Dental Tribune Italy

Protocollo R2C e Single Visit. Presente e futuro dell’endo-restaurativa

Prof. Simone Grandini e Dott. Marco Martignoni (© Dentsply Sirona)
By Patrizia Gatto
June 21, 2019

Nel corso del congresso “DS World Italy 2019 – Innovation e Solution” promosso dalla Dentsply Sirona a Riccione lo scorso 11-12 aprile, Dental Tribune ha intervistato Simone Grandini e Marco Martignoni, che nella sessione specialistica “Endodonzia e conservativa: nuove soluzioni per vecchi problemi”, moderata dal Prof. Massimo Gagliani e dal Prof. Dino Re, hanno tenuto un’appassionata relazione dal titolo “R2C - dal limite apicale alla corona dentale: il percorso diretto e quello indiretto”.

Quali sono state le vostre impressioni su questo congresso?
Grandini - Oggi ho visto una bella partecipazione nella sala, dalle domande che hanno fatto ho percepito grande interesse. Con Marco abbiamo lavorato a lungo sul protocollo R2C (The Root to Crown Solution), tanto lavoro ma tanta soddisfazione. Di fatto non abbiamo prodotto nulla di nuovo, ma stabilito dei criteri di selezione per la ricostruzione più appropriata del dente trattato endodonticamente.

Martignoni - L’offerta di questo congresso è davvero notevole e si rivolge principalmente ai dentisti perché l’azienda può offrire oggi al dentista un servizio completo su tecniche e materiali a partire dalla diagnosi e dalla prevenzione a terapie importanti come quelle implantari e protesiche. Secondario, ma non come importanza, è il livello tecnologico. La Dentsply Sirona è un’azienda che investe molto nella ricerca e quindi la tecnologia è sempre super aggiornata e pronta a rispondere alle esigenze dell’odontoiatria di oggi: efficienza e sicurezza.

Avete già provato Primescan? Cosa ne pensate?
Martignoni - Primescan è l’evoluzione dei vecchi sistemi di scansione. Come tutte le evoluzioni presenta maggiore semplicità e qualità delle immagini. I software sono più aggiornati e veloci ed è dotata di una sorta di intelligenza virtuale in grado di riconoscere gli artefatti digitali durante la scansione; questo è un deficit di tutti gli altri sistemi tradizionali. La telecamera, più definita e più grande, garantisce una migliore qualità d’immagine. Rispetto alla versione precedente si può fare il paragone come tra l’iPhone 4 e l’iPhone X.

Attualmente qual è il rapporto tra Università e Industria?
Grandini - Trovo che questo sia molto cambiato. Vent’anni fa c’era una netta contrapposizione tra Università e liberi professionisti e Università e aziende. Ad oggi c’è molta più collaborazione ed integrazione. Tutti traggono un vantaggio immenso da ciò. Noi universitari abbiamo molti rapporti con le aziende che ci affidano ricerche per le quali riceviamo fondi che sono fondamentali. Marco ed io abbiamo lavorato tanto sui materiali e sulle tecniche: sono emerse ricerche con risvolti clinici estremamente interessanti.

Martignoni - Le ricerche universitarie sono diventate un punto di riferimento per le aziende per avere dei feedback e fornire al dentista il prodotto migliore, vero obiettivo finale. L’analisi che viene fatta sui risultati è basata sull’uso che ne fanno i clinici. Da sempre, all’Università di Siena, vengono fatte analisi chiare su quelle che sono le possibilità reali di un dentista.

Grandini - Facciamo un esempio. A settembre Marco è venuto a tenere una lezione al Master degli studenti del 6° anno e alla fi ne ci siamo ritrovati con due tesisti che si sono laureati in novembre. Abbiamo deciso una nuova ricerca da fare: i risultati sono arrivati tre mesi dopo, uno già pubblicato e l’altro accettato. I test sono stati fatti dai ragazzi che oggi seguono il nostro master post-laurea annuale e che hanno sicuramente beneficiato dell’esperienza di ricerca.

Martignoni - La scienza che si produce all’università è scevra da vincoli e arriva direttamente nelle mani dei dentisti.

Potete darci maggiori informazioni a proposito del protocollo R2C?
Martignoni - È semplicemente la descrizione delle linee guida generali che si applicano nel caso in cui sia interessata la cura canalare e il restauro finale della stessa. Veri e propri criteri da customizzare paziente per paziente. Noi ci siamo occupati di descrivere le linee guida generali per offrire ai dentisti una sorta di ricettario. Il supporto di Dentsply Sirona è quello di offrirci tutta la gamma dei materiali.

Grandini - La vera novità della R2C è l’icona iniziale che è “diagnosi e restauro”. È necessario capire dall’inizio del trattamento endodontico quale sia il tipo di restauro più adeguato. L’endodonzia non termina più con la otturazione tridimensionale del canale ma con il corretto ripristino funzionale dell’elemento.

Mi pare che grazie anche alla tecnologia sia emersa di nuovo l’attenzione sul tema della diagnosi. La concentrazione negli ultimi anni è stata sul piano di trattamento. Cosa ne pensate?
Martignoni - Assolutamente sì. Tutta la medicina si basa su una diagnosi corretta. La diagnosi oggi in odontoiatria è più facile, non c’è dubbio, ma spesso viene sorpassata per esigenze economiche e di velocità. Il nostro protocollo R2C prevede un’attenzione centrale alla diagnosi supportata dalla tecnologia. Il piano di cura dev’essere consequenziale ad una diagnosi accurata. Un tempo si parlava di cura canalare come cura della patologia, mentre oggi se ne parla come evento primario della ricostruzione di ciò che è andato perso, ovvero la salute del dente. C’è un’integrazione delle varie branche dell’odontoiatria sempre più facile e forte.

Un tempo era sempre il terapeuta che decideva. Oggi come oggi, è giusto lasciare in mano al paziente la scelta del piano terapeutico adeguato?
Martignoni - Qui entriamo nel tema dell’etica del professionista.

Grandini - È un argomento molto interessante. Se vedo più di una possibilità, le illustro al paziente e cerco di influenzarlo sulla scelta che reputo migliore.

Martignoni - La diagnosi fornisce il piano di trattamento e pertanto deve essere fatta sulla struttura sana del dente. Partire con un’estrazione del dente e il successivo impianto, se non ci sono dei parametri che sconsigliano la cura, è un modo semplicistico di affrontare il problema della patologia dentaria offrendo al paziente una sola soluzione. Prima di proporre al paziente l’implantologia, il dente non deve poter essere restaurabile e il processo diagnostico deve mirare al tentativo di vagliare tutte le strade prima di ricorrere all’impianto.

Oggi è possibile fare una cura canalare e un restauro in una seduta singola (la cosiddetta “Single Visit”)?
Martignoni - Oggi è possibile portare avanti un discorso di endo-restaurativa in una singola seduta e ripristinare ciò che è andato perso nel tempo della cura stessa.

Grandini - Con le nostre ricerche stiamo dimostrando che è possibile effettuare cure canalari in seduta singola. Il restauro si può fare nella stessa seduta con la stessa qualità delle cure canalari effettuate in più fasi e con l’utilizzo degli stessi materiali (composito, ceramica, zirconio). Una cura canalare oggi è molto più rapida grazie anche al numero ridotto di strumenti utilizzati.

Com’è il rapporto con il laboratorio odontotecnico oggi?
Martignoni - È cambiato. È un rapporto sempre più stretto. Le mansioni dell’operatore sono cambiate, sia alla poltrona che alla macchina grazie al supporto della tecnologia che molto spesso si è sostituita alla mano umana. Ciò che servirà per il futuro sarà l’educazione delle teste per guidare le macchine in modo corretto, che siano le teste di odontoiatri o di odontotecnici. All’odontoiatra di oggi giova avere maggiori nozioni di odontotecnica e da qui l’opportunità del prezioso supporto degli odontotecnici. Da sempre l’odontotecnico è parte fondamentale in fase diagnostica nella pianificazione e realizzazione dei lavori: oggi ha in più il supporto della tecnologia.

Siete professionisti partiti dall’esperienza dei vostri padri. Grande opportunità di partenza: ad oggi ho visto la vostra evoluzione. Volete commentare?
Grandini - È facile e difficile sedersi sulle spalle di giganti. Siamo contenti di ciò che facciamo ed orgogliosi dell’eredità ricevuta.

Martignoni - Siamo, senza ombra di dubbio, due persone fortunate avendo potuto attingere ad una grande educazione. I nostri riferimenti sono stati delle guide per moltissimi altri. Abbiamo imparato dai nostri padri che il valore degli insegnanti è il trasferimento di informazioni che possono continuare ad essere ripetute in modo chiaro e costante.

E a proposito dell’esperienza in Asia?
Grandini - Tosta ma meravigliosa. Così come gli altri viaggi intercontinentali. Un grande sforzo ripagato da grandi soddisfazioni personali e professionali.

Martignoni - Abbiamo la fortuna di girare tutto il mondo. Ciò che ci rende molto soddisfatti è il riscontro nel trasferire questo approccio di semplificazione consapevole delle procedure in ogni parte del globo, Cina, Australia, Sud America, Stati Uniti, Canada. Vi ringraziamo per questa intervista.

Grazie per l'intervista.

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