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Teledentistry: le associazioni del settore dentale cambiano marcia per regolamentare il servizio

By Jeremy Booth, DTI
April 02, 2020

CHICAGO, USA / LONDRA, UK. Un numero crescente di consumatori sta scegliendo un trattamento ortodontico in remoto ed è probabile che tali servizi continueranno ad essere ancora disponibili. Sebbene le associazioni dentali di entrambe le sponde dell’Atlantico potrebbero non essere completamente d’accordo con questa pratica, ora stanno cercando di chiarire come può essere fornito in modo sicuro questo servizio ai pazienti. Negli Stati Uniti, l’American Association of Dental Boards (AADB) ha diffuso linee guida generiche per normare la telemedicina. Il General Dental Council nel Regno Unito ha chiesto agli operatori sanitari di condividere quali procedure stanno seguendo.

La AADB ha pubblicato una direttiva all’inizio di marzo per chiarire la nomenclatura che circonda intorno al concetto di cura in remoto, nota anche come “telehealth” o “teledentistry” e ha fatto appello ai regolamenti vigenti a livello nazionale per le cure in ambito odontoiatrico. Nella direttiva sono stati forniti esempi generici della legislazione proposta da alcuni stati degli Stati Uniti, rimasti anonimi, in cui si afferma che essa mira ad aumentare le possibilità di accesso al trattamento dentale ma anche a regolamentare gli operatori del settore che le forniscono. “Teledentistry” è stata definita quale l’utilizzo di “comunicazioni elettroniche e digitali per fornire informazioni e servizi relativi all’odontoiatria e all’igiene dentale”. Viene inoltre specificato che la teledentistry deve essere svolta esclusivamente da persone in possesso di laurea in odontoiatria o igiene orale e che il trattamento di cura vera e propria deve avvenire presso lo studio in cui il paziente ha iniziato il piano di trattamento. La direttiva afferma che coloro che sono autorizzati a fornire servizi di teledentistry devono conformarsi a tutte le normative statali e federali relative alle cure dentistiche e che deve essere stabilita un’equità tra il numero di cure effettuate presso lo studio dentistico e i consulti in remoto.

Il documento esplicita diverse normative di esempio e chiarisce la nomenclatura relativa alle diverse attività implicate nella teledentistry, tra cui la fotografia e l’imaging digitale, la valutazione dei casi clinici e dell’anamnesi del pazientie, l’uso e la conservazione delle comunicazioni informatiche e degli archivei, nonchè la pubblicità e la presentazione dei servizi. Secondo l’American Dental Association (ADA), gli Stati Uniti che hanno già approvato leggi che regolano le cure odontoiatriche in remoto sono la California, dove ora è obbligatorio per gli operatori del settore fare refertare le radiografie prima delle cure, l’Arizona, l’Ohio, l’ Oregon, il South Dakota e il Tennessee, in cui i consulti in remoto devono essere conformi a quelli presso gli studi dentistici.

Il principale erogatore di cure ortodontiche in remoto negli Stati Uniti, lo SmileDirectClub, ha dichiarato di essere grato all’AADB per aver proposto queste linee guida per il trattamento ortodontico in remoto in cui il paziente e il suo accesso alle cure rimangono le principali priorità. «Oggi i consumatori lottano per accedere alle cure ortodontiche a causa di costi, tempi limitati e accesso limitato allo studio medico e la telemedicina ha dimostrato di essere un mezzo sicuro ed efficace per fornire soluzioni di per il trattamento dei denti» si legge nella nota. Questi commenti della compagnia, ora, sono notevolmente diversi nei toni rispetto a quelli fatti in ottobre quando la California ha approvato i suoi nuovi regolamenti e supportano ciò che la Dental Tribune International mettendo in luce, il cambio di rotta.

La GDC nel Regno Unito ha rilasciato una dichiarazione alla fine di febbraio in cui affermava che il suo obiettivo principale era proteggere il pubblico e che il trattamento della malocclusione rientrava a tutti gli effetti nella pratica dell’odontoiatria. Pertanto, ha continuato, i singoli dentisti coinvolti nel teledentistry devono essere registrati presso il GDC, agire nell’ambito della loro pratica e aderire agli standard dei team odontoiatrici promossi dal GDC. «Chiunque pratichi l’odontoiatria senza essere registrato presso il GDC può essere perseguito per vie legali» ha avvertito l’associazione. Il GDC ha dichiarato di aver contattato le realtà che forniscono servizi in remoto nel Regno Unito per avere chiare le procedure che stanno seguendo. In risposta, la British Orthodontic Society ha dichiarato, in una nota stampa, di aver accolto con cautela le azioni e le dichiarazioni del GDC e che attendeva di poter valutare i risultati delle prove raccolte.

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