Uno studio che potrebbe dar sollievo ai pazienti dalle ghiandole salivari danneggiate o non più funzionanti a causa di farmaci o di radioterapia
Louisville, KY, Usa: Ricercatori dell’Università di Louisville sono impegnati in uno studio che potrebbe dar sollievo ai pazienti dalle ghiandole salivari danneggiate o non più funzionanti a causa di farmaci o di radioterapia.
Il professor Darling Douglas e il suo team hanno individuato un meccanismo proteico utilizzato dalle ghiandole salivari, essenziali per la lubrificazione, la difesa e l’avvio della fase digestiva nella bocca, quale possibile base di terapie avanzate. La maggiore di tali ghiandole, la parotide, secerne nella saliva importanti proteine e, come per tutte, ha vie di secrezione multiple.
Di qui la necessità di dare alle proteine destinate alla saliva una via corretta, cosa talvolta difficile perché ci sono sette vie o percorsi possibili. Uno porta le proteine al dotto salivare, mentre altri recano varie proteine al “retro” della cellula per la successiva secrezione nel sangue o per formare una matrice di supporto per le cellule stesse. Il trasporto lungo questi percorsi si verifica ordinando le proteine in vescicole (specie di piccoli sacchi di membrana cava) che recano il “carico” alla corretta destinazione.
Finora si riteneva che il loro trasporto verso le vescicole in formazione avvenisse mediante collegamento con proteine destinate alla ricezione e alla selezione. Darling e il suo team hanno invece scoperto un approccio completamente nuovo, secondo cui tali proteine in realtà non esisterebbero.
La ricerca, realizzata con il sostegno del National Institutes of Health, è stata pubblicata nell’articolo online sul Journal of Dental Research intitolato “Parotid secretory protein binds phosphatidylinositol (3,4) bisphosphate”.
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