LOS ANGELES (Usa). Una nuova ricerca condotta presso l’University della California, a Los Angeles (UCLA), ha dimostrato che l'uso di microdiamanti mescolati alla guttaperca, materiale più utilizzato per le otturazioni, potrebbe dare migliori, e più significativi, risultati. Nello studio, si osserva come i microdiamanti presentino notevoli vantaggi rispetto alla tradizionale guttaperca. Prende quindi vita l’ipotesi secondo cui la guttaperca “irrobustita” da microdiamanti potrebbe essere usata come materiale di riempimento alternativo in future terapie endodontiche.
Malleabile, inerte e biocompatibile, rappresenta la cura standard oggi, per il trattamento endodontico. Tuttavia, le vengono attribuiti vari difetti: perdite, reinfezioni canalari e scarse proprietà meccaniche. Per farvi fronte, i ricercatori hanno sviluppato e sperimentato una guttaperca potenziata quale materiale di riempimento radicolare alternativo. I nanodiamanti sono particelle composte da sottoprodotti di diamante raffinato, di origine mineraria e sono stati ampiamente analizzati per poterne fare uso in odontoiatria, per la terapia del cancro, l'imaging, la medicina rigenerativa e altre applicazioni.
Nello studio, che ha fatto uso di denti umani estratti, il composto si è comportato in modo altrettanto efficace quanto la guttaperca convenzionale usata per le otturazioni. Inoltre è stato osservato che combinata con microdiamanti intrisi di amoxicillina (antibiotico ad ampio spettro usato contro le infezioni) la guttaperca ha efficacemente impedito la proliferazione batterica. Nel corso dei prossimi due anni, il team della UCLA prevede di perfezionare la formulazione del nuovo materiale basato sui microdiamanti ed iniziare le sperimentazioni cliniche presso l'università.
Intitolato "Nanodiamond–Gutta Percha Composite Biomaterials for Root Canal Therapy", lo studio è stato pubblicato il 9 ottobre online nella rivista ACS Nano, prima di essere stampato.
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