, come si è evoluta nel tempo la sua visione della leadership?
All’inizio della mia carriera pensavo che leadership significasse avere sempre tutte le risposte, mostrarsi costantemente forte e dover continuamente dimostrare il proprio valore. Con il tempo, e soprattutto attraverso la maternità, ho compreso che la vera leadership ha spesso un volto molto diverso. Per me significa vulnerabilità, presenza, capacità di adattamento e compassione. La maternità ha rafforzato la mia empatia e mi ha insegnato l’importanza dei confini personali, della gestione delle energie e della capacità di lasciar andare il perfezionismo e la paura del giudizio altrui. Mi ha ricordato che la leadership riguarda la connessione e l’armonia, non il controllo. Oggi guido gli altri in un modo che sento più autentico e coerente con ciò che sono realmente, piuttosto che con ciò che pensavo di dover essere. Questo cambiamento è stato incredibilmente liberatorio.

Che cosa spera ancora di imparare o sviluppare come leader?
Credo che i leader più efficaci non si sentano mai davvero “arrivati”. Sto continuamente imparando come generare un impatto maggiore nella professione e nella comunità, rimanendo al tempo stesso profondamente connessa ai miei valori e al mio benessere personale. Voglio continuare a sviluppare la mia capacità di supportare gli altri, in particolare le donne nel settore odontoiatrico, affinché possano guidare con fiducia e autenticità.
Per me, una parte importante di questo percorso passa attraverso Flourish as a Female, la mia piattaforma attraverso cui offro coaching individuale e attività formative dedicate alla self-leadership e alla leadership per cliniche e titolari di studio donne. Lo considero un modo significativo di restituire qualcosa alla professione, soprattutto in un momento in cui le donne rappresentano una quota sempre più ampia degli studenti di odontoiatria e della forza lavoro odontoiatrica nel United Kingdom. Supportare le donne affinché possano guidare in modo autentico, sicuro e sostenibile è qualcosa a cui tengo profondamente, e trovo questo lavoro estremamente significativo e gratificante.
Sto anche imparando a rallentare e ad avere maggiore fiducia nel processo. Per molto tempo ho associato il successo al fare sempre di più. Oggi, invece, mi concentro maggiormente sul contribuire con intenzionalità e sull’aiutare gli altri a crescere in modo realistico, equilibrato e duraturo. Per me, la leadership è un processo continuo di evoluzione personale, ed è proprio questo a renderla così potente.

 

Nota editoriale:

La dott.ssa Sarika Shah sarà tra i relatori della sessione intitolata “Inside-out leadership: Building emotionally intelligent practices and emotionally connected marketing” in occasione del British Dental Conference & Dentistry Show.

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