DUNDEE, Scozia: La gestione della pulpite irreversibile nei denti permanenti sta attraversando un cambiamento graduale ma significativo. I progressi nella comprensione diagnostica e nei biomateriali hanno rinnovato l’interesse per le terapie della polpa vitale. Un nuovo studio, che ha sondato gli atteggiamenti di dentisti nel Regno Unito e negli Stati Uniti, ha esplorato come le pratiche cliniche contemporanee stiano evolvendo, in particolare riguardo alla pulpotomia terapeutica come opzione di trattamento definitiva.
Lo studio riporta i risultati di un sondaggio basato sulla pratica clinica, che ha confrontato le opinioni di 750 dentisti del Regno Unito e degli Stati Uniti sulla gestione della pulpite irreversibile. La maggior parte dei partecipanti erano dentisti generici che lavorano in cure primarie, garantendo una visione più rappresentativa rispetto a uno studio limitato ai soli specialisti. La terapia canalare rimaneva l’intervento predominante in entrambi i Paesi, tuttavia il sondaggio evidenzia una chiara e crescente apertura verso la pulpotomia terapeutica.
Sebbene il sondaggio abbia rilevato che la pulpotomia è ancora poco utilizzata nella pratica routinaria, una percentuale significativa di dentisti ha dichiarato di essere disposta a prenderla in considerazione come opzione definitiva nelle condizioni appropriate. Questa discrepanza tra accettazione teorica e adozione clinica effettiva evidenzia la presenza di barriere persistenti, quali formazione limitata, incertezze sugli esiti a lungo termine e paradigmi di trattamento consolidati che privilegiano la pulpectomia.
Le differenze tra i due Paesi sono risultate significative. I dentisti del Regno Unito hanno mostrato una maggiore accettazione teorica della pulpotomia come trattamento definitivo, probabilmente riflettendo differenze nella formazione universitaria, nell’esposizione all’odontoiatria minimamente invasiva e nei modelli di erogazione dei servizi sanitari. Anche la scelta dei materiali è risultata variabile: i partecipanti del Regno Unito hanno riportato un maggiore utilizzo di cementi a base di silicato di calcio. Questi risultati suggeriscono che educazione, diffusione delle linee guida e fattori a livello di sistema influenzano fortemente l’adozione delle terapie della polpa vitale.
Dal punto di vista clinico, lo studio rafforza l’importanza di una diagnosi accurata e di una corretta selezione dei casi nella gestione dei denti con segni di pulpite irreversibile. Quando i segni clinici e radiografici indicano che l’infiammazione è confinata alla polpa coronale, che i tessuti apicali sono normali e che è possibile ottenere l’emostasi, la pulpotomia terapeutica può rappresentare un’alternativa meno invasiva e biologicamente guidata rispetto alla terapia canalare. Gli autori concludono che sono necessari ulteriori studi clinici di alta qualità, una maggiore formazione professionale e supporto per l’implementazione pratica, al fine di colmare il divario tra le evidenze emergenti e la pratica quotidiana, migliorando infine la cura centrata sul paziente nell’odontoiatria di base.
Lo studio, intitolato “Therapeutic pulpotomy for permanent teeth with irreversible pulpitis: Comparative results from a practice-based quick poll in the USA and UK”, è stato pubblicato online il 2 febbraio 2026 su BDJ Open.
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