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Secondo una ricerca pilota USA, il bruxismo verrebbe attenuato dalla tossina botulinica

In uno studio a doppio cieco e a controllo placebo, i ricercatori americani hanno accertato la sicurezza e l’efficacia della tossina onabotulinica di tipo A quale possibile trattamento del bruxismo (Fotografia: Monkey Business Images/Shutterstock).
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mer. 14 febbraio 2018

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Houston ‒ Secondo uno studio pilota la tossina botulinica potrebbe essere efficace nel curare le persone affette da bruxismo. La ricerca a doppio cieco, placebo controllata, ha dimostrato sicurezza ed efficacia della tossina onabotulinica di tipo A (BoNT-A) iniettata nei muscoli massetere e temporale in pazienti con bruxismo notturno sintomatico. Stando ai risultati, i pazienti cui è stata iniettata riferiscono digrignamenti ridotti.

Nella ricerca sono stati coinvolti 22 pazienti tra i 18 e gli 85 anni con bruxismo notturno diagnosticato e confermato dalla polisonnografia. I ricercatori dello Houston Methodist Neurological Institute hanno iniettato a 13 partecipanti 200 unità BoNT-A (60 in ciascun massetere e 40 in ogni muscolo temporale) e un placebo ai rimanenti. In una intervista rilasciata al Dental Tribune International Willian Ondo, coordinatore della ricerca, dice «Varie teorie riguardano la genesi del bruxismo, dal fattore puramente psichiatrico a quello meccanico. Ciò nonostante, ogni movimento è mediato dai muscoli. Quindi agire con la tossina botulinica su quelli che causano il digrignamento mascellare potrebbe ridurre i movimenti, a prescindere da quali siano le cause».

Stando ai risultati, dopo i checkup a quattro e otto settimane, i partecipanti che avevano ricevuto l’iniezione placebo, non avevano registrato alcun miglioramento al loro bruxismo. Mentre coloro che avevano fatto l’iniezione di BoNT-A hanno riferito un effetto positivo con minori digrignamenti e una generale riduzione del dolore associato.

Secondo i ricercatori, questo dimostra che il BoNT-A è un metodo efficace e sicuro per migliorare il bruxismo notturno, ma raccomandano, in ogni caso, un ampio accertamento multidisciplinare a conferma della scoperta iniziale. «Ci sono stati un paio di ricerche minori effettuate in Asia sull’utilizzo della tossina botulinica nel bruxismo. Vorremmo allargare la sperimentazione multidisciplinare in Nord America, ma attualmente non esistono programmi operativi per metterla in atto» dichiara Ondo.

“Onabotulinum toxin-A injections for sleep bruxism: A double-blind, placebo-controlled study”, questo il titolo della ricerca pubblicata sul Neurology journal il 17 Gennaio scorso.

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