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A Torino, in ricordo di Giuseppe Cardaropoli, il raduno dei massimi esperti mondiali nella gestione dell’alveolo post estrattivo

Il dott. Daniele Cardaropoli inaugura l’open Consensus Conference sul trattamento del sito post-estrattivo.
Patrizia Biancucci

Patrizia Biancucci

lun. 5 febbraio 2024

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Chissà se Giuseppe Cardaropoli, fine ricercatore tra i più citati al mondo e amatissimo da amici e colleghi, stia osservando da “lassù” il fratello minore Daniele che da anni raccoglie la sua eredità scientifica sia a titolo personale sia con la Fondazione Cardaropoli.

Commovente, pur senza essere celebrativo, la narrazione di Daniele proiettando sullo schermo foto inedite dei due fratelli sempre uniti fin da piccoli nel gioco, nella passione per la quadra del cuore, ovviamente la Juve, nell’entusiasmo dedicato alla ricerca in Parodontologia e nell’amore per la famiglia.

Eh si, Giuseppe avrà strabuzzato gli occhi di fronte a un evento scientifico unico nel panorama internazionale, interamente ideato e realizzato da Daniele a Torino il 2-3 Febbraio 2024 presso il Museo dell’Automobile dal titolo: OPEN CONSENSUS CONFERENCE: “TRATTAMENTO DEL SITO POST-ESTRATTIVO”, nel quale i maggiori esperti mondiali (Mauricio Araújo, Daniel Buser, Ueli Grunder, Joseph Kan, Robert A. Levine, Mariano Sanz, Frank Schwarz, Giovanni Zucchelli e Otto Zuhr) hanno partecipato gratuitamente allo scopo di delineare le comuni “indicazioni di trattamento” nella gestione dell’alveolo post-estrattivo, proseguendo così l’argomento oggetto di ricerca di Giuseppe presso il Dipartimento di Parodontologia dell’Università di Göteborg. La dinamica di guarigione del sito post-estrattivo, la preservazione della cresta alveolare, l’inserimento implantare immediato, la rigenerazione ossea dei siti compromessi in zona estetica, la gestione delle complicanze in seguito a inserimento immediato, la Socket Shield, tutti argomenti che dovrebbero essere “vangelo” per i dentisti spesso alle prese con estrazioni, molte volte considerate prestazioni banali, ma che invece possono generare conseguenze cliniche e estetiche fallimentari se non si sa come trattarle.

Non c’è dunque da meravigliarsi dei 400 partecipanti, arrivati non solo dall’Italia ma anche dall’estero (Argentina, Austria, Bulgaria, Costa d’Avorio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Israele, Libano, Messico, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Svizzera, Thailandia, Tunisia, Turchia, Regno Unito, Venezuela), venuti ad abbeverarsi di tecniche implantari, ossee e parodontali elargite da 9 relatori provenienti da USA, Germania, Brasile, Italia, Svizzera e Spagna, con la partecipazione di 22 sponsor. Tra i saluti istituzionali Gianluigi D’Agostino, presidente CAO Torino e Tesoriere FNOMCeO, Raffaele Iandolo, presidente CAO nazionale, Mario Aimetti, Direttore del reparto di Parodontologia alla Dental School di Torino, Paolo Appendino, Direttore dell’Odontostomatologia dell’Ospedale Mauriziano, Carlo Ghirlanda, presidente ANDI nazionale e addirittura Alberto Cirio, presidente Regione Piemonte, che ha auspicato denti sani per gustare le prelibatezze culinarie in particolare della provincia di Cuneo che gli ha dato i natali, anche detta la “Granda”, perché nata dall’unione delle quattro province, Cuneo, Saluzzo, Alba e Mondovì durante il Regno di Sardegna nel 1859.

Tra i vari sponsor campeggiava il banchetto della “Fondazione Giuseppe Cardaropoli per la Cura e la Ricerca in Parodontologia”, nata con lo scopo di diffondere le conoscenze in campo odontoiatrico relative alla malattia parodontale, sostenendo progetti di ricerca clinica, borse di studio per tesi di laurea e di specializzazione, programmi di prevenzione e screening rivolti alla popolazione. Non solo ad accogliere donazioni, ma anche per devolvere il ricavato, compresa la festosa cena di beneficienza del venerdì, alle cure odontoiatriche dei bambini autistici dell’Ospedale Mauriziano e alla Dental School di Torino. Che dire.

Certamente Daniele Cardaropoli può andare orgoglioso dell’ottima riuscita di questa Consensus Conference alla quale ha dedicato tempo, energie, fatica che si aggiungono al ruolo, non sempre facile, di presidente ANDI Torino. Può andare orgoglioso dei suoi rapporti personali con colleghi di eccellente caratura, incontrati nei suoi tour internazionali come relatore, rapporti cementati nel tempo dalla stima reciproca e dall’amicizia che confermano il suo valore clinico, scientifico e umano.

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