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Un comune agente patogeno orale può aumentare i danni da infarto del miocardio

Uno studio condotto da ricercatori giapponesi ha scoperto che il comune agente patogeno orale Porphyromonas gingivalis può esacerbare la fragilità miocardica post-infarto (Image: Delpixel/Shutterstock).

lun. 4 dicembre 2023

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TOKYO, Giappone – I ricercatori della Tokyo Medical and Dental University hanno aggiunto alla letteratura un ulteriore link tra la malattia parodontale e le malattie cardiovascolari confermando come il patogeno orale Porphyromonas gingivalis aumenti i danni da infarto del miocardico. L’agente patogeno si trova nell’86% dei campioni contraddistinti da malattia parodontale cronica, e i ricercatori sostengono che il trattamento della malattia potrebbe aiutare nel ridurre il rischio di eventi cardiovascolari fatali.

Il Dott. Yuka Shiheido-Watanabe, autore principale dello studio, ha dichiarato in un comunicato universitario che il P. gingivalis ha dimostrato di “esacerbare la fragilità miocardica post-infarto”, ma “[i] meccanismi alla base di questo effetto sono rimasti sconosciuti”.

I ricercatori hanno progettato una variante di P. gingivalis senza gingipain, un fattore chiave di virulenza noto nell’ostacolare la morte cellulare programmata, e hanno usato il batterio per infettare le cellule muscolari cardiache nei topi.

“I risultati sono stati molto chiari”, ha commentato il co-autore, il Dr. Yasuhiro Maejima. «La vitalità delle cellule infettate dal batterio mutante privo di gingipane era molto superiore a quella delle cellule infettate dal batterio originale. Inoltre, gli effetti dell’infarto al miocardico sono stati significativamente più gravi nei topi infettati con P. gingivalis a genotipo naturale rispetto a quelli infettati con il mutante P. gingivalis privo di gingipain», ha spiegato il Dott. Maejima.

«I nostri risultati suggeriscono che l’infezione da P. gingivalis, producendo gingipain, provoca un eccessivo accumulo di autofagosomi, che può portare a disfunzione cellulare, morte cellulare e, in ultima analisi, rottura cardiaca», ha concluso il Dr. Shiheido-Watanabe.

La malattia parodontale colpisce oltre il 50% degli adulti e si classifica come la sesta malattia più comune a livello globale. Inoltre, è stata collegata a malattie sistemiche come l’artrite reumatoide e il morbo di Alzheimer, e il suo legame con le malattie cardiovascolari è stato oggetto di ricerche sempre più approfondite.

Lo studio, intitolato “Porphyromonas gingivalis, a periodontal pathogen, impairs post-infarcted myocardium by inhibiting autophagosome–lysosome fusion”, è stato pubblicato il 18 settembre 2023 sull’International Journal of Oral Science.

 

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