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Colmare il divario: consenso internazionale sulla terapia con allineatori

Un nuovo documento di consenso internazionale offre una valutazione realistica, basata sulle evidenze scientifiche, della terapia con allineatori, evidenziandone sia le potenzialità sia i limiti. (Immagine: Михаил Решетников/Adobe Stock)

lun. 29 giugno 2026

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La rapida evoluzione della terapia con aligner ha spesso creato un divario tra le evidenze della ricerca e la pratica clinica quotidiana. Per affrontare questa problematica, la Società Italiana di Ortodonzia ha commissionato uno studio Delphi con l’obiettivo di definire un chiaro consenso internazionale sulle indicazioni e sui limiti degli aligner1. Questo progetto non è stato pensato esclusivamente per gli ortodontisti; è stato concepito per l’intera comunità odontoiatrica e per i pazienti, al fine di fornire una mappa realistica di ciò che la terapia con allineatori può effettivamente ottenere.

Uno dei punti di forza unici del nostro consenso è la sua diversità geografica. Abbiamo riunito 23 esperti provenienti da tutti i continenti, bilanciando l’esperienza accademica e di ricerca con l’esperienza clinica maturata in studi ad alto volume di trattamenti con allineatori. Sebbene i conflitti di interesse siano quasi impossibili da evitare tra esperti che tengono attività di docenza e collaborano strettamente con l’industria, abbiamo cercato di garantire l’integrità dei risultati attraverso una metodologia rigorosa. Il comitato direttivo ha redatto le affermazioni, mentre i membri del panel le hanno valutate e messe in discussione. Sorprendentemente, nonostante fossero utilizzatori ad alto volume di allineatori, i membri del panel sono rimasti altamente oggettivi, evidenziando spesso i limiti dell’apparecchio piuttosto che promuoverlo eccessivamente.

Nei casi di occlusione di Classe I con affollamento lieve o moderato, il nostro consenso ha rilevato che la terapia con allineatori rappresenta un’alternativa efficace agli apparecchi fissi. Sebbene una recente revisione sistematica suggerisca che gli allineatori possano persino superare gli apparecchi fissi in specifici parametri, è necessario mantenere cautela². Molti di questi studi sono retrospettivi e possono essere soggetti a bias di selezione. A nostro avviso, entrambe le modalità presentano vantaggi distinti: gli allineatori sono particolarmente efficaci nella gestione dell’ancoraggio, soprattutto nel mantenimento dei rapporti molari e canini, mentre gli apparecchi fissi eliminano il problema della compliance, che rimane la principale causa di insuccesso nella terapia con allineatori.

Una domanda frequente da parte dei clinici riguarda la frequenza di sostituzione degli allineatori: ogni sette, dieci o quattordici giorni. Il nostro consenso suggerisce che non esista una risposta standard, poiché la terapia con allineatori è altamente individualizzata. La sequenza terapeutica deve essere adattata all’età e alla biologia del paziente, nonché ai specifici movimenti da ottenere. Dobbiamo essere onesti riguardo ai limiti dei polimeri. Gli allineatori risultano meno prevedibili nei movimenti complessi, come il torque radicolare, lo spostamento corporeo e la correzione delle inclinazioni di premolari o canini — un aspetto su cui il 91% del nostro panel ha concordato. Questo non rappresenta necessariamente un difetto, ma una proprietà intrinseca dei materiali rispetto alle leghe metalliche.

Per superare questi limiti biomeccanici, ci stiamo sempre più orientando verso un’ortodonzia ibrida. Ciò include l’utilizzo di mini-viti per la gestione dell’ancoraggio o di apparecchi fissi parziali per il controllo delle rotazioni più complesse. Il messaggio più importante per qualsiasi clinico - soprattutto per il dentista generale - è la trasparenza. Se un piano terapeutico include movimenti poco prevedibili, è necessario spiegare al paziente che il trattamento può richiedere una lunga sequenza di rifiniture. È in questo contesto che la valutazione ortodontica assume un ruolo fondamentale: il nostro compito non è semplicemente quello di monitorare i millimetri su uno schermo, ma di utilizzare l’esperienza diagnostica per integrare i migliori strumenti disponibili per il sorriso del singolo paziente.

Sebbene su molti temi sia stato raggiunto un consenso, alcune questioni restano ancora controverse. Sono proprio queste le aree su cui la ricerca futura dovrebbe concentrarsi.

 

Bibliografia

  1. D’Antò V, Oliva G, Nieri M, Clauser T, Statie MD, Nucci L, Caruso S, Castroflorio T, Chang S, Graf S, Grassia V, Haubrich J, Henrikson T, Huanca Ghislanzoni L, Kaku JK, Kristensen KD, Lione R, Lozano J, Ludwig B, Mah J, Meade M, Monteiro PC, Retrouvey JM, Sabouni W, Schwarze J, Souki B, Uribe F, Vaiid N, Weir T, Franchi L. Indications and limits of clear aligner therapy: an international modified Delphi consensus study. Prog Orthod. 2025 Aug 4;26(1):28. doi: 10.1186/s40510-025-00575-1.
  2. Alhafi ZM, Hajeer MY, Alam MK, Jaber ST. Quality and stability of orthodontic treatment outcomes with clear aligners versus fixed appliances: a systematic review and meta-analysis. Eur J Orthod. 2025 Oct 16;47(6):cjaf091. doi: 10.1093/ejo/cjaf091.

 

Nota editoriale:

L’articolo è stato pubblicato su aligners international No. 1, 2026.

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