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Grazie agli algoritmi di apprendimento automatico è possibile prevedere la perdita dei denti

By Franziska Beier, Dental Tribune International
July 30, 2021

BOSTON, USA: Si sa ancora poco sui fattori socioeconomici che possono influenzare la perdita dei denti. In un nuovo studio, i ricercatori della Harvard School of Dental Medicine (HSDM) hanno sviluppato degli algoritmi di apprendimento automatico per prevedere la perdita dei denti negli adulti che, oltre agli ovvi parametri come l'età e le cure odontoiatriche, includevano i fattori socioeconomici dei pazienti. I risultati suggeriscono che questi strumenti possono aiutare a identificare i denti a rischio al fine di garantire un intervento precoce.

In generale, la perdita dei denti si può prevenire se la malattia dentale viene rilevata e trattata in una fase precoce. Ciò è confermato da studi che hanno scoperto che i pazienti che si sottopongono a controlli regolari hanno meno probabilità di perdere i denti. Tuttavia, barriere come l'accesso alle cure dentistiche e gli alti costi possono scoraggiare i pazienti dall’andare dal dentista. Negli Stati Uniti, un fattore decisivo può essere che la copertura odontoiatrica per gli adulti non è un beneficio sanitario essenziale presente nella gran parte dei programmi assicurativi sanitari pubblici. A causa di questi scarsi controlli, quando questi pazienti vedono un dentista, è già troppo tardi per salvare il dente e l'estrazione diventa l'opzione più conveniente. Perciò lo screening potrebbe aiutare a identificare i pazienti ad alto rischio in tempo.

Secondo i ricercatori, i metodi di apprendimento automatico sono stati applicati in medicina per fornire informazioni utili alle decisioni cliniche; tuttavia, non sono ancora stati sviluppati per prevedere i risultati sulla salute orale. Pertanto, i ricercatori hanno sviluppato e testato cinque algoritmi utilizzando diverse combinazioni di parametri, come condizioni mediche e background socioeconomico, per prevedere la perdita dei denti negli adulti e confrontarne le prestazioni. Per sviluppare gli strumenti di screening, il team di ricerca ha utilizzato i dati di quasi 12.000 adulti del National Health and Nutrition Examination Survey.

 Caratteristiche socioeconomiche decisive
Confrontando le prestazioni dei diversi algoritmi, i ricercatori hanno scoperto che quei modelli che incorporavano caratteristiche socioeconomiche, come razza e istruzione, erano più adeguate nel prevedere la perdita dei denti rispetto a quei modelli che si basavano solo sui tradizionali indicatori clinici dentali.

«La nostra analisi ha mostrato che mentre tutti i modelli di apprendimento automatico possono essere utili predittori di rischio, quelli che incorporano variabili socioeconomiche possono essere strumenti di screening particolarmente potenti per identificare i soggetti a maggior rischio di perdita dei denti», ha affermato l'autore principale Dr. Hawazin Elani, assistente professore di politica della salute orale ed epidemiologia presso HSDM, in un comunicato stampa universitario.

«Questo lavoro evidenzia l'importanza delle variabili socioeconomiche. Conoscere il livello di istruzione, lo stato occupazionale e il reddito del paziente è altrettanto importante per prevedere la perdita dei denti quanto valutare il suo stato clinico dentale», ha aggiunto.

Oltre al background socioeconomico dei pazienti, il team di ricerca ha anche considerato le condizioni mediche preesistenti come fattori predittivi della perdita dei denti. «Abbiamo scoperto che le condizioni mediche, come l'artrite, il diabete, il colesterolo alto, l'ipertensione e le malattie cardiovascolari, sono tra i fattori predittivi della perdita dei denti. I medici potrebbero utilizzare queste informazioni per esaminare i pazienti ad alto rischio di perdita dei denti e coordinare le cure dentistiche», hanno affermato.

Lo strumento sviluppato può essere utilizzato da diversi operatori sanitari
Lo strumento di screening è stato progettato per essere applicato in tutto il mondo e in una varietà di contesti sanitari, anche da professionisti non odontoiatri, poiché valuta il rischio di perdita dei denti senza la necessità di una visita odontoiatrica. Tuttavia, qualsiasi paziente ritenuto ad alto rischio di perdita di denti dovrebbe comunque sottoporsi a un esame clinico.

Lo studio, intitolato “Predictors of tooth loss: A machine learning approach”, è stato pubblicato online il 18 giugno 2021 su PLOS ONE.

 

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