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Una passione “centenaria”: una donna alla conquista dell’odontoiatria

By Alessandro Genitori
March 04, 2021

Cent’anni di storia in uno sguardo attento. Prossima a festeggiare le cento candeline, Isabella Picciotto racconta la sua avventura nel campo della medicina e dell’odontoiatria. Storia di innovazione, di conquiste ottenute senza paura, con la voglia di vivere la sua passione per la medicina in un’epoca in cui veniva considerata una carriera prettamente maschile.

«Probabilmente sono stata l’unica donna a frequentare il corso di odontoiatria, una delle prime in Italia e sicuramente tra le prime nel mio amato Sud. La Sicilia era una terra stupenda, di intellettuali e di limoni, e alla Sicilia ho dedicato oltre 60 anni di professione».

Isabella Picciotto (© Isabella Picciotto).

Esattamente 63 anni a lavorare sul sorriso dei suoi concittadini, a Messina, aprendo poi diversi studi e collaborazioni in tutto il territorio. «Fin da giovane non avevo paura di spostarmi, guidavo, sapevo badare a me stessa. Avevo sentito nascere la passione per la medicina sotto le bombe della guerra. Di quegli anni ricordo ancora che frequentavo il primo anno dei corsi all’Università di Scienze Naturali a Roma, ma mio padre spaventato dall’avvento della guerra decise che se fossimo dovuti morire, sarebbe stato meglio farlo insieme in famiglia. Ci fece tornare tutti in Sicilia e proprio in quel periodo difficile ho deciso di diventare medico, prima come crocerossina, purtroppo durante i bombardamenti che colpirono duramente la zona dello Stretto, e poi inscrivendomi definitivamente all’Università di Messina».

In un’epoca nella quale la parola “donna” non era contemplata in ambito medico, la giovane Isabella si è fatta strada, facendosi riconoscere non solo per la lussureggiante chioma rossa lunga fin quasi ai piedi, ma per la sua voglia di aiutare, crescere, diventare un bravo medico.

«Dopo il mio percorso di studio a Messina, sono tornata per alcuni anni a Roma dove ho conseguito la specializzazione in odontoiatria. Lì ho conosciuto mio marito, Quinto Morichetti, anch’egli dentista, originario delle Marche, che per amore mi ha seguita in Sicilia. Fu un bel periodo, nei primi tempi lavoravo soprattutto nello studio odontoiatrico di mio padre, che mi ha insegnato l’arte della cura dei denti “sul campo”. Forse non sono stata la più grande dentista della città, ma ero molto conosciuta, ho sempre avuto lo studio pieno di clienti. Non ho mai avuto problemi a confrontarmi con gli uomini, ho aperto quattro studi in Sicilia e Calabria e con gli odontoiatri e odontotecnici alle mie dipendenze ho avuto un confronto sincero ma comunque consapevole del mio ruolo di capo».

Anche i pazienti abbandonarono ben presto le perplessità correlate al pensiero di una donna dentista. Nel corso degli anni la giovane Isabella divenne una professionista conosciuta, non solo in Sicilia ma in tutta Italia, viaggiando spesso per conferenze e aggiornamenti, vivendo sulla sua pelle l’evoluzione dell’odontoiatria.

«Alcune cose non sono mai cambiate, altre hanno visto una crescita stupefacente negli anni. All’inizio della carriera la pratica più eseguita era l’estrazione, che lasciava pochi strascichi clinici se eseguita correttamente, ma che poteva avere impatti ben più rilevanti legati all’estetica. Con il tempo si è passati dall’uso della dentiera alla preponderante evoluzione di tecniche di implantologia sempre più all’avanguardia. Ricordo ancora che negli ultimi anni della mia esperienza professionale, confrontandomi con mio nipote che aveva deciso di seguire le mie orme, ripetevo spesso che se fossi tornata giovane avrei voluto approfondire proprio le nuove tecniche in implantologia, per seguire da vicino questa incredibile evoluzione. Fare la dentista è una professione meravigliosa, perché un uomo o una donna senza un bel sorriso sono persone in cerca della propria anima. Ricostruire perfettamente la dentatura ha effetti positivi sulla personalità, aiuta a recuperare la propria sicurezza, un piccolo aiuto per affrontare con più fiducia le difficoltà che la vita ci può riservare. Sebbene quella della medicina sia una strada lunga e faticosa, ho sempre sentito dentro di me il desiderio di restare aggiornata e questo mi ha spinta a viaggiare molto in Italia».

Una carriera premiata con un riconoscimento del Presidente della Repubblica che ha insignito Isabella Picciotto come Cavaliere del Lavoro negli anni ‘70 per la sua dedizione all’odontoiatria.

«Senza mai tirarmi indietro, dalla poltrona odontoiatrica a quella della politica, sempre senza paura, ho provato a trasmettere la stessa professionalità. Non ho mai avuto il timore di mettere la faccia in quello che facevo. Mi ricordo la prima volta sul palco, mi sono trovata catapultata in un mondo nuovo ma con lo stesso scopo che già perseguivo come dentista: aiutare le persone».

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