Dental Tribune Italy

Il 17 luglio in scena all’Hyatt hotel di Milano la celebre cerimonia di induzione dell’ICD

By Dental Tribune Italia
July 15, 2021

La pandemia da covid-19 ha portato al rinvio di diverse attività in tutto il mondo e anche l’International College of Dentists (ICD) ha dovuto rimandare alcune delle sue iniziative istituzionali programmate per il 2020. Tra le attività rimandate al 2022 troviamo anche l’European Meeting di Oporto in cui si sarebbe dovuto assistere alla famosa cerimonia di induzione dei nuovi candidati. A seguito di questo rinvio, il Board europeo dell’ICD ha deciso di realizzare, ove possibile, degli incontri locali nazionali per poter accogliere i nuovi indotti attraverso cerimonie in presenza o virtuali.

In virtù di questa decisione, il 17 luglio presso l’Hyatt Hotel Centric di Milano si terrà la cerimonia di induzione dei 10 fellows che attentamente selezionati dai loro padrini entreranno a far parte della compagine italiana. Va infatti ricordato che il criterio di ammissione al College è “by invitation only” e quindi può entrare solo chi viene presentato da un già socio del College e che, dopo aver identificato la risorsa umana, se ne fa moralmente garante per la sua futura attività all’interno di ICD.
Seguendo il classico stile che contraddistingue le cerimonie d’induzione del College, questo evento locale non mancherà di porre un ulteriore accento sulle attività del più antico College odontoiatrico al mondo, oltre che dare ai presenti il senso di ritrovata gioia nello stare di nuovo insieme per un importante evento.
Vista l’occasione, abbiamo avuto modo di porre alcune domande al Prof. Mauro Labanca, “veterano” membro del College che farà gli onori di casa. Giova ricordare che Mauro Labanca è il primo italiano nella storia del College a ricoprire il ruolo di segretario generale del Board europeo, una delle posizioni più influenti e prestigiose, oltre che il primo a sedere come International Councilor nel Board mondiale.

Buongiorno Prof. Labanca. Immaginiamo che l’organizzazione di questo prestigioso evento abbia richiesto un grande impegno. Per quale motivo avete deciso di non rimandare la cerimonia al prossimo European Meeting?
L’impegno non mi spaventa di certo, se lei pensa che io sono la persona istituzionalmente incaricata di accogliere e gestire l’induzione nell’evento europeo, quindi gestire 10 candidati nella mia città invece che 150 in altra sede non è certamente un problema.
Alcuni dei nostri candidati aspettavano già da tempo e con apprezzata e giustificata ansia di poter entrare a far parte del College riconosciuto come il più antico e prestigioso del mondo, dove entra solo l’eccellenza di chi tramite la propria attività a reso onore alla nostra professione. Lei pensi che in Italia i fellows sono meno di 50! Per questa ragione non mi pareva opportuno chiedere a loro di attendere oltre prima di potersi fregiare del titolo di Fellows dell’ICD (FICD) anche stante le incertezze che stiamo vivendo e che non rendono assolutamente certa la possibilità di avere un normale evento in presenza (cosa che ovviamente mi auguro di cuore) a giugno del prossimo anno. Nell’evento del prossimo anno gli indotti nelle varie sezioni verranno comunque ufficialmente riconosciuti da tutta la comunità internazionale.

Quali sono gli elementi che contraddistinguono e rendono unica questa cerimonia?
Come tutto ciò che riguarda le emozioni, è difficile da descrivere, va vissuta.
Partendo dal consueto stile del College che comporta, in ossequio delle tradizioni, che il tutto avvenga in smoking e secondo antichi rituali. Si inizierà con un pranzo conviviale per rivivere la gioia di stare insieme a tavola. Dopo il pranzo inizierà la vera e propria cerimonia.
Dopo aver presentato un messaggio di benvenuto da parte del presidente europeo, in un video, il presidente eletto leggerà l’impegno formale che i candidati si assumeranno nell’accettare di entrare nel College.
Ogni candidato verrà poi presentato dal proprio padrino che con utilizzo di alcune foto sottolineerà le caratteristiche salienti del candidato. Su mia richiesta si eviterà lo sterile elenco di titoli accademici, dandoli per scontati stante la rilevanza scientifica dei candidati, dando invece maggior importanza agli aspetti umani e personali degli indotti.

Quali sono le principali attività che hanno portato i prossimi indotti ad ottenere questo autorevole riconoscimento?
Quando entrai nel College vi era per statuto come limite di ammissione l’età di 35 anni. Venni in contatto con un mondo di grande prestigio, colleghi con cv infiniti, ma sovente un po’ “datati”. Poiché tra i punti rilevanti del College c’è anche e soprattutto quello umanitario e volontaristico, dal momento in cui ho assunto l’incarico di Registrar ho lavorato per apportare alcuni cambiamenti. Innanzitutto ora non esiste più un limite di età per l’ammissione al College, così come si è meno stringenti nella valutazione del Curriculum. Quello che ho portato nel College a livello internazionale è un concetto molto semplice: voglio avere giovani volonterosi, che vogliano crescere con il College e per il College con il giusto spirito di servizio e di appartenenza. Il motto del College è “Recognising Service as well as the Opportunity to Serve”, e per farlo serve da un lato avere illustri colleghi come guida e riferimento, ma dall’altro giovani colleghi meno blasonati ma non meno importanti per avere linfa vitale.
Mi permetto di prendere a prestito le parole che l’amico Tiziano Testori, fellow dell’ICD, ha usato per presentarmi alcuni dei suoi allievi che verranno indotti il 17 di Luglio: “Vedrai che si impegneranno a far crescere il College e saranno una risorsa per tutti noi nello spirito del SERVIRE disinteressato ed eticamente orientato. Mi fa molto piacere che tu abbia accettato le loro candidature. Ho già spiegato loro che il College ha un alto profilo etico per tutte le opere di Charity attive a livello internazionale. Sicuramente prima della cerimonia avranno la possibilità di capire attraverso i tuoi documenti l’importanza di essere membri del College e apprezzare le incredibili possibilità di stringere amicizie e sinergie con colleghi di tutto il mondo. Ti ringrazio per la tua squisita disponibilità nei confronti dei miei allievi che sono sicuro non ti deluderanno impegnandosi a far crescere ICD con lo spirito di servizio che contraddistingue la sua mission”.
Credo in queste parole ci sia l’essenza del College e della appartenenza all’ICD.

In chiusura, ci potrebbe illustrare le prossime attività del College?
A settembre, organizzato dall’amico Dario Castellani, anch’egli nostro fellow, avremo un bell’evento scientifico con relatori di alto profilo e in un contesto davvero fantastico (scarica QUI la brochure). Alla parte scientifica seguirà la riunione annuale del distretto italiano ICD, durante la quale verranno introdotti e si presenteranno i potenziali futuri indotti.
Il tutto terminerà, come consuetudine da me fortemente voluta, con una piacevole cena conviviale. Perché il College è anche condivisione, collegialità e piacere di stare insieme.
Dal 9 all’11 giugno del 2022 ci sarà ad Oporto (Portogallo) il congresso Europeo, in cui i nostri candidati insieme con quelli degli altri stati verranno indotti ritornando auspicabilmente agli antichi fasti e con le dovute modalità. Gli eventi europei successivi saranno ad Amsterdam nel 2023 e a Gerusalemme nel 2024.

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