Dental Tribune Italy

Dodici milioni gli italiani a rischio di apnee notturne

By Ufficio Stampa ANDI – Fondazione ANDI
February 23, 2020

Gli incidenti in auto, attribuibili a questa patologia sommersa, causano annualmente 250 morti e più di 12mila feriti, con enormi costi diretti e indiretti per il sistema sanitario nazionale.

Mercoledì 13 marzo ricorrerà la Giornata Mondiale del Sonno. L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sui disturbi respiratori in sonno, elemento essenziale per la nostra salute fisica e mentale.

L’ipertensione, il diabete, la sindrome metabolica, la depressione sono solo alcune delle patologie che possono essere conseguenza di disturbi respiratori durante il sonno. L’odontoiatra ha un ruolo cruciale nell’intercettare i soggetti a rischio. Infatti, subito dopo il medico di medicina generale, dal quale si reca circa il 50% dei cittadini italiani, viene il dentista, con circa il 46%. Per questo motivo gli odontoiatri italiani sono in prima linea nell’individuazione di quei dodici milioni di italiani a rischio.

La Sindrome delle Apnee Ostruttive fa parte dei Disturbi Respiratori in Sonno ed è una patologia molto comune nella popolazione ma sottovalutata. Attualmente si stima che interessi oltre il 12% degli italiani, con una incidenza doppia nel sesso maschile e una frequenza in crescita con l’età, con un picco tra 50 e 70 anni, ma che sicuramente raggiunge percentuali ben più elevate nelle categorie cosiddette a rischio, ossia pazienti sovrappeso, cardiopatici-ipertesi e bronco-pneumopatici cronici. Secondo un recentissimo studio svolto in Svizzera, basato sui più recenti criteri diagnostico-terapeutici, si parla addirittura di un’incidenza delle OSAS nella popolazione maschile del 49,7% e del 23,4% nella fascia femminile (hypnolaus study, Heinzer, Lancet Resp. Med. 2015).

La mancanza di un sonno profondo e ristoratore comporta conseguenze quali sonnolenza diurna, rallentamento psicomotorio, diminuzione della concentrazione fino a una maggiore possibilità di infarto, aritmie cardiache e ipertensione polmonare. Secondo un recente studio i colpi di sonno, dovuti a OSA, che si verificano alla guida dell’auto sono responsabili di moltissimi dei circa 175mila incidenti stradali registrati ogni anno in Italia. Tanto che quelli attribuibili a questa patologia sommersa causano annualmente 250 morti e più di 12mila feriti, con enormi costi diretti e indiretti per il sistema sanitario nazionale.

Ma non solo, si stima infatti che i costi sanitari diretti, relativi a diagnosi e trattamento della patologia (visite, esami diagnostici, terapie), incidano solo per il 6% sui costi totali, mentre i costi sanitari dovuti al mancato riconoscimento e prevenzione delle comorbilità, incidono per il 49% dei costi totali. I costi non sanitari, per il restante 45% dei costi totali, risultano così ripartiti:

  • Incidenti automobilistici (24%);
  • Incidenti sul lavoro (12%);
  • Perdita di produttività (9%).

In tali percentuali non risultano compresi i costi sociali esistenziali, rappresentati da un peggioramento della qualità di vita e quanto a questo consegua (inclusi maggiori divorzi, ripercussioni familiari, etc.). Eppure la maggior parte dei problemi legati al sonno è prevenibile o curabile, ma solo una ridotta percentuale delle persone che ne sono afflitte si rivolge a dei professionisti.

Per questo motivo anche per il 2020, in occasione della Giornata Mondiale del Sonno, ANDI e Fondazione ANDI Onlus rilanciano insieme la campagna “Allarme apnee notturne” volta a informare i cittadini italiani che non solo le alterazioni del sonno possono compromettere, anche gravemente, la loro salute generale ma che l’odontoiatra, in qualità di sentinella epidemiologica, può essere una fonte di aiuto anche in questo campo.

Per farlo, per due settimane dal 13 al 27 marzo, gli studi ANDI saranno a disposizione dei cittadini per fornire corrette informazioni e per realizzare una campagna di screening con questionari dedicati, a seguito dei quali i casi positivi saranno inviati ai centri specialistici di medicina del sonno per gli esami strumentali e per la definizione di terapie mirate.

L’elenco degli studi aderenti all’iniziativa è consultabile online dai cittadini su fondazioneandi.org.

Oggi l’odontoiatra ha un ruolo importante come specialista di primo livello provvedendo, per quanto di propria competenza, all’individuazione delle persone a rischio e all’eventuale presa in carico terapeutica in stretta sinergia con i medici specialisti di medicina del sonno (pneumologo, cardiologo, neurologo, otorino-laringoiatra). Un numero sempre maggiore di studi scientifici ha dimostrato che l’odontoiatra con la prescrizione di specifici dispositivi intraorali (MAD) può intervenire terapeuticamente nelle forme lievi e moderate dell’OSA in alternativa a presidi come la CPAP (ventilazione meccanica a pressione positiva) e comunque svolge un ruolo di grande rilievo per individuare i pazienti a rischio.

Purtroppo, l’OSA non è un problema per soli adulti, ma colpisce anche giovani e giovanissimi. L’OSA nei bambini si manifesta in maniera differente poiché, spesso, i più piccoli non soffrono di sonnolenza diurna, ma presentano problemi neuro-comportamentali come iperattività, difficoltà nell’apprendimento e una minore attenzione, ovvero prestazioni carenti nella velocità di elaborazione delle informazioni e della memoria.

La riduzione delle funzioni cognitive e comportamentali può avere un impatto significativo nel loro sviluppo e può essere sintomo di apnea notturna anche senza sonnolenza diurna. In età pediatrica, attualmente l’intervento chirurgico di adeno-tonsillectomia è l’indicazione di prima scelta per la terapia per l’OSA. In alcuni casi un idoneo trattamento ortodontico può evitare l’intervento chirurgico o impedire le recidive post-chirurgiche dimostrando, ancora una volta, il fondamentale ruolo dell’odontoiatria.

 

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