Dental Tribune Italy

Una buona salute orale può prevenire una diffusione grave di Covid-19

By Franziska Beier, DTI
June 16, 2020

LIPSIA, Germania. Dato che è trascorso poco tempo dallo scoppio di SARS-CoV-2, non sorprende che siano disponibili ancora dati scarsi sul Covid-19 e molti fattori rimangono incerti. Ora, la Società tedesca di odontoiatria e medicina orale (DGZMK) ha sottolineato l’importanza della prevenzione dentale e la rilevanza dell’odontoiatria a livello sistemico, soprattutto in tempi di pandemia. Studi recenti hanno evidenziato che il mantenimento di una buona salute orale può prevenire un decorso grave della malattia.

«In una situazione di pandemia come quella per il Covid-19, l’odontoiatria ha un ruolo particolarmente importante da svolgere nel mantenimento della salute del cavo orale. La profilassi dentale rafforza infatti le difese immunitarie e contribuisce ad evitare l’infezione dal virus o ad attenuarne il decorso» ha affermato in un comunicato stampa il Prof. Roland Frankenberger, presidente della DGZMK.

Un cavo orale in salute funge da barriera contro tutti i tipi di malattie e, secondo Frankenberger, questo vale anche per il Covd-19. Ha spiegato che ci sono dati scientifici che mostrano come in aree in cui la mancanza di igiene è causa di carie o malattia parodontale si innescano anche cicli più fatali di Covid-19. Su richiesta di Dental Tribune International, l’esperto ha fornito informazioni su tre studi incentrati sul cavo orale in relazione al Covid-19.

Il miglioramento dell’igiene orale può ridurre il rischio di complicanze

Uno studio pubblicato sul British Dental Journal ha evidenziato l’importanza del miglioramento dell’igiene orale in fase di infezione da SARS-CoV-2 al fine di ridurre la carica batterica della bocca e il rischio di una grave infezione batterica. Quei pazienti che avevano sviluppato una grave forma di Covid-19 (il 20%) avevano livelli più altri di marcatori e batteri infiammatori. Pertanto, l’autore dello studio ha sottolineato come una scarsa igiene orale debba essere considerata un fattore di rischio per le complicanze legate al Covid-19, in modo particolare per i pazienti con diabete, ipertensione o malattie cardiovascolari. Tali comorbità sono associate a biofilm orali alterati e malattia parodontale. Frankenberger ha anche affrontato il tema della parodontite: «un paziente affetto da parodontite ha una malattia parodontale subgengivale. Ciò significa che ha una ferita aperta di circa 40 cm2 nel cavo orale. È abbastanza chiaro che questo lascia una porta aperta ad un’infezione da Covid-19».

La saliva come scudo protettivo contro il SARS-CoV-2

L’iposalivazione come potenziale fattore di rischio per un’infezione da SARS-CoV-2 è stata discussa in un articolo pubblicato su Oral Diseases. La saliva umana è un fluido molto complesso e svolge un ruolo cruciale nella prevenzione delle infezioni virali e nella protezione contro di esse, perché contiene un gran numero di proteine e peptidi ad effetto antivirale. Precedenti studi hanno documentato gli effetti antivirali di alcune di quelle proteine proprio contro altri coronavirus. Inoltre, è stato riscontrato che tali proteine ne inibiscono la replicazione. Secondo gli autori, è quindi ragionevole supporre che l’effetto protettivo di queste proteine salivari contro il SARS-CoV-2 potrebbe essere simile.

Un altro studio precedente ha suggerito che l’iposalivazione potrebbe portare ad un’infezione respiratoria acuta, poiché la ridotta secrezione di saliva può compromettere la superficie della mucosa orale e delle vie aeree e può provocare una ridotta secrezione di proteine e peptidi antimicrobici. Pertanto, l’iposalivazione può esporre i pazienti ad un rischio più elevato di contrarre il SARS-CoV-2. Tuttavia, gli autori dello studio riconoscono che sono necessari ulteriori studi su questo argomento per dimostrare questa ipotesi.

L’immunità della mucosa è più importante?

Sebbene esistano diverse lacune a livello di conoscenza sul SARS-CoV-2, è chiaro che è urgente e necessario un vaccino per prevenire l’infezione e la possibili nuove ondate future. Uno studio pubblicato sull’Expert Opinion on Biological Therapy ha affrontato la questione dei vaccini, chiedendosi se quelli nella mucosa siano più efficaci dei vaccini intramuscolari. Per via della loro somiglianza genetica, lo sviluppo dei vaccini MERS-CoV e SARS-CoV-1 negli ultimi anni ha fornito importanti spunti per lo sviluppo dei vaccini SARS-CoV-2. In una serie di esperimenti sui vaccini SARS-CoV-1/MMERS-Cov, la vaccinazione nella mucosa orale ha prodotto interessanti correlazioni protettive, persino superiori rispetto alle vaccinazioni intramuscolari. Per questo, bisognerebbe incoraggiare la ricerca di candidati per il vaccino della mucosa «specialmente se si considera che le mucose oculari, delle vie aeree e del cavo orale sono la porta principale d’ingresso di questo patogeno» hanno affermato gli autori dello studio. Sottolineando l’importanza per i pazienti di essere immunologicamente preparati al Covid-19, il Prof. Frankenberger ha concluso avvertendo «lo stato di salute intraorale è fondamentale. Non bisogna trascurarlo in ogni caso».

 

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