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Cosmetologia Ortognatodontica: intervista al Prof. Raoul D’Alessio

By Patrizia Biancucci
September 08, 2020

Prof. Raoul D’Alessio, medico specialista in Ortodonzia, romano doc, nonno e padre dentisti, conosciuto come il “dentista dei Vip”, fin da studente in medicina si dedica alla prosa, alla saggistica, alla sceneggiatura cinematografica per approdare infine alla regia dell’alta moda romana. Ben presto trasferisce questi interessi alla professione, approfondendo nell’arco di una trentina d’anni lo studio dell’estetica dentale e facciale nell’ambito della cosmetologia odontoiatrica.

La sua ricerca in ortognatodonzia si rivolge soprattutto all’attrattività del sorriso, nel tentativo di raggiungere una bellezza “al naturale”, oggi percepita come norma estetica. Si avvale a questo scopo delle proporzioni antropometriche facciali delle partecipanti ai concorsi di bellezza tra i più prestigiosi, come fossero veri e propri “laboratori”, preziosi per gli evidenti risultati ottenuti. L’attrattività di un volto infatti non risiede nelle proporzioni esatte, ossia nella cosiddetta “regola aurea” del Fibonacci, ma nel carattere attraverso cui si esprime l’individuo/persona, perché, come auspicava Kant, non è certamente nell’estetica che si può raggiungere la perfezione, ma nella morale. Con la tecnica dell’intuizione, lo specialista in Ortognatodonzia tenta di raggiungere la bellezza specifica di un volto, applicando procedure con variazioni opportune ed anticipando un’immagine mentale. Processo analogo a quello dello scultore che dal blocco di marmo trae l’immagine precostituita nella sua mente, “la forma in cui costringere la materia”.

Prof. D’Alessio, lei parla spesso di “Cosmetologia ortognatodontica” che sembrerebbe la sintesi di una profonda conoscenza dell’Ortodonzia classica associata al suo spiccato senso estetico. Ci spiega di cosa si tratta?
Nel secolo scorso l’Ortognatodonzia ha privilegiato la funzione orale, mentre attualmente pone sempre più come “global standard” l’interazione tra il vecchio concetto di funzione, mai perso di vista, e l’estetica facciale contemporanea, arrivando perfino al paradosso di rinnegare vecchi approcci terapeutici con alternative i cui obiettivi possono essere completamente opposti a quelli perseguiti negli ultimi decenni. Come nelle mie lezioni e in tutti i Master svolti nel mondo, ho trattato il tema delle “agenesie”: decidere apertura o chiusura degli spazi nei settori anteriori, valutandone l’influenza sull’estetica del viso e del sorriso. Alla luce delle precedenti considerazioni appare evidente che la maggiore attenzione all’estetica facciale nella pianificazione dei trattamenti ortodontici, senza precludere assolutamente un riequilibrio delle cosiddette “vecchie” funzioni orali, prende in considerazione l’aspetto psicologico, emotivo e sociologico nelle terapie odierne, come già nel 2012 scrissi nel libro “Ortodonzia, legge e medicina legale”.

Negli anni ’80 e ’90, mentre portava avanti il discorso Agenesie nei settori estetici, faceva anche Miss Italia. Qual è stato l’apporto che ha dato alla sua professione?
La mia ricerca è stata il frutto dell’approfondimento scientifico insieme al prof. Carl Misch, eccellenza dell’Implantologia mondiale, docente presso l’Università di Pittsburg negli USA che collaborava con il mio centro, e con il prof. Ennio Giannì, esperto indiscusso dell’analisi facciale in ortognatodonzia. Lo studio, che riguardava il rapporto tra bellezza naturale, norma e presenza di Agenesie dentali nei settori anteriori, valutandone l’influenza sull’estetica del viso e del sorriso, fu presentato in congressi e Master cosmetologici ortognatodontici nei cinque continenti. In seguito, grazie allo storico concorso di bellezza Miss Italia, l’approfondimento di questa ricerca, avvenuto nel confrontare l’eugnazia attraverso i tratti e le morfologie delle donne selezionate da giurie di esperti di un caso-controllo unico nel suo genere, mi confermò gli studi svolti precedentemente.

Prof. D’Alessio, da quali soggetti esaminati sono scaturite le sue pubblicazioni ad alto “impact factor” sull’attrattività facciale?
Dopo decine di confronti con varie Università nei cinque continenti, iniziò la collaborazione con il Prof. Alberto Laino, docente presso l’Università Federico II di Napoli e a quei tempi presidente Sido, che mi portò a decidere quale poteva essere la chiave. Era il momento di stabilire parametri aggiornati dell’attrattività del viso e del sorriso, in un protocollo di ricerca universitaria, mettendo per la prima volta a confronto le facce di un campione di circa 1.800 persone, suddivisi tra maschi e femmine, di età compresa fra i 4 e i 30 anni. La metà di aspetto normalmente gradevole, l’altra metà selezionata esclusivamente tra i finalisti dei concorsi di bellezza (Miss e Mister Italia), i bambini e gli adolescenti del mondo della pubblicità e della televisione, senza mai tralasciare il confronto con il mondo accademico-scientifico internazionale, in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano e l’Università Cattolica di Roma.

Come Consigliere Nazionale SIOF, cosa ne pensa di richieste estetiche esagerate? Ritiene che al di là delle misure statistiche, il concetto di individualità in una società così globalizzante, sia difficile da mantenere anche in senso etico?
Il concetto di individualità in una società globale sembra sia compromesso e quasi cancellato, e con esso l’esperienza di scelte libere dalla moda e dalle tendenze del momento. Il trattamento terapeutico non vuole immolare i risultati nella sezione centrale della Curva Gaussiana, per non renderli statisticamente omogenei, ma vuole perseguire un effetto naturale anziché una copia artificiosa di modelli prestabiliti.

All’XI congresso SIOF del 25 e 26 settembre lei sarà moderatore della Tavola Rotonda “Codice etico in terapia ortognatodontica con allineatori: dal professionista all’azienda”. Ci può anticipare qualcosa?
L’obiettivo della nostra specialità sta nell’intercettare i bisogni della popolazione, ma anche nel suggerire giuste filosofie di pensiero cercando di captare cosa chiede il paziente consapevole e di accontentarlo in scienza e coscienza. Dinanzi ad una trasformazione radicale in atto, occorre fare una riflessione profonda perché non si possono far passare come “normali” frasi pubblicitarie che riconducono a terapie ortodontiche miracolose, invisibili, veloci e al costo di pochi euro. Da qui l’opportunità di un confronto con la società civile per spiegare i rischi cui si va incontro facendo scelte inconsapevoli. E visto che il “pericolo ortodonzia” è ormai arrivato, occorre individuare la strada da percorrere, decidendo “cosa fare” per la salute orale e l’integrità dei pazienti, incidendo sulle società leader dei consumi. Un modo per insegnare l’Etica facendola rispettare nelle varie fasce della società (industria, università, professione, scuola e famiglia). Il motivo per cui questo Convegno risulta prezioso è duplice: da un lato la presentazione del libro “The Citadel - history of Italian Orthodontics” che proietta nel mondo la Storia della Ortodonzia Italiana, dall’altro la Tavola Rotonda che per la prima volta riunisce aziende produttrici, specialisti clinici in Ortodonzia di fama internazionale, esperti ricercatori e professori universitari, tutti insieme uniti per condividere con i più illuminati medici legali italiani, un codice etico nella terapia Ortodontica con Allineatori, rispettoso dei princìpi e delle attuali normative che regolano l’Arte medica e il rapporto con il nostro paziente.

Prof. D’Alessio, come è finito nella prestigiosa enciclopedia Treccani?
Mi posi la stessa domanda al momento della loro richiesta nei miei confronti per il lemma “ORTODONZIA”, e l’allora direttore scientifico Tullio Gregory, mi rispose così «I nostri consulenti scientifici della redazione enciclopedica, come da nostro protocollo, hanno studiato e fatto ricerca in tutto il mondo accademico-scientifico, e lei era tra i maggiori autori come curriculum e attività innovativa della ricerca per questo “lemma”. Viste le sue avanzate ricerche a livello mondiale, è stato selezionato in questo momento storico come il giusto autore per la nostra storica Enciclopedia».
Con grande onore ed umiltà accettai l’incarico affidatomi, e chiesi al prof. Roberto Deli, leader internazionale sulla crescita cranio-facciale, di affiancarmi in questo progetto mai affrontato prima.

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