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Uno studio dà migliori line guida per aiutare la diagnosi della Sindrome della bocca urente

By Dental Tribune International
January 21, 2020

Cleveland, USA. Può essere difficile diagnosticare la sindrome della bocca che urente (BMS) perché presenta sintomi molto simili a quelli della bocca secca. In un nuovo studio, i ricercatori della Case Western Reserve University hanno sottolineato che fisici e ricercatori stessi necessitano di linee guida migliori per favorire il miglioramento delle cure e ridurre il peso per il sistema sanitario causato dalle diagnosi errate. Un buon inizio potrebbe essere quello di cercare un consenso già sulla definizione stessa del BMS che comprenda i criteri specifici di inclusione ed esclusione.

«I problemi di diagnosi errate dipendono in certa misura dal contesto ma includono risorse, denaro e disagio dei pazienti» ha detto la dottoressa Milda Chmieliauskaite, co-autrice dello studio, ricercatrice e assistant professor di medicina orale e maxillofacciale presso l’università. «In questo modo, se un paziente riceve una diagnosi errata di BMS, ma in realtà soffre di bruciore dovuto a bocca secca, il paziente riceverà di conseguenza un trattamento per condizioni sbagliate e i sintomi della BMS non miglioreranno. Spesso, questi pazienti incontrano una serie di fornitori – che attingono a molte risorse per le cure sanitarie - prima che scoprano come stanno andando le cose».

La dottoressa Chmieliauskaite e il suo team di ricercatori in tutto il mondo, a partire da un lavoro di revisione della letteratura internazionale sui casi clinici di BMS condotti tra il 1994 e il 2017, hanno scoperto che molti dei partecipanti ai suddetti studi avevano probabilmente avuto una condizione sottostante che avrebbe potuto spiegare i loro sintomi. «Molti degli altri aspetti che causano il bruciore in bocca (come il diabete, l’anemia e la bocca secca) possono essere facilmente trattati» ha detto Chmieliauskaite. Ha notato che, fintanto che il corrente metodo di diagnosi si basa sull’esclusione di altri disturbi, i dentisti e i clinici non saranno mai ben preparati sull’argomento. «Abbiamo la necessità di un consenso su un’unica definizione del BMS che comprenda i criteri specifici di inclusione ed esclusione. Questo ci permetterà di muoverci nel campo della comprensione di questo disturbo».

Lo studio, intitolato “World Workshop on Oral Medicine VII: Burning mouth syndrome: A systematic review of disease definitions and diagnostic criteria utilized in randomized clinical trials” è stato pubblicato nel giugno 2019 in Oral Diseases nell'ambito dei lavori del World Workshop on Oral Medicine VII.

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