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Uno studio analizza il rapporto tra uso dei social media e fiducia nel proprio sorriso negli adolescenti

Gli autori di un recente studio raccomandano che le attività di marketing odontoiatrico e le campagne di promozione della salute orale utilizzino immagini del sorriso realistiche e rappresentative della diversità, per evitare di alimentare confronti estetici potenzialmente dannosi tra gli adolescenti (Immagine: shangarey/Adobe Stock).

AUCKLAND, Nuova Zelanda – I social media influenzano sempre più il modo in cui gli adolescenti percepiscono ciò che costituisce un sorriso sano, esteticamente gradevole e socialmente accettabile. Ricercatori dell’Auckland University of Technology e dell’University of Otago, in Nuova Zelanda, hanno analizzato la relazione tra l’utilizzo dei social media, la fiducia degli adolescenti nel proprio sorriso e il loro benessere psicosociale. Alla luce dei risultati ottenuti, gli autori raccomandano una rappresentazione meno idealizzata del sorriso nelle campagne di comunicazione sulla salute orale e l’adozione di misure più efficaci per tutelare gli adolescenti nell’ambiente digitale.

Commentando il suo recente studio sull'uso dei social media e la fiducia degli adolescenti nel proprio sorriso, il dott. Khaled Ibrahim ha sottolineato che la comunicazione relativa ai trattamenti odontoiatrici dovrebbe mettere l'accento sulla salute orale, sulla funzionalità e su risultati realistici, piuttosto che sull'ideale di un sorriso “perfetto”. (Immagine: Dr Khaled Ibrahim)

L'autore principale dello studio, il dott. Khaled Ibrahim, docente di Marketing e International Business presso l'Auckland University of Technology, ha dichiarato a Dental Tribune International che la ricerca è nata dalla crescente influenza dei social media sul modo in cui i giovani percepiscono l'aspetto fisico, la salute e l'accettazione sociale. Ibrahim ha sottolineato che, sebbene esista già un'ampia letteratura dedicata al rapporto tra social media e immagine corporea, molta meno attenzione è stata finora riservata, in modo specifico, alla percezione dell'estetica dentale.

Secondo il dott. Ibrahim, l'adolescenza rappresenta una fase particolarmente delicata: è il periodo in cui i giovani costruiscono la propria identità, diventano più sensibili al giudizio dei coetanei e, in molti casi, affrontano un trattamento ortodontico. «Per questo motivo volevamo comprendere la fiducia nel proprio sorriso non semplicemente come una questione individuale o clinica, ma come un aspetto che può essere influenzato dalle relazioni con i pari, dal confronto sociale e dagli standard estetici diffusi attraverso i canali digitali», ha spiegato.

Per lo studio, i ricercatori hanno analizzato le risposte a un questionario compilato da 502 adolescenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni e dai rispettivi genitori o tutori. I risultati hanno evidenziato che una minore fiducia nel proprio sorriso è associata a un maggiore impatto sociale e psicologico legato all'aspetto dentale, in particolare alla preoccupazione per il giudizio dei coetanei e a un più marcato senso di imbarazzo. Secondo il dott. Ibrahim, le preoccupazioni legate all'estetica dentale possono assumere una rilevanza psicologica attraverso situazioni della vita quotidiana, come sentirsi a disagio nel sorridere, parlare o farsi fotografare, oppure nell'anticipare il modo in cui gli altri potrebbero reagire al proprio sorriso.

I ricercatori hanno inoltre valutato il grado di preoccupazione estetica, definito come l'insoddisfazione personale nei confronti dell'aspetto dei propri denti rispetto a un ideale estetico interiorizzato. Questo parametro, tuttavia, non è risultato significativamente associato all'impatto sociale o psicologico dell'aspetto dentale. Secondo gli autori, il dato suggerisce che la fiducia nel proprio sorriso, essendo fortemente influenzata dalla dimensione relazionale, sia più strettamente correlata agli esiti psicosociali rispetto alla semplice valutazione che gli adolescenti fanno dell'estetica dei propri denti. «Questa distinzione è importante perché suggerisce che i professionisti dovrebbero andare oltre il giudizio che un adolescente esprime sull'attrattiva dei propri denti e considerare piuttosto come si sente e come si comporta nelle relazioni con gli altri», ha sottolineato il dott. Ibrahim.

Lo studio ha inoltre rilevato che l'associazione tra una maggiore fiducia nel proprio sorriso e un minore impatto psicologico dell'aspetto dentale risultava leggermente più debole negli adolescenti che trascorrevano più tempo utilizzando attivamente i social media, ad esempio pubblicando contenuti o interagendo con altri utenti. Al contrario, l'uso attivo dei social non ha modificato in modo significativo la relazione tra fiducia nel proprio sorriso e impatto sociale, mentre l'utilizzo passivo – come la semplice consultazione dei contenuti – non ha mostrato alcun effetto moderatore significativo. Gli autori sottolineano tuttavia che questi risultati non dimostrano un rapporto di causa-effetto: i dati non consentono infatti di concludere che un utilizzo più attivo dei social media provochi di per sé un maggiore disagio psicologico.

Infine, lo studio ha evidenziato che gli adolescenti con una storia di trattamento ortodontico riportavano una maggiore fiducia nel proprio sorriso, ma anche un più elevato impatto sociale e psicologico legato all'aspetto dentale. Secondo gli autori, questo risultato potrebbe riflettere una maggiore attenzione all'estetica del sorriso da parte dei ragazzi che stanno affrontando o hanno già completato un trattamento ortodontico. Tuttavia, a causa del disegno trasversale dello studio, non è stato possibile stabilire se tali differenze siano una conseguenza del trattamento ortodontico oppure se siano gli adolescenti già maggiormente preoccupati per l'aspetto dei propri denti a essere più propensi a intraprendere una terapia ortodontica.

Guardare oltre gli esiti clinici
Per gli odontoiatri, i risultati dello studio evidenziano la stretta relazione tra la fiducia degli adolescenti nel proprio sorriso e il loro benessere sociale e psicologico. Gli autori suggeriscono che le visite con i pazienti adolescenti non dovrebbero limitarsi alla valutazione degli esiti clinici, ma includere anche domande su quanto si sentano a proprio agio nel sorridere, parlare o farsi fotografare, nonché sul possibile impatto dei contenuti dei social media incentrati sull'aspetto estetico.

I ricercatori raccomandano inoltre ai clinici di gestire con attenzione le aspettative relative ai risultati estetici del trattamento e di affrontare apertamente con i pazienti il tema dell'attenzione che i coetanei possono riservare agli apparecchi ortodontici visibili durante il percorso terapeutico. Gli autori raccomandano inoltre agli studi odontoiatrici di riconsiderare l'impiego, nelle proprie attività di comunicazione e marketing, di immagini del sorriso eccessivamente idealizzate. Al loro posto, suggeriscono di valorizzare messaggi che mettano al centro la salute orale, la funzionalità, la fiducia in sé stessi e risultati estetici realistici, personalizzati e coerenti con le caratteristiche di ciascun paziente.

La coautrice dello studio, la prof.ssa Lisa McNeill, del Dipartimento di Marketing dell'University of Otago, ha sottolineato come la ricerca sia particolarmente attuale alla luce del dibattito in corso in Nuova Zelanda sull'utilizzo dei social media da parte degli adolescenti. Un'indagine parlamentare conclusa lo scorso marzo ha infatti raccomandato l'introduzione di limiti di età per l'accesso alle piattaforme social e il rafforzamento delle misure volte a impedirne l'utilizzo ai minori di 16 anni.

«L'uso dei social media può avere conseguenze concrete sui bambini e sugli adolescenti ed è importante riflettere sul modo in cui i più giovani interagiscono con questi strumenti», ha dichiarato in un comunicato stampa. Il dott. Ibrahim ha inoltre sottolineato che i risultati dello studio non devono essere interpretati come una dimostrazione che l'uso dei social media sia intrinsecamente dannoso, né che il trattamento ortodontico sia la causa del maggiore impatto sociale e psicologico riferito dagli adolescenti con una storia di terapia ortodontica. Piuttosto, l'effetto di questi fattori dipende dal contesto sociale e psicologico in cui vengono vissuti dai ragazzi.

«Il messaggio più importante è che il benessere orale va oltre la semplice condizione clinica o l'aspetto dei denti. Comprende anche la capacità dei giovani di sorridere, parlare, relazionarsi con gli altri e presentarsi senza un'eccessiva preoccupazione per il giudizio altrui. Riconoscere questo contesto più ampio può aiutare l'odontoiatria a offrire cure che sostengano non solo la salute orale, ma anche il benessere complessivo degli adolescenti», conclude Ibrahim.

In una ricerca correlata, già riportata da Dental Tribune International, quasi un terzo dei giovani adulti che si erano sottoposti a un trattamento odontoiatrico estetico ha dichiarato che la decisione di intraprendere la terapia era stata influenzata dai social media. Tra i contenuti ritenuti più influenti figuravano in particolare i post pubblicati da odontoiatri e studi dentistici.

Lo studio, intitolato “Dental self-confidence in digital health marketing systems: Adolescent well-being and social media use”, è stato pubblicato online il 25 giugno 2026 sulla rivista Health Marketing Quarterly.

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