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Agli “Stati generali” di Roma in discussione l’essere e il divenire della professione odontoiatrica

Giuseppe Renzo
Massimo Boccaletti

Massimo Boccaletti

mar. 24 gennaio 2012

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L’hanno denominata “Gli stati generali della professione odontoiatrica”, la “tre giorni” svoltasi a Roma (Hotel Ambasciatori) dal 15 al 17 dicembre che ha visto i dentisti in primo piano in una pubblica riflessione su quello che la categoria e la professione sono, dovrebbero essere e saranno a seconda degli esiti della riforma ordinistica e delle liberalizzazioni all’esame del Governo e del Parlamento.

Momenti clou dell’evento che, su iniziativa della Cao (Commissione Albo Odontoiatri) e del suo presidente Giuseppe Renzo, ha richiamato a Roma i rappresentanti dell’associazionismo scientifico e sindacale, della previdenza-assistenza e dell’accademia, oltre a numerosi politici e giornalisti, sono state le due tavole rotonde del venerdì 16 coordinate da due volti noti: Gigi Marzullo (in mattinata) e nel pomeriggio da Luciano Onder. Presenza costante a entrambe, come organizzatore e co-protagonista, a momenti addirittura come “co-imputato”, Giuseppe Renzo, che ha portato avanti con foga le ragioni della categoria, specie dinanzi a chi, come Franco Stefanoni è intervenuto nel dibattito in veste critica avendo scritto un autore dedicato agli “Intoccabili”. Oltre ad alcuni parlamentari, a funzionari e all’ex Ministro Gasparri, alle due tavole rotonde hanno portato contributi anche Gianfranco Prada (Andi), Pierluigi Delogu (Aio), Francesco Scarparo (Cic), Luigi Daleffe (Fondo Sanità Enpam) e Primo Mastrantoni ( Aduc). Il confronto si è soprattutto articolato sulle “piaghe” dell’Odontoiatria puntualmente elencate da Onder in apertura di tavola rotonda: abusivismo (leggi prestanomismo), le tariffe eccessive, il numero chiuso (ma solo in apparenza), il turismo odontoiatrico, l’avanzata delle società di capitali, fino al paventato avvio in Italia di un’Università odontoiatrica ad aggravare il già pesante problema dei futuri odontoiatri italiani targati Spagna o Romania. Sullo sfondo due quesiti base che hanno ispirato la stessa tre giorni: l’Ordine, di cui è in discussione la stessa sopravvivenza, così come è, serve e a chi? E le liberalizzazioni nel caso dei dentisti, quali forme assumeranno, come incideranno sul futuro della professione? Problemi antichi, ora di bruciante attualità in vista dei provvedimenti del Governo. Quali che saranno le soluzioni incideranno sempre e comunque sull’unico e vero, protagonista del conflitto: il paziente.

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