MILANO, 10 luglio 2026 – Le malattie parodontali colpiscono oltre un miliardo di persone nel mondo e rappresentano una delle principali sfide per la salute pubblica globale. Pur essendo in larga misura prevenibili, il loro impatto continua ad aumentare. Nel corso di un incontro con la stampa organizzato da Kenvue durante l’International Symposium on Dental Hygiene (ISDH) di Milano, gli esperti hanno evidenziato come due rapporti sviluppati in modo indipendente, uno europeo e uno nordamericano, siano giunti a conclusioni sorprendentemente convergenti sull’evoluzione delle strategie di prevenzione e sul ruolo di un collutorio con efficacia clinicamente dimostrata in affiancamento alle procedure di igiene orale meccanica.
I due documenti sono il white paper dell’American Dental Hygienists’ Association (ADHA), dedicato alla ridefinizione della gestione e della prevenzione delle malattie parodontali2, e il rapporto Principles for Oral Health, promosso dalla SEPA Foundation3.
Rapporti indipendenti, stesse conclusioni
L’aspetto più significativo è il percorso con cui questi due documenti sono stati elaborati. Sono stati sviluppati in modo indipendente, da organizzazioni diverse e in differenti aree del mondo, ma si basano sullo stesso corpus di evidenze scientifiche e giungono a conclusioni sostanzialmente sovrapponibili. Entrambi si fondano su una comune base scientifica, che comprende le linee guida di pratica clinica di livello S3 della European Federation of Periodontology (EFP), oltre alle raccomandazioni dell’American Dental Association (ADA) e dell’American Academy of Periodontology (AAP).
Il messaggio che emerge con chiarezza da entrambi i documenti è coerente. Sebbene l’igiene orale meccanica rimanga il cardine della prevenzione, l’impiego del collutorio può essere preso in considerazione per il controllo dell’infiammazione gengivale nell’ambito di un approccio terapeutico personalizzato, riservato a specifiche categorie di pazienti. Tra le diverse formulazioni, quelle a base di oli essenziali sono tra le più supportate dalle evidenze scientifiche attualmente disponibili. Entrambi i rapporti ribadiscono che il collutorio deve essere utilizzato come complemento all’igiene orale meccanica (spazzolamento dei denti), mai come suo sostituto, e raccomandato sulla base del profilo di rischio individuale del paziente2, 3.
Le voci alla base del consenso
Nel corso dell’incontro sono intervenuti quattro esperti, accomunati da un unico messaggio. Il prof. Luigi Nibali (King’s College London) ha illustrato il quadro scientifico, spiegando perché una patologia ampiamente prevenibile continui a essere in aumento e perché la gengivite debba essere considerata una condizione da non sottovalutare. La dott.ssa Ana Molina (SEPA) ha presentato il rapporto Principles for Oral Health, evidenziando come traduca le evidenze delle linee guida in indicazioni pratiche facilmente applicabili nella routine clinica. La dott.ssa JoAnn Gurenlian (American Dental Hygienists’ Association – ADHA) ha illustrato le conclusioni del white paper, sottolineando il ruolo centrale dell’igienista dentale nella prevenzione e spiegando perché sia stata proprio la professione a formulare questa raccomandazione. Infine, Simone Ruzario, Presidente eletto della British Society of Dental Hygiene & Therapy, ha riportato il dibattito alla pratica clinica quotidiana, illustrando come queste evidenze possano tradursi nell’attività di igienisti dentali e terapisti dentali in tutto il mondo.
Il ruolo del collutorio secondo i due rapporti
Pur con formulazioni diverse, i due rapporti trasmettono lo stesso messaggio. Sul fronte europeo, le linee guida EFP di livello S3 riconoscono alcuni antisettici specifici, tra cui quelli a base di oli essenziali, come tra i più efficaci complementi personalizzati all’igiene orale domiciliare per contribuire al controllo dell’infiammazione gengivale4. Inoltre, il rapporto Principles for Oral Health conclude che l’impiego di antisettici specifici, in aggiunta al controllo meccanico del biofilm, è raccomandato in particolari categorie di pazienti, nei quali fattori locali o sistemici rendono il solo controllo meccanico del biofilm insufficiente per raggiungere e mantenere la salute parodontale3.
Negli Stati Uniti, il white paper dell’American Dental Hygienists’ Association (ADHA) riporta che l’utilizzo di un collutorio contenente una combinazione fissa di quattro oli essenziali, in aggiunta allo spazzolamento e all’uso del filo interdentale, ha determinato una riduzione significativa della placca, della gengivite e del sanguinamento a livello dell’intera bocca rispetto al solo spazzolamento. Il documento considera quindi il collutorio antisettico come un complemento semplice, accessibile e ampiamente disponibile per l’igiene orale domiciliare quotidiana2.
Quando e come raccomandarne l’uso
Il messaggio pratico rivolto ai professionisti odontoiatrici è coerente in entrambi i rapporti. Lo spazzolamento dei denti due volte al giorno con un dentifricio al fluoro e la detersione quotidiana degli spazi interdentali rimangono il fondamento della prevenzione. Un collutorio antisettico a uso quotidiano, impiegato come complemento e non come sostituto dell’igiene orale meccanica, dovrebbe essere raccomandato ai pazienti per i quali il solo controllo meccanico della placca è verosimilmente insufficiente. Rientrano in questa categoria i pazienti con infiammazione gengivale persistente, quelli che presentano fattori favorenti l’accumulo di biofilm, come affollamenti dentari, restauri, impianti o apparecchi ortodontici, nonché coloro le cui condizioni generali – quali ridotta destrezza manuale, fragilità o patologie come il diabete – rendono più difficile ottenere un efficace controllo della placca e dell’infiammazione. La raccomandazione dovrebbe essere personalizzata in base alle caratteristiche del singolo paziente, spiegata con un linguaggio semplice e rivalutata a ogni visita. Anche la scelta del gusto e dell’intensità del collutorio può contribuire a favorire l’aderenza al trattamento²˒ ³.
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