Il 12° Premium di Sweden e Martina a Padova; un congresso da… piangere per il grande successo

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Il 12° Premium di Sweden e Martina a Padova; un congresso da… piangere per il grande successo

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Sala gremita.
M. Boccaletti

By M. Boccaletti

ven. 14 giugno 2013

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Giocando con le parole, il 12° Premium Day, ossia l’”International Congress on Implant Prosthodontics” della Sweden e Martina svoltosi dal 6 all’8 giugno a Padova, potrebbe definirsi un “Congresso da piangere”.

Nel senso migliore, ovviamente, perchè qualche lacrima è stata effettivamente versata. Terminato infatti in apertura il suo “Rapporto tra contorno protesico e tessuti gengivali” dopo quello del sommo Niklaus Lang, Ignazio Loi, libero professionista a Cagliari, docente a contratto a Pisa, è stato accolto da un applauso che ha colto di sorpresa - ammette - anche lui. Un battimani che è poco definire “caloroso”, interminabile, quasi imbarazzante, contornato da grida esultanti e battito di piedi sul pavimento. Un’ovazione più da stadio di San Siro che di una sede di congresso affollata da una seriosa platea.
Premettiamo che Loi non è affatto alle prime armi, né come professionista, né come relatore. Sostenitore della BOPT (Biological Oriented Preparation Technique) che studia ed applica da molti anni, è reduce da congressi importanti: ha parlato per ben due volte (cosa abbastanza inusuale) all’Aiop, ha svolto interventi in Spagna, Svizzera e Brasile, dove conta di tornare presto nel corso di una tournèe ad amplissimo raggio. Quindi è, in un certo qual modo, un relatore “scafato”. Ma a quel battimani, a quel fervore da stadio che non accennava a spegnersi (è andato avanti per almeno 5 minuti) alla fine neanche lui ce l’ha fatta. Di qui …”la lacrima sul viso, il momento più bello della mia vita” come ha dichiarato ancora commosso all’intervistatore. A dire il vero anche il “padrone di casa”, Sandro Martina, presidente della munifica azienda ospitante e primo festeggiato, per via del quarantennale di fondazione, era commosso. Lo riferiscono Elisabetta e Alberto, i due figli, testimoni quindi più che qualificati, che dicono di aver colto sul volto e nell’atteggiamento del padre non certo le lacrime (Sandro Martina non è un tipo da piangere!) ma i segni di una sincera emozione visibile forse solo ad essi.
Se segni distintivi del successo di “ogni” congresso, sono relatori di vaglia e grande affluenza (che si riducono spesso tuttavia solo a formule stereotipate) a Padova sono invece e paradossalmente i numeri del pre-congresso a rivelare la piena riuscita del 12° Premium. Perché da che mondo è mondo, il precongresso registra sempre un’affluenza piuttosto scarna, mentre solo all’apertura ufficiale si vede come stanno veramente le cose. Ebbene, nell’immenso salone del nobilissimo Palazzo della Ragione, sovrastato da una curiosa volta a carena di nave rovesciata ed impreziosito dalle mura affrescate ogni dove da seguaci giotteschi, i 500 partecipanti già giovedi erano diventati circa 650, numero “monstre” considerando il metà settimana (e la crisi!). Mentre il giorno dopo, ai mille ufficialmente iscritti, hanno cercato (invano) di aggiungersi almeno altri 150.
L’organizzazione della Sweden e Martina tuttavia ha retto bene all’urto, perché in quest’azienda, dinanzi ai grandi numeri, sanno come “rafforzare gli ormeggi”. In circostanze come questa, nello staff affiora infatti un autentico spirito di squadra che, assieme a tanti altri fattori, è tra le più efficaci concause del successo di questa Azienda. I partecipanti, odontoiatri soprattutto, ma anche igienisti, odontotecnici ed assistenti alla poltrona, apprezzano talmente le doti di accoglienza della Sweden che non è infrequente – come riferisce Elisabetta Martina - vedere partecipanti arrivare con un “pensierino” per le hostess Sweden la cui dote precipua è di farti sentire l’“unico” tra gli ospiti partecipanti.
Nella deliziosa location, sede, per tre giorni del Congresso, tra qualche difficoltà burocratica (essendo cambiata la compagine amministrativa che l’aveva concessa) si è svolta anche la conferenza stampa che ha avuto il merito di focalizzare dinanzi a vari giornalisti, e non solo di settore, i lati buoni di un evento significativo per la comunità scientifico-professionale, ma anche per la città, visibilmente intristita da alcune vetrine desolatamente vuote. A qualificare l’incontro con la stampa, la presenza, oltreché del Presidente Martina e dei due figli, Alberto ed Elisabetta, di Enrico Gherlone e Ugo Covani, entrambi Presidenti di sessione al Congresso e di Daniele Botticelli. 
Sandro Martina è stato piuttosto telegrafico nelle risposte, com’è nel suo stile. Dopo aver sintetizzato in due parole, che l’ambizione della Sweden è essere la prima, ha ammonito che, malgrado ogni successo, a nessuno (a lui per primo!) è consentito a dormire sugli allori. Spendendo una parola sulle sue conquiste, ha detto di aver sempre guardato al dopo, perché non è mai finita, come dice anche il titolo del libro creato in occasione del quarantennale “Il successo è un viaggio, non una meta” (Tueor Editore). “Eravamo dei bravi operatori – ha aggiunto – ora siamo buoni produttori. Nostra grande soddisfazione è chiudere bene il conto economico, certo, ma anche riportare un saldo attivo di carattere scientifico e culturale”.
Di rimando Covani: “In un Paese che produce le Ferrari - ha detto riferendosi agli impianti della Sweden - non potevi aspettarti se non prodotti di eccellenza. Grazie ad essi - ha scherzato - non siamo più terra di conquista dei barbari del Nord”. Mutuando la similitudine dal calcio “se facessimo una nazionale con nostre 11 eccellenze – ha sottolineato – la nostra squadra si classificherebbe certamente tra le finali”. Un tema, l’eccellenza, toccato anche da Botticelli secondo cui “non c’è bisogno oggi che i nostri ricercatori facciano la valigia perché qui ci sono molti perfetti tutor”.
Domande e risposte si sono spostate ben presto su temi più generali. Ancora Covani ha fatto l’accenno all’etica e alla necessità di ridurre i costi, che non hanno senso, anche se “è difficile farli scendere senza abbattere la qualità”. La riduzione è un tema caro al cittadino, come ha osservato Gherlone, ma anche e soprattutto al politico“al quale interessa portare alle cure un maggior numero di persone, per avere più consenso”. Come? “Ma è ovvio: dando maggior spazio alla pubblicità delle cure e abolendo gli Ordini, così la platea degli assistiti odontoiatrici si allarga! La via maestra - in realtà - è continuare ad alimentare con la ricerca soluzioni di eccellenza, con controlli di qualità che tutelino il paziente, ma a prezzi sostenibili”.
Nel clima di libera espressione che caratterizza i congressi organizzati da Sweden & Martina, deducibile dalla molteplicità di temi della rassegna bibliografica di implantologia SCIENTIFICA (quest’anno alla 3° edizione) a Palazzo della Ragione si sono alternati professionisti di spessore, in rappresentanza di varie scuole di pensiero odontoiatriche. Apprezzati gli aggiornamenti più attuali delle nuove tecnologie legate alla presa d’impronta e all’implantoprotesi, per i quali si è avuto l’apporto di importanti rappresentanze universitarie italiane ed estere. Presenti, inoltre, i Direttivi delle principali associazioni italiane di chirurgia orale, implantologia e parodontologia e degli Amici di Brugg. Una partecipazione qualificata ed allargata a conferma del plauso che accompagna il cammino intrapreso dall’azienda.

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