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Dentaid all’ISDH: nuove evidenze sull’igiene interdentale e la cura degli impianti

Dentaid ha presentato all’ISDH le ultime evidenze scientifiche sull’igiene interdentale e sul suo ruolo nella cura degli impianti dentali.
Dentaid

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lun. 21 settembre 2026

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  • Esperti internazionali sottolineano l’importanza di un’igiene interdentale personalizzata per preservare la salute perimplantare a lungo termine.
  • Il simposio ha offerto una visione pratica sull’applicazione delle evidenze scientifiche nello studio dentistico per migliorare le raccomandazioni e il monitoraggio dell’igiene interdentale.

Dentaid, azienda leader nel settore della salute orale, ha partecipato all’International Symposium on Dental Hygiene (ISDH), tenutosi dal 9 all’11 luglio a Milano, uno dei principali eventi internazionali dedicati all’igiene orale. In questa occasione, l’azienda ha organizzato un simposio scientifico incentrato su come applicare le più recenti evidenze scientifiche sull’igiene interdentale nella pratica clinica quotidiana, in particolare nei pazienti con impianti dentali.

La sessione, intitolata “Patient-Centred Interdental Cleaning: Translating Evidence into Clinical Practice and Innovation” e moderata dalla professoressa Dagmar E. Slot, igienista dentale ed epidemiologa clinica, ha riunito figure di spicco a livello internazionale nel campo della salute orale per analizzare come trasformare le conoscenze scientifiche in raccomandazioni personalizzate, pratiche e sostenibili per il paziente.

Durante la sessione, il dott. Tim Thomassen, professore associato presso il Centro Accademico di Odontoiatria di Amsterdam (ACTA), ha presentato le principali conclusioni del recente consenso internazionale degli esperti sull’igiene interdentale. Nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza di formulare raccomandazioni basate sull’evidenza e adattate alle esigenze individuali di ciascun paziente, nonché il ruolo dei professionisti nel migliorare l’aderenza a lungo termine. Il consenso, pubblicato di recente sull’International Journal of Dental Hygiene, indica lo spazzolino interdentale come prima scelta per l’igiene interdentale nella maggior parte delle situazioni cliniche e sottolinea la necessità di orientarsi verso una prescrizione più personalizzata e incentrata sul paziente.

«L’igiene interdentale personalizzata ci permette di progredire verso una prevenzione più efficace, perché aiuta il professionista ad adattare le raccomandazioni a ciascun paziente e facilita il mantenimento di tali raccomandazioni nel tempo», sottolinea il dott. Tim Thomassen. «La sfida non consiste solo nell’indicare quale dispositivo utilizzare, ma nell’accompagnare il paziente affinché integri questa pratica in modo semplice e sostenibile nella sua routine quotidiana».

Approfondendo l’applicazione clinica di queste raccomandazioni, il dott. Nicola Discepoli, professore associato dell’Università di Siena, ha affrontato il ruolo dell’igiene interdentale nella manutenzione degli impianti dentali. Durante la sua presentazione ha evidenziato l’elevata prevalenza delle malattie perimplantari, ricordando che circa un paziente su due presenta mucosite perimplantare e uno su cinque perimplantite, il che rende la prevenzione un elemento chiave per il successo a lungo termine degli impianti. Il professor Discepoli ha sottolineato che la prevenzione deve iniziare ancora prima del posizionamento dell’impianto – la cosiddetta prevenzione primaria – attraverso l’educazione del paziente e l’adozione di abitudini efficaci per il controllo meccanico del biofilm. Ha inoltre sottolineato l’importanza che il restauro consenta un adeguato accesso all’igiene orale, poiché l’impossibilità di effettuare un’igiene meccanica efficace può compromettere la sopravvivenza e la manutenzione a lungo termine dell’impianto.

Per quanto riguarda gli strumenti per l’igiene interdentale, e seguendo le raccomandazioni del consenso pubblicato sull’International Journal of Dental Hygiene, ha sottolineato che gli scovolini rappresentano l’opzione preferibile rispetto ad altri dispositivi per l’igiene interdentale. Inoltre, ha presentato i risultati di una ricerca clinica condotta dal suo team, in cui gli scovolini hanno mostrato risultati migliori nel controllo dell’accumulo di placca e dell’infiammazione gengivale perimplantare rispetto all’uso del super floss.

Da parte sua, Júlia Sáez, Global Medical Lead del Dipartimento Medico del Dentaid Research Center, ha posto l’accento sull’importanza del design degli scovolini e sulla standardizzazione dei loro sistemi di classificazione delle misure.

Durante la presentazione ha spiegato che l’efficacia di uno scovolino dipende in larga misura dal fatto che le sue dimensioni siano adeguate allo spazio interdentale. Uno scovolino troppo piccolo potrebbe non generare una forza di attrito sufficiente per rimuovere efficacemente il biofilm, mentre uno troppo grande potrebbe esercitare una pressione eccessiva sui tessuti circostanti e favorirne il trauma.

In questo contesto, ha sottolineato l’importanza del Passage Hole Diameter (PHD) come parametro oggettivo per determinare la dimensione reale degli scovolini interdentali, sottolineando che l’aspetto visivo non sempre riflette la loro dimensione reale. Inoltre, ha evidenziato l’importanza di disporre di sistemi di classificazione delle misure più standardizzati che aiutino i professionisti a selezionare in modo semplice la misura più adeguata e che abbiano una distribuzione omogenea per coprire tutte le esigenze cliniche.

La presentazione ha affrontato anche le innovazioni introdotte nella nuova generazione di scovolini Interprox, progettati sulla base delle esigenze cliniche individuate da professionisti e ricercatori. Tra queste ha evidenziato l’integrazione di testine coniche nelle misure più grandi, una soluzione volta a ridurre il picco di forza che si genera durante l’inserimento dello spazzolino. Questo approccio mira a ridurre al minimo il rischio di traumi ai tessuti e a facilitare l’inserimento da parte del paziente negli spazi ampi.

«L’efficacia di uno scovolino interdentale non dipende semplicemente dal suo utilizzo, ma dall’uso della misura adeguata. Tuttavia, la scelta non è sempre semplice. Una maggiore conoscenza dei parametri oggettivi esistenti, come il Passage Hole Diameter (PHD), insieme alla disponibilità di gamme di scovolini standardizzate e con una distribuzione omogenea delle misure, può aiutare i professionisti a fornire raccomandazioni più precise per ogni paziente e, in ultima istanza, contribuire a una pulizia interdentale più efficace», sottolinea Júlia Sáez.

Con questa partecipazione, Dentaid rafforza il proprio impegno ad avvicinare le conoscenze scientifiche alla pratica clinica e a contribuire a una prevenzione più personalizzata, basata sull’evidenza e orientata a generare un impatto reale sulla salute orale delle persone.

Informazioni su Dentaid
Dentaid è un laboratorio con un obiettivo chiaro: promuovere e migliorare la salute orale delle persone nel corso di tutta la loro vita attraverso la ricerca, la divulgazione e lo sviluppo di prodotti innovativi.  Il Dentaid Research Center è il centro di ricerca con sede in Spagna da cui si generano conoscenze, che vengono condivise con i professionisti e applicate a soluzioni per la salute orale avallate dalla scienza. Con marchi come Vitis, Interprox, Perio·Aid o PHB, Dentaid raggiunge oltre 35 milioni di persone in più di 60 paesi. #OralHealthBetterLife

Per ulteriori informazioni su Dentaid:

Per ulteriori informazioni contattare:
Marina Barroso – 635 58 71 18 – mbarroso@kreab.com
Alba Helguera – 604 09 15 34 – ahelguera@kreab.com

 

 

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