Il mercato della stampa 3D nel dentale raggiungerà quasi 8 miliardi di dollari nei prossimi anni

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Il mercato della stampa 3D nel dentale raggiungerà quasi 8 miliardi di dollari nei prossimi anni

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Si prevede che il mercato globale del 3D dentale raddoppierà di dimensioni nei prossimi cinque anni. (Immagine: Kjpargeter/Shutterstock)

NORTHBROOK, Illinois, USA: i produttori di stampanti 3D si aspettano nei prossimi anni un periodo di sostanziale crescita del mercato. Una previsione globale pubblicata a marzo profetizzava cambiamenti significativi per il mercato dentale della stampa 3D, incluso un completo raddoppio del valore di mercato entro il 2027. Questo boom esponenziale è alimentato dalla domanda dei pazienti di servizi 3D che richiedono la stampa interna e in giornata, aumentando i tassi di consolidamento clinico, in una popolazione geriatrica in crescita in tutto il mondo e in un contesto in cui l’incidenza di carie e malattie correlate rimane alta.

Offerti più servizi interni

Con un valore di 3,2 miliardi di dollari (2,9 miliardi di euro) nel 2022, il mercato dentale della stampa 3D dovrebbe raggiungere un valore di 7,9 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni. Le stampanti che utilizzano processi di fotopolimerizzazione continuano a fornire il metodo di stampa 3D più popolare per l’odontoiatria, poiché gli standard medici richiedono  prodotti dettagliati realizzati con alta precisione.

Un riepilogo completo dei prodotti da parte di 3Dnatives ha confermato che i principali produttori di stampanti stanno dando la priorità allo sviluppo di soluzione di stampa che forniscono non solo risultati personalizzati di alta qualità ai pazienti, ma anche linee di prodotti su misura per le dimensioni e la configurazione uniche di una clinica o di un laboratorio. Ciò significa che gli studi clinici possono offrire ai pazienti soluzioni in giornata stampate in loco e i laboratori possono risparmiare enormi quantità di spazio, poiché i modelli vengono ora salvati digitalmente invece di essere archiviati per il futuro.

L’effetto di consolidamento

Secondo l’American Dental Association, l’affiliazione agli studi associati gestiti da grandi organizzazioni di supporto dentale (DSO) è in aumento. Oltre un decimo (10,4%) dei dentisti negli Stati Uniti nel 2019 faceva parte di un DSO, con un aumento del 2,4% in soli due anni. Queste cifre coincidono con un costante calo di proprietari i studi dentistici, sceso al 73 % nel 2021 dall’84,7% nel 2005. È probabile che questa tendenza continui perché un sondaggio sugli studenti che hanno terminato l’università di odontoiatria nel 2020 ha mostrato che il 30% prevedeva di entrare in un DSO, in aumento rispetto al 12% che lo aveva pianificato nel 2015.

Henry Schein cita un tasso di crescita del 14% per le grandi cliniche odontoiatriche negli ultimi dieci anni, superando di gran lunga la spesa dentale generale che è cresciuta di appena il 2-4 % all’anno. La ricerca di mercato conferma che la continua spinta alla digitalizzazione delle cure e la crescita delle catene dentali stanno promuovendo ancora di più la crescita nel mercato della stampa 3D.

Inoltre, l’Association of Dental Support Organizations spiega che molti dentisti scelgono di unirsi in uno studio associato invece di mettersi in proprio. Dice “un maggiore potere d’acquisto e la capacità di negoziare con i fornitori aiuta i DSO a ridurre i costi di fornitura degli odontoiatri. I DSO aiutano anche a fornire l’accesso al capitale di cui i dentisti hanno bisogno per l’acquisto delle attrezzature più moderne”. Gli investimenti iniziali in apparecchiature per la stampa 3D possono essere più di quello che i gli odontoiatri novelli imprenditori e gli studi dentistici piccoli possono permettersi, in particolare quando molti stanno già sostenendo i costi della digitalizzazione dei loro studi in altri modi. Entrare a far parte di uno studio associato o di una clinica significa accedere a più capitale per l’innovazione e ad avere a disposizione più manodopera per gestire i nuovi programmi di stampa 3D.

La fatina dei denti nel digitale

La ricerca dell’American College of Prosthodontists (ACP) indica che, al momento, almeno 36 milioni di americani edentuli. I tassi globali di edentulismo, parziale o completo, sono difficili da calcolare ma un articolo pubblicato su Nature sostiene che la prevalenza globale sia di circa il 7,6% e afferma che i numeri variano notevolmente a seconda del Paese. L’età è un fattore significativo; solo il 2,8% degli individui sotto i 50 anni soffre di una qualche forma di perdita dei denti e il 14% di quelli sopra i 50 anni soffre di questa condizione. La colpa è dell’aumento dei tassi di malattie orali in tutto il mondo, oltre alla scarsa igiene orale e alla perdita ossea. Dal momento che queste malattie degradano anche i denti esistenti, le stampanti 3D sono fondamentali per fornire soluzioni per il ripristino della struttura dentale con protesi e impianti dentali specifici peri l paziente. Ha senso che le vendite di stampanti 3D siano in aumento e l’ACP ha riferito che circa 2,3 milioni di corone su impianti vengono prodotte solo per i pazienti americani ogni anno.

Cambiare il make up della popolazione

In aggiunta, l’edentulismo è in aumento a causa della crescita della popolazione in età geriatrica e l’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che il numero globale di persone di età pari o superiore ai 60 anni raddoppierà a 2,1 miliardi entro il 2050. L’incidenza delle malattie dentali e la necessità di protesi dentali supplementari sono direttamente collegate agli effetti dell’invecchiamento sulla salute.

Per soddisfare in modo più efficiente le esigenze della loro clientela anziana, molti studi dentistici stanno passando a opzioni stampate in 3D come le protesi digitali, eliminando così completamente la necessità di fastidiosi stampaggi, produzioni disordinate e lunghi tempi di attesa. Dalla prima scansione 3D alla stampa 3D finale, il passaggio al digitale significa anche che i laboratori odontotecnici possono riconfigurare completamente la propria formattazione perché le stampanti 3D occupano molto meno spazio rispetto ai locali del laboratorio in cui si preparano i manufatti e alle aree di stoccaggio per i materiali sfusi.

La bellezza è una priorità

Mentre il mondo va oltre la pandemia e torna alle interazioni di persona, sempre più studi dentistici stanno continuando ad offrire servizi che sono stati ritenuti non essenziali negli ultimi due anni come per l’appunto le cure di medicina estetica. Le soluzioni estetiche come lo sbiancamento, le faccette, il recontouring e l’allineamento dei denti sono sempre più frequentemente richieste dai pazienti di tutto il mondo.

I pazienti cercano trattamento odontoiatrici preventivi insieme a cure di carattere cosmetico. Sempre più studi dentistici stanno iniziando ad offrire soluzioni ortodontiche con gli allineatori e stanno optando per esternalizzare le consulenze ortodontiche oppure le gestiscono internamente dalla produzione all’auto-marcatura degli allineatori grazie proprio alle stampanti 3D.

La crescita non è universale

Secondo le previsioni globali, ci sono ampie prove che il mercato dentale della stampa 3D si stia sviluppando in Nord America e in Europa ma non sta avvenendo lo stesso nell’area dell’Asia Pacifico. Tuttavia, poiché ovunque sempre più studi si stanno digitalizzando, anche i rallentamenti attuali di Cina e India dovrebbero diminuire nei prossimi due anni.

Uno degli svantaggi notato dai titolari di studi è che, anche se possono aver investito in una configurazione di stampa 3D, è difficile trovare dipendenti che abbiano le competenze necessarie per gestirla o fornire la formazione adeguata ai dipendenti in essere. In risposta a ciò, diverse aziende di stampanti 3D mirano a fornire risorse di formazione migliorate oltre alle loro linee di prodotti.

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