In un recente studio, l’integrazione con acidi grassi omega-3 ha ridotto i marcatori dell’infiammazione orale e sistemica nei pazienti (Immagine: Diana/Adobe Stock).
BOSTON, Stati Uniti – Partendo dalla consolidata associazione tra parodontite e malattie cardiovascolari, un gruppo di ricercatori ha recentemente indagato se le proprietà antinfiammatorie degli acidi grassi omega-3 possano influire sull’infiammazione orale e sistemica nei pazienti affetti da patologie cardiovascolari. I risultati alimentano il crescente interesse verso gli approcci nutrizionali come possibili strategie complementari alla terapia parodontale.
L’autrice principale dello studio, la dott.ssa Bushra Ahmad, assistant professor di parodontologia presso la Tufts University School of Dental Medicine di Boston, ha dichiarato a Dental Tribune International: «Il nostro gruppo di ricerca ha voluto indagare se gli acidi grassi omega-3, in particolare l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA), potessero influenzare i processi infiammatori sia a livello del cavo orale sia nella circolazione sistemica».
Ha proseguito: «Sebbene gli acidi grassi omega-3 siano noti per le loro proprietà antinfiammatorie, i loro effetti sui marcatori dell’infiammazione orale nell’uomo non sono ancora stati definiti con chiarezza. Questo ha reso l’argomento particolarmente rilevante, poiché potrebbe aiutarci a comprendere meglio se un intervento nutrizionale sistemico possa affiancare gli approcci consolidati per la gestione dell’infiammazione orale».
Lo studio ha coinvolto 240 pazienti affetti da coronaropatia stabile e in terapia con statine. Per un periodo di 30 mesi, i partecipanti hanno ricevuto una formulazione ad alto dosaggio di EPA e DHA prescritta come trattamento oppure non hanno assunto alcuna integrazione di omega-3.
Per l’analisi a livello orale, è stato prelevato il fluido crevicolare gengivale da entrambi i quadranti mascellari. I ricercatori hanno quindi confrontato tra il gruppo trattato e quello di controllo i marcatori dell’infiammazione orale presenti nel fluido crevicolare e i marcatori dell’infiammazione sistemica rilevati nel sangue.
L’analisi ha rilevato che il gruppo trattato con omega-3 presentava livelli significativamente più bassi di uno dei marcatori dell’infiammazione orale nel quadrante sinistro. In questi pazienti è stato inoltre osservato un rapporto neutrofili-linfociti significativamente inferiore, un indicatore di infiammazione sistemica che è stato associato agli esiti cardiovascolari.
La dott.ssa Bushra Ahmad, autrice principale di un nuovo studio sugli effetti degli acidi grassi omega-3 sull’infiammazione orale e sistemica (Immagine: Dr Bushra Ahmad).
«I risultati suggeriscono che gli acidi grassi omega-3 potrebbero avere un potenziale ruolo complementare alle consolidate misure meccaniche di controllo della placca, contribuendo a ridurre l’infiammazione sia orale sia sistemica», ha spiegato la dott.ssa Ahmad.
«È interessante notare come la riduzione del marcatore dell’infiammazione orale è stata osservata sul lato sinistro, ma non su quello destro. Abbiamo ipotizzato che le modalità di spazzolamento e la lateralità manuale possano aver contribuito a questa differenza, poiché le persone destrimani potrebbero rimuovere la placca più efficacemente sul lato sinistro», ha commentato la dott.ssa Ahmad. Ha tuttavia precisato che, poiché la lateralità manuale dei partecipanti non è stata registrata nello studio, questa interpretazione deve essere considerata un’ipotesi esplorativa e richiede ulteriori approfondimenti.
Lo studio si inserisce in un più ampio programma di ricerca collaborativa volto ad approfondire la relazione tra salute parodontale e salute sistemica. Attraverso diversi progetti attualmente in corso, i ricercatori stanno analizzando le possibili associazioni tra parodontite e infiammazione orale e le malattie cardiovascolari, la funzione cognitiva e l’infiammazione sistemica. «Il nostro obiettivo è contribuire a una visione più integrata della salute orale, riconoscendola come una componente importante della salute generale», ha affermato la dott.ssa Ahmad.
Sono allo studio anche altri approcci nutrizionali volti a modulare l’infiammazione orale. Recentemente, Dental Tribune International ha riportato i risultati di una ricerca su una dieta mima-digiuno utilizzata come trattamento complementare alla terapia parodontale non chirurgica, nonché di uno studio che ha evidenziato un’associazione tra una dieta mediterranea ricca di alimenti vegetali e una minore gravità della malattia parodontale e livelli più bassi di marcatori infiammatori.
La dott.ssa Ahmad ha tuttavia sottolineato che i risultati del presente studio non dovrebbero essere generalizzati ad altre popolazioni di pazienti né ad altri integratori di omega-3. Saranno necessarie ulteriori ricerche per stabilire se gli effetti osservati possano tradursi in benefici a lungo termine per la salute parodontale e cardiovascolare e se risultati analoghi possano essere riscontrati in popolazioni di pazienti più ampie e diversificate.
Per comprendere meglio come l’infiammazione orale possa influenzare la salute riproduttiva femminile, i ricercatori hanno utilizzato un modello murino di ...
La Federazione Europea di Parodontologia e Dentaid lanciano la campagna “Salute orale per tutta la vita”, per promuovere la conoscenza della cura orale ...
Confprofessioni denuncia le nuove procedure per accedere al regime fiscale agevolato. Straordinari e lavoro supplementare cancellati dalle voci retributive....
Il fumo è l'indiziato numero 1 per il cancro alla bocca, la malattia paradontale e quale fattore di rischio per l’osteonecrosi delle ossa mascellari: una...
PRAGA, Repubblica Ceca – L’invecchiamento della popolazione rappresenta una delle principali tendenze demografiche del nostro tempo. Entro il 2050, si ...
Con l’arrivo di agosto, la redazione di Dental Tribune Italia e il team di Tueor Servizi desiderano augurare a tutti i lettori una piacevole estate e ...
To post a reply please login or register