Londra ‒ La Dental Defence Union (DDU) di Londra consiglia i dentisti a non memorizzare le immagini cliniche su dispositivi mobili come smartphone o tablet. Alla luce di recenti attacchi informatici ai sistemi del National Health Service (NHS) britannici, l’organizzazione li invita infatti ad adottare un sistema di protezione delle informazioni in tutti i loro computer. Non solo: ad assoldare un addetto alla protezione dei dati.
A Maggio, un attacco informatico generalizzato ha portato scompiglio a livello nazionale nei sistemi NHS. Anche se i dati dei paziente non sono stati presi di mira, secondo le autorità durante l’attacco sono stati rubate informazioni relative a migliaia di addetti NHS.
Anche se l’acquisizione di immagini cliniche può servire a programmare una cura e a salvaguardarsi dalle contestazioni dei pazienti, la memorizzazione su un dispositivo mobile potrebbe costituire una violazione della legge sulla privacy, anche se e qualora tali dati siano o successivamente trasferiti alla scheda personale del paziente e poi eliminati dal dispositivo privato, spiega l’avvocato David Lauder in un editoriale pubblicato sull’ultimo numero del giornale della DDU.
Lauder consiglia di utilizzare una macchina fotografica dedicata che può essere posta al sicuro nello studio. Bisogna inoltre richiedere sempre ai propri pazienti il consenso scritto, per l’utilizzo delle foto per evitare possibili conseguenze legali.
«È innegabile l’impatto che i dispositivi mobili esercitano sulla società. Man mano che diventano sempre più una parte comune della nostra vita quotidiana, è comprensibile che molti li utilizzino nello studio odontoiatrico» dice Lauder. «Ma a causa degli aspetti legali della tutela dei dati personali e alla possibilità che i dispositivi mobili possano essere persi o rubati, sarebbe saggio evitare di acquisire immagini cliniche su un telefono cellulare».
Con il Data Protection Act del 1998, tali immagini anche quando non identificabili, sono considerate dati personali riservati. Una violazione può provocare sanzioni emesse dal General Dental Council o dal datore di lavoro.
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