Dental Tribune Italy

Nuove evidenze sull’efficacia del CPC nella riduzione della carica virale del SARS-CoV-2

By Redazione
March 03, 2021

Da anni i professionisti del settore dentale, odontoiatri ed igienisti, si battono per diffondere tra i pazienti il concetto fondamentale della salute orale e della prevenzione. L’importanza di questo tema, riconosciuto e sostenuto da tutta la comunità scientifica e dall’opinione pubblica, risiede nella centralità che l’igiene orale riveste per quanto riguarda non soltanto la prevenzione dell’insorgenza di malattie del cavo orale, ma anche per la salvaguardia dell’intera salute sistemica.

Il cavo orale è a tutti gli effetti una porta di accesso al nostro corpo per i moltissimi fattori provenienti dall’ambiente esterno, senza considerare che nella bocca sono già presenti più di 700 specie batteriche con una localizzazione specifica a seconda delle differenti zone e superfici. Il mantenimento dell’equilibrio tra batteri buoni e batteri cattivi è lo scopo della prevenzione orale ed è ciò che garantisce la salute per l’intero organismo proprio perché previene l’insorgenza di patologie a livello del cavo orale che, per sua stessa natura, è in grado di veicolare tramite i vasi sanguigni infezioni all’interno del nostro corpo.

Ora più che mai l’emergenza sanitaria globale, causata dal diffondersi del virus SARS-CoV-2, ha accelerato questa campagna di sensibilizzazione e la ricerca, che non si ferma mai, si è focalizzata ancora di più sull’analisi di precedenti intuizioni scientifiche relative a composti chimici in grado di ridurre la carica virale del virus.

Nello specifico, gli studi si sono concentrati su un particolare composto chimico, il Cloruro di Cetilpiridinio, comunemente abbreviato in CPC, che ha dato risultati evidenti già nei test in vitro sulla sua capacità di attaccare la membrana protettiva del virus. Il CPC si è dimostrato un ottimo supporto nella prevenzione del contagio anche del virus SARS-CoV-2 e diventa ancora più prezioso perché di larga e facile fruizione per tutti. I ricercatori dei diversi studi hanno quindi evidenziato come un collutorio contenente CPC sia in grado di attaccare il virus, riducendone la carica virale all’interno del cavo orale; dal momento che quest’ultimo non è l’unica via di accesso del virus, il CPC può rappresentare un valido alleato per limitare la trasmissione del virus sempre, tuttavia, all’interno di una strategia di prevenzione più globale che continua a prevedere l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali, la sanificazione frequente delle mani e il distanziamento sociale.

Entriamo nel dettaglio dell’azione del CPC a livello molecolare. Il contagio vero e proprio da SARS-CoV-2 avviene grazie ai recettori ACE2 localizzati in vari nostri organi; essi si trovano anche nelle cellule epiteliali della mucosa orale e permettono al virus di stabilirsi e moltiplicarsi in bocca. Se non incontra alcun ostacolo, la glicoproteina Spike, contenuta nella membrana del virus e responsabile dell’infezione, si lega ai recettori ACE2, facendo sì che il coronavirus SARS-CoV-2 inizi a moltiplicarsi rapidamente nel cavo orale e a diffondersi nel resto del corpo. Se, invece, nella mucosa del cavo orale entrano le molecole di CPC, la membrana lipidica del virus viene distrutta dall’azione chimica del Cloruro di Cetilpiridinio e ridotta così del 99,9% la carica virale.

 

Sunstar e Sunstar Suisse SA pochi mesi dopo lo scoppio della pandemia a marzo 2020 hanno incaricato un’organizzazione esterna, la QTEC (Japan Textile Products Quality and Technology Center) Service con sede a Tokyo, di testare la riduzione della carica virale dopo l’esposizione a collutori contenenti CPC. Sono state testate sospensioni di SARS-CoV-2 con diverse formulazioni e percentuali di CPC comprese tra lo 0,04 % e lo 0,3 % per la durata di 30 secondi: i risultati hanno confermato la riduzione della carica virale oltre il 99,9%.

Il dott. Tsutoku Takatsuka, Senior Executive Officer Global R&D in Sunstar ha così commentato: “I risultati dei test preliminari confermano il lavoro fatto in precedenza che mostrava una riduzione della carica virale di SARS-CoV-2 ad opera del CPC. Questo suggerisce che l’uso di collutori contenenti CPC può essere un mezzo in più per ridurre la trasmissione virale di SARS-CoV-2 e rappresenta quindi un’importante misura di contenimento della trasmissione del virus. Ovviamente questi dati preliminari in vitro necessitano di ulteriori esami di conferma e noi esploreremo il loro potenziale”.

La ricerca si è poi spinta ancora più in là testando l’azione del CPC su pazienti già affetti da SARS-CoV-2. Il dott. Senevirarne ha guidato un gruppo di ricerca dell’Istituto per la Ricerca Odontoiatrica di Singapore (NDRIS) dimostrando con i suoi test su pazienti affetti da Covid-19 l’efficacia dei collutori contenenti CPC nella riduzione della carica virale. Un effetto che è stato registrato dopo appena 5 minuti dallo sciacquo e con un’efficacia per un periodo di tempo sino a 6 ore. “In confronto all’uso dell’H202 (Acqua ossigenata) sappiamo che il CPC può mantenere il suo effetto per alcune ore garantendo la sua azione protettiva durante la terapia” ha dichiarato la prof.ssa Magda Mensi del Dipartimento di Parodontologia dell’Università di Brescia.

Pertanto, a livello di comunità scientifica, si consiglia una strategia di pre-trattamento con sciacqui a base di CPC nella terapia odontoiatrica per ridurre la carica virale durante la seduta e proteggere sia gli operatori sia i pazienti. Considerati infatti i livelli particolarmente alti di particelle virali nel cavo orale e le elevate quantità di aerosol generate durante le procedure odontoiatriche, si comprende l’entità del rischio per il team dello studio e i pazienti.

L’attenzione sulle procedure di riduzione della carica virale presente nell’aerosol non è certo nuova al mondo scientifico: già nel 1992 compariva un articolo sul Journal of Periodontology intitolato “Efficacy of Preprocedural Rinsing with an atiseptic in reducing viable bacteria in dental aerosols” in cui si metteva in luce proprio l’importanza di protocolli pre-trattamento con sciacqui antisettici volti a contrastare l’azione batterica e virale presente nell’aerosol.

I ricercatori di tutto il mondo sono ora impegnati nell’approfondire queste primi importanti risultati attraverso ricerche su campioni sempre più statisticamente significativi. Tra questi sicuramente non manca il team di Sunstar, multinazionale con sede centrale in Svizzera, fondata nel 1932 a Osaka, Giappone, che da sempre lavora con un’unica missione: “aiutare le persone in tutto il mondo a migliorare il proprio stato di salute e la qualità della propria vita”.

Per approfondire e consultare lo studio integrale, clicca QUI.

 

Bibliografia

  • O’Donnell VB, Thomas D, Stanton R, e ass. Potential Role of Oral Rinses Targeting the Viral Lipid Envelope in SARS-CoV-2 Infection. Function 2020; 1.10.1093/function/zqaa002 https://ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7239187/pdf/zqaa002.pdf.
  • Seneviratne Chaminda J., Sim Xiang Ying J. e ass. “Efficacy of commercial mouth-rinses on SARS-CoV-2 viral load in saliva: Randomized Control Trial in Singapore” medRxiv preprint; September 18, 2020. https://medrxiv.org/content/10.1101/2020.09.14.20186494v1.
  • Evelina Statkute, Richard Stanton e ass. ”Brief Report: The Virucidal Efficacy of Oral Rinse Components Against SARS-CoV-2 In Vitro” bioRxiv preprint, November 13, https://biorxiv.org/content/10.1101/2020.11.13.381079v1.full.pdf.
  • Popkin DL, Zikka S, Dimaano M, e ass., “Cetylpyridinium Chloride (CPC) Exhibits Potent, Rapid Activity Against Influenza Viruses in vitro and in vivo”, Pathog. Immun., 2017 (2) 252-269 https://ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5605151/pdf/pai-2-253.pdf.
  • Xu Hao, Zhong Liang e ass. “High expression of ACE2 receptor of 2019-nCoV on the epithelial cells of oral mucosa” International Journal of Oral Science, 24 Feb 2020. https://nature.com/articles/s41368-020-0074-x.
  • Daniel H. Fine, Carlos Mendieta, Michael L. Barnett,f David Furgang, Ronnie Meyers, Arnold Olshan,f and Jack Vincent, Efficacy of Preprocedural Rinsing With an Antiseptic in Reducing Viable Bacteria in Dental Aerosols, Journal of Periodontology, Vol 63, Issue 10, October 1992 https://aap.onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1902/jop.1992.63.10.821.
  • Vanessa Costa Marui, DDS; Maria Luisa Silveira Souto, DDS; Emanuel Silva Rovai, DDS, Giuseppe Alexandre Romito, PhD, MSc, DDS; Leandro Chambrone, PhD, MSc, DDS, Claudio Mendes Pannuti, PhD, MSc, DDS, “Systematic Review Efficacy of preprocedural mouthrinses in the reduction of microorganisms in aerosol” JADA 2019:150(12):1015-1026 https://researchgate.netpublication/337440953_Efficacy_of_preprocedural_mouthrinses_in_the_reduction_of_microorganisms_in_aerosol_A_systematic_review.
  • R Izzetti, M Nisi, M Gabriele, F Graziani, “COVID-19 Transmission in Dental Practice: Brief Review of Preventive Measures in Italy”, Review J Dent Res. 2020 Aug;99(9):1030-1038 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32302257/.
  • Daniel L. Popkin, Sarah Zilka, Matthew Dimaano, Hisashi Fujioka, Cristina Rackley, RobertSalata, Alexis Griffith, Pranab K. Mukherjee, Mahmoud A. Ghannoum, Frank Esper, « Cetylpyridinium Chloride (CPC) Exhibits Potent, Rapid Activity Against Influenza Viruses in vitro and in vivo, Pathogens and Immunity » 2017;2(2):252-269 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28936484/.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

© 2021 - All rights reserved - Dental Tribune International