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Protesi dentali stampate in 3D: uno studio ne valuta efficienza e risultati clinici

Un nuovo studio, che ha confrontato protesi totali realizzate con tecnica convenzionale e mediante stampa 3D, ha valutato se la produzione digitale possa ridurre tempi e costi del trattamento senza compromettere gli esiti riferiti dai pazienti (Immagine: Dmitriy Kazitsyn/Adobe Stock).

mer. 16 settembre 2026

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NATAL, Brasile – I workflow digitali per la realizzazione delle protesi totali possono ridurre i tempi clinici e di laboratorio, oltre ai costi del trattamento. Tuttavia, questi vantaggi in termini di efficienza devono essere valutati anche alla luce della soddisfazione dei pazienti e della loro qualità di vita. Per questo motivo, un gruppo di ricercatori brasiliani ha confrontato i workflow convenzionali e quelli basati sulla stampa 3D per la realizzazione di protesi totali, con l’obiettivo di verificare se i vantaggi pratici della produzione digitale si confermino anche considerando gli esiti rilevanti per i pazienti.

I ricercatori hanno condotto una valutazione economica basata su uno studio clinico che ha coinvolto 23 pazienti edentuli. Ogni partecipante ha ricevuto sia protesi totali realizzate con tecnica convenzionale sia protesi totali stampate in 3D, secondo un ordine assegnato in modo casuale. Dopo aver utilizzato il primo set di protesi per tre mesi, i pazienti sono tornati a utilizzare le proprie protesi preesistenti per un periodo di wash-out di due settimane, prima di passare alle altre protesi previste dallo studio per ulteriori tre mesi. Il protocollo convenzionale ha richiesto cinque visite cliniche, mentre il workflow digitale ne ha richieste tre.

Per valutare l’efficienza economica, i ricercatori hanno calcolato le risorse necessarie per la realizzazione di ciascun tipo di protesi, considerando i materiali di consumo e il lavoro clinico e di laboratorio. Hanno quindi analizzato il rapporto costo-efficacia, mettendo a confronto l’investimento richiesto con due esiti riferiti dai pazienti: la soddisfazione e la qualità di vita correlata alla salute orale.

Il workflow digitale si è dimostrato notevolmente più efficiente in termini di tempo e risorse. Nel complesso, ha consentito di ridurre il tempo clinico di quasi il 50% e il tempo di lavoro attivo in laboratorio di oltre il 73%, con un risparmio di circa 89 minuti di attività clinica e 412 minuti di lavoro di laboratorio per ciascun trattamento con protesi totale. I costi stimati per la realizzazione delle protesi sono risultati inferiori di circa il 36% con il workflow digitale, con un risparmio di circa 152 dollari (131 euro) per caso*.

I ricercatori non hanno riscontrato differenze significative tra le due tecniche in termini di soddisfazione complessiva dei pazienti o di qualità di vita correlata alla salute orale. Poiché l’approccio digitale ha garantito risultati riferiti dai pazienti comparabili, a fronte di costi inferiori e di una significativa riduzione dei tempi clinici e di laboratorio, nell’analisi degli autori il workflow digitale è risultato l’opzione con il miglior rapporto costo-efficacia.

I ricercatori hanno inoltre valutato, attraverso un modello, se il workflow digitale mantenesse la propria convenienza economica anche ipotizzando variazioni plausibili dei costi del trattamento e degli esiti riferiti dai pazienti. I risultati hanno indicato che il vantaggio economico dell’approccio digitale rimaneva sostanzialmente invariato.

Per gli studi odontoiatrici e i laboratori che trattano un elevato numero di pazienti edentuli, i risultati indicano quindi non solo la possibilità di ridurre i tempi del singolo percorso terapeutico, ma anche di liberare risorse cliniche e tecniche. Gli autori hanno inoltre sottolineato che la riduzione da cinque a tre appuntamenti potrebbe assumere particolare rilevanza nel trattamento dei pazienti anziani, per i quali visite ripetute possono rappresentare un ulteriore disagio.

È importante sottolineare che i vantaggi in termini di tempo e costi osservati nello studio non sono stati accompagnati da una riduzione misurabile della soddisfazione dei pazienti né della qualità di vita correlata alla salute orale.

I risultati dello studio sono sostanzialmente in linea con le ricerche precedenti sui workflow digitali per la realizzazione di protesi totali. Una revisione sistematica pubblicata nel 2025 ha rilevato che le protesi totali realizzate digitalmente richiedevano generalmente tempi clinici inferiori ed erano associate a costi complessivi più contenuti rispetto a quelle prodotte con tecniche convenzionali, nonostante i maggiori costi dei materiali. Anche la revisione non ha evidenziato una chiara superiorità di uno dei due metodi di fabbricazione in termini di esiti riferiti dai pazienti. I risultati del presente studio aggiungono quindi nuove evidenze cliniche prospettiche a un crescente corpus di ricerche, suggerendo che i principali vantaggi dei workflow digitali per le protesi totali possano essere ottenuti senza compromettere gli esiti riferiti dai pazienti.

Lo studio, intitolato “3D-printed versus conventionally fabricated complete dentures: Time-efficiency and cost-effectiveness analysis”, è stato pubblicato online nel numero di dicembre 2026 del Journal of Dentistry.

 

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