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L’odontoiatria italiana cambia: dal bisogno di cura al valore dell’identità

mar. 3 novembre 2026

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L’odontoiatria italiana è in crisi? A smentire le letture più pessimistiche sono i numeri e i fatti: il settore gode di buona salute ed è attraversato da profondi cambiamenti che, dopo la pandemia, hanno persino contribuito ad aumentare il numero dei pazienti odontoiatrici. È quanto emerso all’Italian Dental Summit, organizzato da Key-Stone a Torino lo scorso 30 ottobre, davanti a una platea di circa 350 persone riunite in occasione dell’anniversario dell’azienda. Un pubblico composto da rappresentanti di un comparto che coinvolge centinaia di migliaia di professionisti e lavoratori. Non semplici impressioni, dunque, ma dati misurabili, sostenuti dalle ricerche di mercato che Key-Stone conduce da trent’anni nel settore dentale.

I risultati sono stati presentati dal board dell’agenzia – Roberto Rosso e Marco Pacini – insieme al management, composto da Simone Gala, Elisabetta Bauducco e Simona Grieco. Ospite speciale Francesco Morace, sociologo e fondatore di Future Concept Lab, che ha tenuto una lezione sui trend e sulle prospettive del settore dentale, forte della sua capacità di leggere il presente e delineare scenari di medio e lungo periodo.

Nel valutare le trasformazioni dell’odontoiatria, l’attenzione si concentra spesso sugli aspetti clinici, sulle tecnologie e sulla ricerca scientifica. Rosso e Morace hanno invece invitato a osservare anche i profondi cambiamenti della popolazione italiana e, di conseguenza, dei pazienti odontoiatrici. Il periodo successivo al Covid sembra aver accelerato una trasformazione destinata a durare: l’attenzione alla salute e al benessere personale è diventata un valore imprescindibile, trasversale alle fasce d’età e ai diversi ceti sociali.

Si tratta di un benessere anche identitario, legato all’espressione dell’unicità individuale e declinato in modo diverso a seconda dell’età. L’odontoiatria sta così passando da un paradigma prevalentemente funzionale a uno identitario: il paziente non cerca soltanto la cura della malattia, ma anche estetica, benessere, autostima e qualità della vita. Il sorriso diventa, in questo senso, uno strumento di espressione della propria identità e della sicurezza personale.

Secondo Morace, i consumi di oggi e di domani si fondano su quattro paradigmi:

  • Unicità: ogni individuo è unico e ricerca prodotti ed esperienze capaci di esprimere la propria identità.
  • Benessere: cresce l’attenzione alla salute, all’autostima, alla qualità della vita e alla cura di sé.
  • Sostenibilità: si rafforza la ricerca di scelte responsabili e rispettose dell’ambiente.
  • Fiducia: diventano fondamentali la trasparenza, la competenza e le relazioni autentiche.

A questi paradigmi si aggiungono altri due elementi:

“Quick, Deep, Deal”, ovvero la necessità di conciliare rapidità, qualità e convenienza, e il passaggio dal consumo funzionale a quello identitario. La tradizionale piramide dei bisogni di Maslow viene così riletta alla luce di valori e desideri, che assumono un ruolo sempre più importante nelle scelte individuali. Questo è il filo conduttore che attraversa le diverse fasce della popolazione e contribuisce a spiegare la crescente attenzione alla prevenzione e all’igiene orale, per la quale al Summit è stato presentato un incremento del 71%.

A incidere sulla domanda odontoiatrica sono anche i cambiamenti demografici. Tra i principali elementi emersi si possono individuare:

  • L’aumento della longevità: accanto alla terza età si parla ormai di quarta età a partire dai 75 anni. Questa fascia della popolazione dispone mediamente di maggiori risorse economiche, non sempre gode di buona salute, ma desidera mantenere benessere e socialità il più a lungo possibile. Ne deriva una domanda che comprende non soltanto la funzionalità e la salute, ma anche l’estetica. Per lo studio odontoiatrico si tratta di pazienti potenzialmente fidelizzati per un periodo lungo, con esigenze che includono, oltre ai trattamenti riabilitativi, anche interventi di rifacimento nel tempo.
  • La crescita dell’ortodonzia tra gli adulti: la domanda non riguarda più soltanto bambini e adolescenti, ma coinvolge in misura crescente anche la popolazione adulta.
  • La bassa natalità, non compensata dal saldo migratorio: questo fenomeno incide sulla composizione sociale e, in prospettiva, porterà una parte della popolazione ad avere minori possibilità economiche, pur mantenendo esigenze e desideri di salute, longevità, prevenzione ed estetica.
  • La maggiore attenzione all’igiene orale, al mantenimento dei denti naturali e alla continuità assistenziale.
  • Le esigenze specifiche delle diverse fasce d’età: meritano attenzione le richieste estetiche dei giovani tra i 20 e i 24 anni, alcune problematiche patologiche degli adolescenti e le aspirazioni dei 24-34enni, una fascia caratterizzata da una forte spinta all’espressione e all’espansione del sé e destinata a rappresentare una parte importante della domanda futura, attenta ai fatti e ai risultati, piuttosto che alle promesse.
  • Un paziente sempre più informato ed esigente: empatia, capacità di comunicazione, trasparenza e fiducia nel professionista diventano elementi essenziali. Resta però il problema dell’accessibilità economica: il 94% della spesa odontoiatrica è a carico diretto dei cittadini e la possibilità di curarsi continua a essere condizionata dal reddito.

Il mercato dentale vale tra i 10 e gli 11 miliardi di euro. Anche nei periodi di crisi, dopo eventuali flessioni contenute, il comparto tende a riposizionarsi con relativa facilità, come accade più in generale nel settore della salute. Il reddito rimane tuttavia un fattore determinante per l’accesso alle cure, che non è ancora garantito a tutti. Per quanto riguarda gli studi odontoiatrici, è interessante osservare che lo stesso fatturato viene oggi realizzato con un numero maggiore di pazienti. A contribuire sono sia le prestazioni di igiene e prevenzione sia i trattamenti di rifacimento. Per affrontare questi cambiamenti, gli studi devono puntare sull’efficienza organizzativa, sulla sostenibilità economica, sulla disponibilità di personale qualificato e sull’innovazione tecnologica. Digitalizzazione, scanner, sistemi CAD/CAM, allineatori e intelligenza artificiale ampliano le possibilità cliniche e gestionali.

Le risorse umane rappresentano uno dei nodi più critici. Attualmente gli igienisti dentali sono circa 11.000, ma la domanda di queste figure è elevata. Nei prossimi 5-7 anni, secondo le previsioni presentate, il numero degli odontoiatri diminuirà di circa 10.000 unità. A questo si aggiunge un ricambio generazionale meno orientato all’imprenditorialità, con possibili ricadute sull’organizzazione degli studi e sulla disponibilità di professionisti. Il settore si sta quindi orientando verso studi più strutturati, forme di aggregazione professionale e partnership tra dentisti, industria e distributori. La sfida sarà coniugare innovazione, qualità clinica, etica professionale e centralità del paziente.

Questa evoluzione modifica anche l’approccio dell’industria e della distribuzione, che si troveranno sempre più spesso a interagire con clienti di dimensioni maggiori e con referenti diversi per competenze e responsabilità, dai clinici ai manager. Allo stesso tempo, resterà fondamentale il ruolo dei referenti locali, chiamati a offrire consulenza, competenza e assistenza. Questi temi sono stati al centro della tavola rotonda conclusiva, moderata da Simona Grieco, alla quale hanno partecipato rappresentanti di aziende produttrici e distributive di respiro internazionale: Aurelio Gisco per Ultradent, Paolo Bussolari per Cefla Group, Fausto Grossi per Align Technology e Andrea Albertini per Henry Schein.

La giornata si è conclusa con un brindisi per celebrare i trent’anni di Key-Stone. All’azienda vanno i complimenti per aver offerto un’occasione di confronto e approfondimento non soltanto alle imprese, ai professionisti e alle istituzioni presenti, ma anche a tutti coloro che, attraverso il racconto dell’evento, potranno guardare al futuro del settore con maggiore consapevolezza, speranza e determinazione.

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