Search Dental Tribune

Tumore del pancreas: il numero di denti naturali associato alla sopravvivenza dopo l’intervento

Una nuova ricerca suggerisce che il numero di denti naturali possa rappresentare un indicatore prognostico della sopravvivenza globale dopo un intervento chirurgico per tumore del pancreas (Immagine: Crystal light/Adobe Stock).

mar. 15 settembre 2026

salvare

HIROSHIMA, Giappone – Diversi studi hanno evidenziato un’associazione tra compromissione della salute orale e prognosi nei tumori del colon-retto e dell’esofago, mentre precedenti ricerche hanno rilevato anche una relazione tra salute orale e complicanze postoperatorie dopo interventi chirurgici al pancreas. Recentemente, i ricercatori dell’Università di Hiroshima, in Giappone, hanno indagato l’associazione tra salute orale e sopravvivenza a lungo termine nei pazienti sottoposti a resezione per adenocarcinoma duttale pancreatico, la forma più comune di tumore del pancreas. I risultati potrebbero contribuire a migliorare la valutazione del rischio e l’assistenza perioperatoria.

Il dott. Kenichiro Uemura, coautore di un recente studio che ha analizzato l’associazione tra il numero di denti naturali e la sopravvivenza a lungo termine dopo un intervento chirurgico per tumore del pancreas (Immagine: Dr Kenichiro Uemura).

«Il tumore del pancreas rimane una delle neoplasie con il più alto tasso di mortalità a livello mondiale e, anche dopo una resezione con intento curativo, la prognosi è spesso sfavorevole», ha dichiarato in un comunicato stampa il coautore dott. Kenichiro Uemura, professore associato di chirurgia presso la Graduate School of Biomedical and Health Sciences dell’Università di Hiroshima. «Recentemente, diversi studi di rilievo hanno suggerito che patogeni parodontali come Porphyromonas gingivalis possano contribuire alla carcinogenesi pancreatica e alla progressione tumorale. Tuttavia, non era ancora chiaro se la salute orale stessa potesse influire sulla sopravvivenza postoperatoria dei pazienti con tumore del pancreas».

Lo studio retrospettivo ha coinvolto 339 pazienti sottoposti a resezione pancreatica presso l’Hiroshima University Hospital. Dall’analisi è emerso che i pazienti con un minor numero di denti naturali presentavano una sopravvivenza globale significativamente più breve dopo l’intervento chirurgico. L’associazione è rimasta significativa anche dopo aver tenuto conto dei fattori prognostici già noti, relativi alle caratteristiche del tumore e al trattamento.

Il dott. Uemura ha sottolineato la marcata differenza in termini di sopravvivenza, osservando che i pazienti con un maggior numero di denti naturali vivevano quasi due anni più a lungo dopo l’intervento rispetto a quelli con un numero inferiore di denti.

Ha inoltre precisato che la funzione masticatoria, valutata sulla base dell’occlusione posteriore, non è risultata associata in modo indipendente alla sopravvivenza. Secondo gli autori, questa differenza rispetto al numero di denti naturali suggerisce che quest’ultimo possa riflettere l’effetto cumulativo di diversi fattori sulla salute nel corso del tempo, piuttosto che la sola condizione orale in un determinato momento. Tra questi rientrano infiammazione cronica, fragilità, stato nutrizionale, stile di vita e vulnerabilità sistemica a lungo termine. «La bocca può riflettere la capacità di resilienza dell’organismo nel lungo periodo», ha affermato il dott. Uemura.

Il dott. Uemura ha spiegato che il gruppo di ricerca intende ora confermare i risultati attraverso studi più ampi, multicentrici e internazionali e approfondire i meccanismi biologici che collegano i batteri del cavo orale, l’infiammazione cronica e la progressione del tumore del pancreas. L’obiettivo a lungo termine, ha aggiunto, è integrare la valutazione della salute orale nella stratificazione personalizzata del rischio e nella gestione perioperatoria dei pazienti con tumore del pancreas.

Lo studio, intitolato “Independent prognostic value of natural tooth count versus posterior teeth occlusion in resected pancreatic cancer”, è stato pubblicato online il 23 aprile 2026 sul Journal of Hepato-Biliary-Pancreatic Sciences, in anticipo rispetto alla pubblicazione definitiva.

 

 

Tag:
To post a reply please login or register
advertisement
advertisement