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Uno studio rileva un’elevata prevalenza di diabete non diagnosticato nei pazienti odontoiatrici

Uno studio recente ha evidenziato sia l’importanza sia la semplicità dello screening dei pazienti odontoiatrici per il rischio di diabete e prediabete (Immagine: sofiko14/Adobe Stock).

mar. 14 aprile 2026

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LONDRA, Inghilterra: Le visite odontoiatriche di routine possono rappresentare un’opportunità pratica per identificare il rischio di diabete non diagnosticato, secondo una nuova ricerca del King’s College London. Lo studio ha analizzato l’impiego dello screening in poltrona in ambito odontoiatrico e suggerisce che test rapidi non a digiuno potrebbero aiutare i team odontoiatrici a individuare pazienti con possibile prediabete o diabete, favorendo così un intervento precoce. I risultati rafforzano il ruolo degli studi dentistici come punto di accesso per lo screening, sollevando al contempo importanti interrogativi su quali pazienti siano più appropriati da sottoporre al test.

Lo studio ha rilevato che più di un terzo dei pazienti odontoiatrici senza una diagnosi pregressa presentava valori di glicemia compatibili con prediabete o diabete quando sottoposto a test durante le visite di routine. Lo screening ha utilizzato un test dell’emoglobina glicata (HbA1c) eseguito mediante puntura del dito, che misura la glicemia media degli ultimi due o tre mesi. Basandosi su una coorte di oltre 900 pazienti in un contesto odontoiatrico di secondo livello, lo studio del King’s College evidenzia come un significativo carico di patologie metaboliche non diagnosticate possa essere individuato in modo opportunistico negli studi dentistici.

Gli autori hanno inoltre valutato se lo stato parodontale potesse aiutare a identificare quali pazienti odontoiatrici siano più appropriati per lo screening del diabete. Hanno riscontrato che livelli elevati di HbA1c erano associati a una maggiore severità della malattia parodontale, ma tale associazione si attenuava una volta considerati altri fattori, suggerendo che la sola severità parodontale possa avere un valore limitato come indicatore indipendente per l’esecuzione del test.

Dal punto di vista clinico, le implicazioni sono rilevanti. I servizi odontoiatrici consentono l’accesso a pazienti che potrebbero non rivolgersi regolarmente all’assistenza primaria, offrendo un percorso alternativo per la diagnosi precoce. Il test eseguito in poltrona fornisce risultati in pochi minuti e non richiede il digiuno, rendendolo adatto all’utilizzo durante le visite standard. I risultati indicano che l’impiego del test rapido dell’HbA1c in questo contesto può rappresentare un’opportunità utile per identificare un rischio diabetico precedentemente non riconosciuto, favorendo così un invio tempestivo per la diagnosi di conferma e la gestione clinica.

Tuttavia, i ricercatori hanno osservato che i risultati si basano su uno specifico gruppo di pazienti con un’elevata prevalenza di parodontite e che ciò potrebbe limitarne la generalizzabilità ad altre popolazioni odontoiatriche. Nonostante ciò, lo studio sottolinea il potenziale dei team odontoiatrici di contribuire in modo più attivo all’identificazione precoce delle malattie croniche, supportando un’assistenza più integrata e orientata alla prevenzione.

Commentando il significato dello studio, l’autore principale, il dott. Mark Ide, professore di parodontologia al King’s College London, ha dichiarato: «Quando il test evidenzia livelli elevati di HbA1c, i pazienti possono rivolgersi al proprio medico di medicina generale per ulteriori accertamenti. Si tratta di qualcosa che potrebbero non aver fatto senza lo screening odontoiatrico. La maggior parte dei pazienti del nostro studio è rimasta sorpresa nel riscontrare livelli elevati di HbA1c e non aveva alcuna idea di poter essere affetta da prediabete o diabete».

L’importanza di questi risultati è rafforzata da recenti ricerche nel Regno Unito che evidenziano una scarsa consapevolezza tra i pazienti odontoiatrici riguardo al legame sistemico tra malattia parodontale e rischio di diabete. In questo contesto, lo studio del King’s College non solo sottolinea il potenziale di screening degli studi odontoiatrici, ma anche il loro possibile ruolo nel migliorare la consapevolezza e nel promuovere un più precoce ricorso all’assistenza medica. A tal proposito, lo studio INDICATE-2 dell’Università di Birmingham sta attualmente valutando un percorso di assistenza odontoiatrica in 50 studi dentistici privati nel Regno Unito, che prevede la valutazione del rischio diabetico e il test dell’HbA1c tramite puntura del dito, con successivo invio specialistico quando appropriato.

L’articolo, intitolato “Association between HbA1c chairside values and periodontitis”, è stato pubblicato online nel numero di aprile 2026 del Journal of Dentistry.

 

 

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