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Luci odontoiatriche e rischio retinico: nuove evidenze da uno studio

Uno studio recente ha messo in relazione l’esposizione prolungata all’illuminazione odontoiatrica con danni oculari nei professionisti del settore odontoiatrico (Immagine: WavebreakMediaMicro/Adobe Stock).

mar. 14 aprile 2026

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CHENGDU, Cina: I dati epidemiologici suggeriscono che i dentisti presentano una prevalenza più elevata di patologie oculari rispetto ad altre categorie professionali, ma le cause restano poco chiare. La maggior parte degli studi si è concentrata sull’esposizione acuta a luce molto intensa, e non sull’ambiente luminoso tipico dell’operatorio odontoiatrico. Poche informazioni sono disponibili su come tale esposizione possa influenzare i vasi sanguigni retinici e la barriera protettiva tra il flusso ematico e il tessuto retinico. Ora, ricercatori della Sichuan University hanno indagato gli effetti dell’esposizione prolungata alle luci odontoiatriche su queste strutture, offrendo nuove evidenze sulla salute oculare in ambito occupazionale.

«Abbiamo voluto determinare in che modo il fotodanno cronico derivante dalle sorgenti luminose odontoiatriche influenzi la stabilità della barriera emato-retinica e il microambiente vascolare retinico», ha dichiarato il Prof. Junyu Chen, ricercatore presso la West China School of Stomatology della Sichuan University, in un comunicato stampa. Il ricercatore ha spiegato che l’alterazione di questa barriera può compromettere lo scambio di molecole tra il sangue e il tessuto retinico, con potenziali conseguenze quali ischemia, infiammazione e degenerazione delle strutture coinvolte nella funzione visiva.

Per ricreare nel modo più realistico possibile l’ambiente dell’operatore odontoiatrico, i ricercatori hanno inizialmente analizzato le caratteristiche delle principali sorgenti luminose utilizzate in odontoiatria - la luce LED blu delle lampade fotopolimerizzanti, la luce alogena a bassa intensità dei microscopi operatori e la luce LED blu delle lampade riunito - e le modalità con cui gli odontoiatri vi sono esposti. Successivamente, hanno utilizzato questi dati per studiare gli effetti dell’esposizione prolungata alla luce odontoiatrica su modelli in vivo su ratto.

Secondo i risultati, l’esposizione cronica - in particolare alla luce LED blu e bianca - ha determinato un danno retinico significativo, che ha interessato principalmente il comparto vascolare. Gli effetti osservati includevano un’alterazione delle barriere tissutali protettive della retina, una perdita di capillari e una riduzione delle ramificazioni dei piccoli vasi sanguigni; modificazioni che suggeriscono una compromissione della normale funzionalità tissutale.

«È stato inoltre osservato un danno strutturale alle cellule retiniche e ai fotorecettori, in particolare a intensità luminose più elevate», ha osservato il prof. Chen. Ha aggiunto che l’esposizione cronica alla luce ha inoltre innescato un’infiammazione a livello retinico e che tali effetti erano associati a modificazioni suggestive di una ridotta capacità del tessuto danneggiato di mantenere una normale attività cellulare, nonché a danni alle strutture coinvolte nella visione.

I risultati suggeriscono che l’esposizione persistente alla luce induce stress ossidativo, determinando un danno vascolare, un’infiammazione a livello retinico e un’alterazione delle barriere tissutali protettive della retina. Tali risultati indicano che l’infiammazione e il danno vascolare - piuttosto che il solo danno alle cellule retiniche - rappresentano i principali fattori alla base del fotodanno retinico cronico.

Lo studio ha importanti implicazioni per i professionisti odontoiatrici. Secondo gli autori, strategie quali la riduzione dell’intensità luminosa, la limitazione dell’esposizione alla luce blu e l’ottimizzazione del design dell’illuminazione potrebbero contribuire a mitigare i rischi occupazionali. Inoltre, è stato suggerito che l’illuminazione alogena a bassa intensità potrebbe rappresentare una possibile alternativa alle sorgenti LED ad alta intensità, sebbene siano necessari ulteriori studi di validazione.

Lo studio amplia la comprensione attuale di come l’ambiente di illuminazione in ambito odontoiatrico possa influenzare nel tempo la salute retinica. Evidenzia la necessità di strategie di protezione e tecnologie di illuminazione migliorate e supporta ulteriori ricerche su approcci preventivi.

Lo studio, intitolato “Chronic dental lighting disrupts blood-retinal barrier homeostasis via vascular and inflammatory pathways”, è stato pubblicato online il 13 febbraio 2026 sull’International Journal of Oral Science.

 

 

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