TROMSØ, Norvegia: Le interazioni con pazienti difficili e il modo in cui queste situazioni vengono percepite, affrontate e risolte possono influire sulla soddisfazione lavorativa e causare burnout, oltre a danneggiare il benessere e la salute dei professionisti. I ricercatori dell’Arctic University della Norvegia hanno studiato gli effetti che tali incontri hanno sulla qualità della vita (QdV) dei dentisti e se alcune strategie mentali possano favorire la percezione di queste interazioni da parte dei medici. Hanno scoperto che la capacità dei dentisti di comprendere le proprie motivazioni e quelle altrui influisce sulla loro percezione degli incontri “impegnativi” e sulle loro risposte.
I ricercatori hanno notato che alcuni tipi di pazienti, come i pazienti ansiosi, sottopongono i dentisti a maggior stress. Inoltre, i pazienti classificati come “difficili” in ambito medico hanno mostrato una maggiore probabilità di essere affetti da disturbi mentali. Pertanto, le capacità empatiche e incentrate sul paziente sono fondamentali, insieme all’introspezione e alle attività metacognitive, per comprendere le esigenze del paziente, della situazione, del dentista e dell’interpretazione della situazione del paziente.
Secondo lo studio, essere in grado di comprendere e contemplare il proprio stato mentale e quello degli altri è una capacità metacognitiva significativa. Questa capacità di funzionamento riflessivo è chiamata mentalizzazione, ed esistono tre modi principali di mentalizzazione: vera mentalizzazione, iper-mentalizzazione (eccessiva fiducia nella comprensione degli stati mentali) e ipo-mentalizzazione (mancanza di fiducia). La mentalizzazione autentica riconosce l’incertezza inerente alla conoscenza e alla comprensione degli stati mentali e non solo riduce la probabilità di incontri stressanti, ma favorisce anche la resilienza allo stress. Coloro che tendono all’ipo-mentalismo riportano una QdV inferiore a causa della costante incertezza sullo stato mentale altrui, che porta a stress e conflitti sociali. Al contrario, l’eccessiva fiducia, anche se potenzialmente dannosa in alcune aree, porta spesso ad una maggiore felicità e ad esiti positivi negli ambienti sociali.
Nel presente studio, un sondaggio online anonimo è stato condotto tra circa 165 dentisti e studenti di odontoiatria al quinto anno di tre università norvegesi per misurare le loro tendenze di mentalizzazione utilizzando il Reflective Functioning Questionnaire, la QdV utilizzando la Satisfaction with Life Scale e la loro percezione di incontri “difficili” con i pazienti. Gli intervistati hanno valutato quanto siano impegnativi sei tipi di pazienti: critici, ansiosi, aggressivi, felici, fiduciosi e indifferenti. Hanno inoltre riferito la frequenza e l’entità dell’esposizione a incontri “difficili”.
L'analisi non ha mostrato alcuna differenza di sesso nella QdV o nella frequenza percepita di incontri “difficili”. Gli studenti di odontoiatria ritengono i pazienti aggressivi più impegnativi rispetto ai dentisti. La maggior parte dei partecipanti ha percepito i pazienti aggressivi e critici come stimolanti, seguiti dai pazienti ansiosi e indifferenti. I partecipanti hanno incontrato in genere pazienti felici e fiduciosi e raramente pazienti aggressivi. Le tendenze alla mentalizzazione hanno influenzato le percezioni, i professionisti troppo fiduciosi hanno segnalato meno sfide rispetto a quelli meno fiduciosi. L’iperconfidenza è stata correlata ad una QdV più elevata. È stata osservata un’associazione negativa tra l’esposizione a incontri stimolanti e la QdV.
I ricercatori hanno suggerito che, quando gli odontoiatri credono di comprendere i comportamenti e gli stati mentali dei pazienti, tendono ad avere meno incertezze nelle interazioni. Questo li aiuta a sentirsi in grado di valutare adeguatamente il proprio stato mentale e quello degli altri, quindi tendono a considerare i pazienti aggressivi, critici e ansiosi meno impegnativi. Tuttavia, i medici con scarse capacità di mentalizzazione possono sentirsi insicuri e incerti nelle interazioni con i pazienti. Né l'eccessiva né la mancanza di fiducia nella comprensione di se stessi e degli altri assicurano una gestione ottimale del paziente.
Una mentalizzazione efficace può aiutare a identificare e gestire gli stati emotivi dei pazienti, influenzando i livelli di stress e il potenziale esaurimento dei dentisti. Tuttavia, ci sono discrepanze nella precisione dei dentisti nel rilevare determinati stati emotivi. Una mentalizzazione riuscita può portare a risultati benefici sia per i pazienti che per i dentisti, mentre i fallimenti possono danneggiare la relazione terapeutica.
La competenza emotiva e la mentalizzazione svolgono un ruolo cruciale nella resilienza allo stress. Questo studio sottolinea l’importanza di considerare le capacità psicologiche ed emotive dei dentisti, non solo per il loro successo professionale e personale, ma anche per il miglioramento della cura del paziente. I ricercatori hanno suggerito la necessità di aumentare la consapevolezza delle capacità metacognitive in odontoiatria.
Lo studio, intitolato “Quality of life, mentalization, and perception of challenging patient encounters in dentistry: A cross-sectional study”, è stato pubblicato online il 7 luglio 2023 su BDJ Open.
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