Crisi geopolitiche, economiche o sanitarie di grande rilievo impattano sia sulla sfera personale che professionale. Dall’inizio del nuovo millennio ne abbiamo vissute molteplici. Mentre sino al 2020, inizio della pandemia, le crisi economiche ebbero degli effetti ritardati sugli studi odontoiatrici, da quel momento anche le strutture sanitarie private e in particolare quelle dentali hanno dovuto affrontarle in tempo reale.
Senza addentrarci in merito a quanto è avvenuto in questi ultimi cinque anni, interessa qui evidenziare come l’attuale crisi provocata dal conflitto in atto in Medio Oriente abbia effetti non solo oggettivi sull’economia, in quanto si è trasformata anche in una guerra mediatica che si ripercuote in paesi apparentemente non direttamente interessati e soprattutto nei singoli cittadini, diffondendo incertezza, sfiducia, paura, impotenza e sfinimento (tre gravi problemi in appena sei anni). Quali sono allora le variabili che deve tenere in considerazione uno studio odontoiatrico e un professionista sanitario?
Senza essere esaustivi le aeree su cui riflettere subito per repentinamente governare il periodo sono:
- La relazione con i pazienti di tutto il personale dello studio.
- La gestione dello studio.
- La sfera personale del professionista.
Il primo punto si ritiene che sia davvero primario. Per quanto ogni collaboratore porti con sé il proprio bagaglio emozionale e reattivo, è indispensabile che una struttura sanitaria tenga in grande considerazione la fragilità del paziente, che deve affrontare delle terapie, talvolta è portatore di dolore, sicuramente di aspettative, potrebbe essere in uno stato ansioso a prescindere dal contesto storico e deve anche sostenere il costo della prestazione. In momenti come questi, in gran parte dei pazienti, spesso anche anziani, si verificano inevitabili cambiamenti psicologici più o meno consci e lo studio odontoiatrico deve farsene carico, per trasmettere serenità, accoglienza, presa in carico. Significa, pertanto, mettere in pratica le migliori tecniche di comunicazione da parte della segreteria e della parte clinica, a partire dalla telefonata, dall’accoglienza e dalla sala d’aspetto, nelle prime visite, nella presentazione del piano di trattamento e del preventivo, preferibilmente svolti in una stanza ad hoc, nel rigore del rispetto dell’agenda, evitando inutili soste nella sala d’aspetto. Motivare i trattamenti estetici, sempre consolatori, e incoraggiare piuttosto che ribattere ad argomenti spinosi del contesto politico e sociale. Ascoltare con attenzione le possibili obiezioni a piani di trattamento più lunghi e costosi, spiegando con pazienza le ragioni per affrontarli o le possibili soluzioni alternative. Affinché tutto il team sia allineato in queste pratiche, indispensabili in questo momento per creare un’atmosfera di serenità e pace, sono obbligatorie le riunioni periodiche con il team, volte anche ad eliminare eventuali dissonanze e conflitti interni.
Per quanto concerne il secondo punto, oltre a quanto già segnalato sopra, riveste importanza l’osservazione e un’analisi più frequente dell’accettazione dei preventivi. Qualora infatti la situazione geopolitica che sta causando un costante incremento di prezzi al consumo dovesse perdurare, potrebbe verificarsi un periodo di rigetto o rinvio di piani di trattamento più costosi e di lunga durata. Se lo studio ha già un controllo gestione e delle analisi di accettazione dei preventivi o meglio ancora un business model, con controlli periodici, può risultare importante un confronto con i periodi precedenti per considerare le eventuali variazioni sulle prestazioni accettate, i fatturati e i flussi di cassa. È il momento di iniziative attive su quelle prestazioni che i pazienti dello studio più richiedono ed accettano con facilità, implementare la prevenzione, i richiami per l’igiene e favorire i trattamenti estetici, che come già ribadito sopra, nei periodi difficili sono spesso inspiegabilmente più richiesti, ma psicologicamente comprensibili. Se si ha un obiettivo annuale di gestione, questo intervento tempestivo, che anche in questo caso deve essere condiviso con tutto il team e i consulenti esterni, può contribuire a raggiungerlo, in ogni caso, in modo diverso e adeguando l’organizzazione.
Per questo i sistemi di business model odontoiatrico (vedi articolo “Il Business Model Dental Management: un unico “foglio” per controllare organizzazione e risultati dello studio in tempo reale”) sono molto utili, e questa può essere l’occasione giusta per adottarli, perché gli scossoni di mercato ormai incidono tempestivamente anche sulle cure sanitarie, e in particolare quelle odontoiatriche, purtroppo, a causa della disinformazione, vengono percepite come rinviabili. Grande attenzione deve essere rivolta ad ogni dettaglio, perché nei periodi di conflitti e confusione, la propensione ai contenziosi è maggiore. Per prevenirli occorre avere ottime capacità di negoziazione, che tengano in considerazione le aspettative dei pazienti e la realtà dei piani di trattamento, adeguati alle capacità di gestione dei clinici, grande attenzione ai pazienti complessi, all’anamnesi, al dialogo interdisciplinare con altri specialisti, ai consensi precisi e ben esposti, e a una maggiore attenzione verso pazienti fobici o con particolari fragilità psicologiche.
Il terzo punto non è meno importante degli altri. I professionisti e i collaboratori dello studio sono persone soggette a grande stress e in periodi particolari ad assorbire e gestire quello dei pazienti. La propria attività lavorativa richiede un’attenzione maggiore per un grande numero di ore. Ma sono persone e non distaccate dal contesto storico. Risulta più che mai importante, come ribadito in molti corsi di comunicazione e prevenzione del conflitto dagli psicologi, che in questi periodi di crisi il rientro a casa rappresenti un netto stacco dall’attività professionale, coltivando con rigore il tempo libero attraverso hobby, sport e uno stile di vita adeguato al recupero. Se si vive in famiglia o con un partner evitare i pasti accompagnati da telegiornali e media, che oltre ad impedire il dialogo, ci proiettano solo ed esclusivamente in quella parte di mondo (che rimane sempre e solo il 50%) di cose terribili e angoscianti, riservandoci la doverosa informazione in altri momenti e con altri mezzi. Favorire la socialità per sé e per coloro che vivono con noi e possibilmente coltivare un po' di leggerezza, in qualsiasi modo. La leggerezza ci cura e ci consente di curare meglio gli altri. Adottando piccoli o grandi cambiamenti in questo periodo così complesso, è possibile trasformare le difficoltà in opportunità che addirittura consentiranno di guardare al futuro con più consapevolezza, controllo e sicuramente successo sia nella vita personale che professionale per se stessi e per i propri collaboratori.
Immagine di copertina realizzata su Gemini.
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