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Studio: la disinformazione sui social può mettere a rischio i pazienti ortodontici

Un nuovo studio ha dimostrato che gli ortodontisti britannici ritengono che i social media contengano un’ampia diffusione di marketing ortodontico fuorviante e che sia necessario un maggiore coinvolgimento della professione per migliorare le informazioni disponibili per i pazienti (Immagine: Thanadon88/Adobe Stock).

gio. 9 luglio 2026

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BIRMINGHAM, Inghilterra: I social media vengono utilizzati sempre più frequentemente per promuovere trattamenti ortodontici direttamente ai potenziali pazienti, anche da parte di fornitori di servizi rivolti direttamente ai consumatori (direct-to-consumer). Alla luce delle preoccupazioni riguardo a messaggi di marketing fuorvianti e aspettative irrealistiche, un nuovo studio qualitativo ha analizzato il modo in cui gli ortodontisti percepiscono questo contesto promozionale e come ritengono che la professione dovrebbe reagire.

I risultati evidenziano la necessità di un maggiore coinvolgimento professionale online e di linee guida più chiare, che aiutino i pazienti a prendere decisioni consapevoli riguardo ai trattamenti. Attraverso interviste approfondite, i ricercatori hanno analizzato le opinioni degli ortodontisti britannici riguardo al marketing sui social media. Sono emersi tre temi principali: un panorama promozionale non uniforme, la diffusione di informazioni errate e la creazione di aspettative irrealistiche, nonché la necessità di un maggiore coinvolgimento professionale e di forme di autoregolamentazione.

I partecipanti ritenevano che i social media fossero dominati da aziende che promuovono sistemi di allineatori e servizi ortodontici diretti al consumatore, i quali, secondo loro, spesso avanzano affermazioni non supportate da evidenze riguardo alla rapidità del trattamento, al comfort o all’efficacia. Hanno inoltre osservato che i dentisti generalisti erano spesso più visibili online rispetto agli ortodontisti, rendendo potenzialmente più difficile per i pazienti distinguere le differenze in termini di competenze e specializzazione. Al contrario, i partecipanti hanno affermato che gli ortodontisti risultavano sottorappresentati sul web, riducendo la disponibilità per i pazienti di informazioni equilibrate e basate sulle evidenze scientifiche.

Una delle principali preoccupazioni sollevate dai partecipanti riguardava la diffusione di contenuti fuorvianti. Queste preoccupazioni sono in linea con uno studio del 2024, che ha rilevato come le informazioni presentate sui siti web che promuovono prodotti ortodontici fossero frequentemente incomplete o inaccurate, evidenziando il rischio che messaggi di natura promozionale possano influenzare sia i pazienti sia i professionisti coinvolti nelle decisioni terapeutiche.

Gli intervistati hanno affermato che i social media mostrano generalmente risultati ideali, ma tendono a trascurare i limiti dei trattamenti, le possibili complicanze o i casi non andati a buon fine. Secondo loro, i pazienti, in particolare il pubblico più giovane influenzato dalle personalità online, sono più vulnerabili alla disinformazione rispetto ai professionisti sanitari. Questo potrebbe portare alla formazione di aspettative irrealistiche e alla richiesta di trattamenti che potrebbero non essere clinicamente appropriati, hanno dichiarato i partecipanti.

Invece di chiedere esclusivamente una regolamentazione esterna più rigida, i partecipanti hanno sostenuto la necessità di una maggiore autoregolamentazione all’interno della professione. Hanno suggerito che gli ortodontisti dovrebbero essere più attivi sui social media, condividendo contenuti accurati e basati sulle evidenze scientifiche, correggendo le informazioni errate e aiutando il pubblico a comprendere meglio le diverse opzioni terapeutiche. Secondo i partecipanti, la condivisione di immagini del prima e dopo il trattamento, video educativi e testimonianze autentiche della pratica clinica rappresenta un modo efficace per coinvolgere il pubblico in maniera responsabile.

Gli autori hanno concluso che, sebbene i social media siano diventati uno strumento di comunicazione importante, sia i professionisti sanitari sia i pazienti dovrebbero mantenere un atteggiamento prudente nell’interpretare i messaggi di marketing online. Aumentare la visibilità degli ortodontisti e promuovere informazioni affidabili potrebbe contribuire a ridurre la disinformazione e a migliorare il processo decisionale dei pazienti.

Lo studio, intitolato “A qualitative exploration of orthodontists’ perceptions of social media marketing of orthodontics”, è stato pubblicato online il 22 giugno 2026 sul British Dental Journal.

 

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