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Impianti dentali: il diabete associato a peggiori risultati a lungo termine

Una nuova tesi di dottorato ha fornito evidenze a livello di popolazione sull’associazione tra diabete e complicanze correlate agli impianti dentali (Immagine: Jayk/Adobe Stock).

GÖTEBORG, Svezia – Sebbene il diabete rappresenti un fattore di rischio riconosciuto per la parodontite, le evidenze relative al suo impatto a lungo termine sulla peri-implantite e sulla perdita degli impianti sono rimaste finora inconcludenti. Una recente tesi di dottorato dell’Università di Göteborg ha fornito nuovi dati a livello di popolazione sull’associazione tra diabete di tipo 1 e di tipo 2 e gli esiti della terapia implantare.

La tesi è stata realizzata dalla dott.ssa Anna Trullenque Eriksson, ricercatrice presso l’Institute of Odontology della Sahlgrenska Academy. Nell’ambito del suo dottorato, ha analizzato i dati provenienti da sette registri nazionali svedesi, confrontando persone con diabete di tipo 1 o di tipo 2 con gruppi di controllo comparabili senza diabete. L’ampio campione analizzato, che comprendeva un numero particolarmente elevato di persone con diabete di tipo 1, ha permesso alla ricercatrice di indagare le associazioni tra diabete ed esiti relativi alla salute orale che in precedenza erano state difficili da valutare.

La dott.ssa Anna Trullenque Eriksson è ricercatrice in parodontologia presso l’Università di Göteborg (Immagine: Majk Zanqrelle).

«I nostri risultati suggeriscono che il diabete possa influire non soltanto sulla salute parodontale, ma anche sulla prognosi a lungo termine degli impianti», ha dichiarato la dott.ssa Trullenque Eriksson a Dental Tribune International. «Le evidenze disponibili in precedenza erano inconcludenti e si basavano principalmente su studi trasversali condotti su un numero limitato di pazienti, per lo più affetti da diabete di tipo 2. Il nostro studio aggiunge nuove evidenze a livello di popolazione, indicando che il diabete è associato a un aumento del rischio di peri-implantite e di perdita degli impianti».

Lo studio ha rilevato che sia le persone con diabete di tipo 1 sia quelle con diabete di tipo 2 presentavano un rischio maggiore di sviluppare peri-implantite. Tuttavia, la perdita degli impianti dovuta a peri-implantite è risultata più fortemente associata al diabete di tipo 1.

Il controllo glicemico è emerso come un fattore importante nelle associazioni osservate. Rispetto alle persone senza diabete, i soggetti con diabete di tipo 1 e scarso controllo glicemico presentavano un rischio maggiore di peri-implantite e perdita degli impianti.

Nei soggetti con diabete di tipo 2, invece, il controllo glicemico non è risultato associato alla prevalenza della peri-implantite; tuttavia, la perdita degli impianti è risultata più frequente nei pazienti con scarso controllo glicemico rispetto alle persone senza diabete.

I risultati hanno inoltre evidenziato che, rispetto alle persone senza diabete, i soggetti con diabete di tipo 1 e scarso controllo glicemico presentavano un rischio maggiore di parodontite e perdita dei denti, mentre nei pazienti con un buon controllo glicemico non è stato osservato un aumento del rischio. Nei soggetti con diabete di tipo 2, invece, il rischio risultava aumentato indipendentemente dal controllo glicemico, sebbene apparisse più elevato nei pazienti con scarso controllo glicemico.

«Abbiamo effettivamente osservato indicazioni di un’associazione più forte in presenza di uno scarso controllo glicemico, ma questi risultati devono essere interpretati con cautela», ha spiegato la dott.ssa Trullenque Eriksson. «Quando abbiamo analizzato i sottogruppi in base al controllo glicemico, la numerosità dei campioni era inferiore, rendendo le stime meno precise e limitando la possibilità di trarre conclusioni solide».

Implicazioni per la terapia implantare
«Ritengo che il diabete, soprattutto quando non adeguatamente controllato, debba essere considerato un fattore di rischio nella pianificazione della terapia implantare», ha affermato la dott.ssa Trullenque Eriksson. «È importante che i professionisti odontoiatrici si confrontino con i pazienti sulla diagnosi di diabete e sul controllo glicemico e li supportino nel raggiungimento del miglior controllo glicemico possibile prima del posizionamento degli impianti».

Ha aggiunto: «È inoltre importante informare il paziente dei rischi e pianificare di conseguenza il programma di mantenimento, così da consentire una diagnosi e un trattamento tempestivi qualora dovesse insorgere una peri-implantite».

La tesi, intitolata “Periodontal Research Using Nationwide Registry Data”, è stata pubblicata il 10 marzo 2026 dall’Università di Göteborg.

 

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