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Odontoiatria digitale: uno studio analizza l’esperienza di studenti e docenti

Un recente studio ha evidenziato che l’odontoiatria digitale può rappresentare un valido supporto alla formazione clinica universitaria, ma che la sua efficace integrazione richiede risorse adeguate, una specifica formazione del personale e un equilibrio tra tecniche digitali e convenzionali (Immagine: Alla/Adobe Stock).

PLYMOUTH, Inghilterra – L’odontoiatria digitale è sempre più integrata nella pratica clinica, ma le evidenze relative alla sua introduzione nella formazione universitaria in odontoiatria nel Regno Unito rimangono ancora limitate. Un recente studio ha analizzato l’esperienza di studenti di odontoiatria e supervisori clinici nell’utilizzo della scansione intraorale presso la Peninsula Dental School, nel Sud-Ovest dell’Inghilterra, offrendo nuove indicazioni sul valore didattico della tecnologia e sulla sua applicazione nella pratica clinica.

Per lo studio, i ricercatori hanno intervistato 15 studenti del corso di laurea in Odontoiatria e sei supervisori clinici della Peninsula Dental School. L’indagine si è concentrata sulle modalità di utilizzo della tecnologia nella formazione clinica, sui benefici e sui limiti percepiti e sulle sue implicazioni nella preparazione degli studenti alla moderna pratica odontoiatrica.

Gli studenti della Peninsula Dental School svolgevano tirocini clinici presso le strutture gestite dalla Peninsula Dental Social Enterprise. Le due organizzazioni collaborano alla progettazione e all’erogazione del percorso formativo clinico del corso di laurea in Odontoiatria.

Nel complesso, l’insegnamento dell’odontoiatria digitale è stato accolto positivamente dagli studenti e apprezzato dai supervisori clinici per il suo contributo alla preparazione degli studenti alla moderna pratica clinica. Gli studenti hanno descritto la tecnologia come coinvolgente e poco stressante, ritenendola inoltre utile per la comunicazione con i pazienti. Tra gli altri benefici percepiti sono emersi un miglioramento dell’esperienza del paziente, una maggiore precisione e un apprendimento più efficace, in particolare per gli studenti con una maggiore predisposizione all’apprendimento visivo.

I partecipanti hanno inoltre evidenziato alcune criticità, tra cui la disponibilità limitata delle apparecchiature, le difficoltà di accesso, i tempi di preparazione, l’affidabilità delle attrezzature, l’integrazione con i sistemi informatici e la diversa preparazione dei supervisori. Lo studio ha sottolineato che l’introduzione delle metodiche digitali non dovrebbe comportare l’abbandono dell’insegnamento delle tecniche convenzionali, poiché i futuri odontoiatri devono continuare a conoscerle e a saperle utilizzare quando clinicamente appropriato.

Criticità analoghe, legate alle infrastrutture, alla formazione del personale e alla necessità di trovare un equilibrio tra tecniche digitali e convenzionali, erano già state evidenziate in precedenti studi sulla formazione odontoiatrica.

I risultati dello studio supportano l’integrazione della scansione intraorale nella formazione universitaria in odontoiatria. Tuttavia, per un’implementazione efficace sono necessari infrastrutture adeguate, una formazione specifica del personale, supporto tecnico, un accesso equo alle apparecchiature e sufficienti opportunità per gli studenti di esercitarsi nell’utilizzo della tecnologia.

Emily Akister, studentessa al quinto anno del corso di laurea in Odontoiatria presso la Peninsula Dental School, ha raccontato la propria esperienza nell’utilizzo degli scanner intraorali. In un comunicato stampa ha dichiarato: «La nostra esperienza clinica con gli scanner digitali è iniziata durante il quarto anno, quando abbiamo avuto la possibilità di esercitarci nel loro utilizzo e di conoscerne vantaggi e limiti nelle diverse situazioni. La formazione ricevuta ci ha permesso di applicare con naturalezza queste competenze nella pratica clinica durante il quinto anno, valutando i singoli casi e prenotando gli scanner per utilizzarli con i nostri pazienti».

L’autore senior dello studio, il dott. Andrew Sleigh, direttore dell’area di odontoiatria clinica presso la Peninsula Dental Social Enterprise, ha commentato: «Integrando queste tecnologie nella formazione universitaria e nella pratica clinica, ci assicuriamo che i futuri professionisti dell’odontoiatria acquisiscano le competenze richieste dalla moderna pratica odontoiatrica. Allo stesso tempo, i workflow digitali consentono di migliorare la precisione, l’efficienza e l’esperienza complessiva del paziente».

Lo studio, intitolato “Student and staff experiences of digital dentistry in a Southwest Primary Care Dental School, UK”, è stato pubblicato online il 15 luglio 2026 su BDJ Open.

 

 

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