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Allergie da contatto della mucosa orale

By Giovanna Mosaico, Cinzia Casu
September 04, 2019

Le reazioni di ipersensibilità di tipo ritardato o reazioni allergiche di tipo IV possono causare diverse manifestazioni orali. Gli antigeni responsabili di questo tipo di reazione sono per lo più esterni, solitamente metalli e farmaci. Segni e sintomi delle allergie da contatto orale possono essere l’espressione clinica della stomatite allergica da contatto, della glossite migrante benigna, delle reazioni lichenoidi e della sindrome della bocca urente.

La sindrome da allergia orale o sindrome da allergia alimentare ai pollini è una reazione di ipersensibilità della mucosa orale scatenata dal contatto con cibi a base vegetale e si manifesta più comunemente con il prurito delle labbra, della lingua e della bocca. Le malattie allergiche, diffuse in tutto il mondo, hanno una fisiopatologia infiammatoria indotta dall’esposizione a specifici allergeni. Le reazioni allergiche richiedono lo sviluppo di cellule regolatrici che includono cellule presentanti l’antigene e i linfociti T che rispettivamente orientano e guidano la risposta immunologica e l’attività di cellule quali mastociti e basofili che a loro volta rilasciano i mediatori delle reazioni allergiche e degli eosinofili sostenendo l’infiammazione protratta.

La mucosa orale, a differenza dei tessuti respiratori e gastrointestinali, è composta da un abbondanza di cellule dendritiche e la loro interazione con le cellule T sembra funzionare come sito tollerogenico riguardante la risposta alle molecole degli allergeni; nella bocca vi è inoltre una minima presenza di cellule infiammatorie, in particolare eosinofili e mastociti1.

La mucosa orale è esposta a diversi stimoli nocivi, irritanti e allergeni. Segni e sintomi delle allergie da contatto orale possono essere l’espressione clinica della stomatite allergica da contatto, della glossite migrante benigna, delle reazioni lichenoidi e della sindrome della bocca urente2.

Le reazioni di ipersensibilità di tipo ritardato o allergia di tipo IV (ipersensibilità da contatto) possono essere localizzate oppure diffuse sulle mucose orali e in media compaiono 24-72 ore dopo l’ingresso dell’antigene, solitamente allergeni da contatto. Gli antigeni che causano questo tipo di reazione sono per lo più esterni, in particolare i metalli e i farmaci. È stato dimostrato che le più comuni manifestazioni orali delle allergie da contatto della mucosa orale di tipo ritardato sono associate a diversi sintomi soggettivi che includono dolore, bruciore e secchezza della lingua e della mucosa orale, cheilite, gengivite, stomatite, dermatite periorale, sindrome della bocca urente, reazione lichenoide e granulomatosi oro-facciale3, 4.

La stomatite allergica da contatto è una malattia immunoinfiammatoria della mucosa orale caratterizzata clinicamente da placche eritematose, vescicole, ulcerazioni e/o ipercheratosi accompagnate da dolore, bruciore o prurito. È determinata da una reazione immunitaria di tipo ritardata dell’ipersensibilità mediata da cellule T generata da una seconda o successiva esposizione al contatto con un allergene della mucosa orale in un soggetto geneticamente suscettibile sensibilizzato5.

I principali fattori eziologici che causano le allergie da contatto orale sono i materiali dentali, i prodotti per l’igiene orale, i farmaci e alcuni alimenti vegetali1, 2, 6.

Tra i materiali dentali possono provocare allergie:

  • Materiali dentali a base di Metalli: solfato di nichel, mercurio, palladio e oro;
  • Materiali dentali a base di Resine: resine acriliche, idrochinone, perossido di benzoile.

A tal proposito una gran parte della popolazione è portatore di protesi fisse o rimovibili; tali dispositivi, realizzati con varie leghe metalliche, possono essere associati a una serie di effetti collaterali sulla salute orale comprendenti la sindrome della bocca urente, la pigmentazione orale, l’ipersensibilità alle reazioni lichenoidi e possibili effetti genotossici e citotossici7. Il materiale dentale che causa la maggior parte delle reazioni avverse è l’amalgama e l’incidenza di reazioni lichenoidi orali adiacenti ai restauri in amalgama si verifica più spesso rispetto ad altri materiali dentali8.

Tra gli agenti aromatizzanti possono causare allergia da contatto:

  • Aldeide cinnamica, eugenolo, balsamo del Perù, mentolo, oli essenziali, menta piperita, olio di anice/olio di abete, propoli.

Tra i conservanti:

  • Gallati e acido benzoico2.

Alcuni farmaci utilizzati nel trattamento dell’asma, come i cortisonici e i broncodilatatori per via inalatoria, possono essere correlati ad alcune lesioni orali, in particolare la candidosi orale cronica e la lingua scrotale sono le più diffuse seguite dalla glossite migrante benigna9.

La sindrome da allergia orale (OAS) o sindrome da allergia alimentare ai pollini è una reazione di ipersensibilità a cibi vegetali, frutta e/o verdura, noci e spezie, che si manifesta con prurito delle labbra, della lingua e della bocca10. La relazione tra allergie stagionali e ipersensibilità alimentare è stata rilevata per la prima volta negli anni ‘4011. Uno studio ha messo in correlazione, inoltre, le allergie ad alcuni conservanti alimentari con l’insorgenza delle afte. Infatti i ricercatori hanno visto che 21 pazienti su 24 con stomatite aftosa ricorrente erano allergici ad alcuni conservanti contro 3 su 21 dei pazienti controllo, cioè che non avevano afte12. I sintomi di OAS si verificano di solito entro pochi minuti dall’esposizione ai frutti o alle verdure e durano da alcuni minuti ad alcune ore. Sono solitamente limitati all’orofaringe e sono generalmente lievi e transitori. Il sintomo più comune è il prurito orale-faringeo, in particolare delle labbra e della regione del palato; anche se raramente, può manifestarsi anche angioedema orale e periorale. I pazienti in genere descrivono prurito o formicolio nelle labbra o nella bocca, bruciore e gonfiore orale, o costrizione alla gola dopo l’ingestione di frutta fresca o verdura. L’esame obbiettivo può rivelare gonfiore della lingua, edema uvulare, eritema e gonfiore delle labbra, eruzione orticante periorale e facciale ed edema periorbitale. La sindrome da allergia orale è una reazione di ipersensibilità a specifici alimenti a causa di una precedente sensibilizzazione agli allergeni inalatori del polline di alcune piante, in particolare: ulivo, betulla, ambrosia, artemisia, graminacee e cedro giapponese.

La OAS differisce dalle allergie alimentari semplici perché in queste la reazione allergica si sviluppa dopo sensibilizzazione diretta alle proteine alimentari piuttosto che a reattività crociata tra proteine alimentari e allergeni inalanti come avviene per la OAS. Inoltre le allergie alimentari semplici possono essere causate da alimenti vegetali e non vegetali e possono indurre reazioni allergiche sistemiche inclusa l’anafilassi.

La sindrome da allergia orale è una ipersensibilità immediata di tipo I mediata da anticorpi IgE indotta dalla sensibilizzazione del polline. La sensibilizzazione al polline porta al successivo sviluppo di reattività crociata agli allergeni alimentari. La reattività crociata si sviluppa come conseguenza di epitopi condivisi nelle strutture primarie e terziarie di pollini e allergeni alimentari. Gli anticorpi IgE specifici del polline sono in grado di riconoscere allergeni alimentari omologhi che condividono gli stessi epitopi. I complessi di allergeni IgE si legano alla superficie dei mastociti e dei basofili della mucosa orale, innescando il rilascio localizzato di istamina che si traduce nei sintomi dell’OAS. Con la crescente prevalenza di allergia ai pollini, la OAS è destinata ad aumentare, inoltre l’OAS è più frequente nei soggetti con una precedente storia di atopia10.

Trattamento
Evitare ed eliminare i fattori scatenanti noti è generalmente il trattamento principale per le allergie da contatto a materiali e prodotti dentali.

Per l’OAS una dieta di esclusione di tutti i frutti e ortaggi freschi della stessa famiglia di piante o di quelli noti per la reazione crociata con lo stesso polline potrebbe essere eccessivamente restrittiva e ritenuta non necessaria nella maggior parte dei casi. La sindrome da allergia orale tende ad essere perenne, forse a causa della continua esposizione agli aeroallergeni corrispondenti e a reazione crociata. Gli antistaminici possono essere d’aiuto quando assunti prima di mangiare frutta e verdura cruda. Gli allergeni sono tipicamente labili e quindi sensibili al calore. Cucinare alimenti sospetti è quindi una potenziale soluzione. È stato riportato ad esempio che il kiwi se cotto a vapore per 5 minuti a 100° C ne aumenta la tolleranza nei bambini allergici. Un’altra possibilità terapeutica è l’immunoterapia dei pollini somministrata per via sottocutanea o sublinguale. Sebbene l’immunoterapia dei pollini possa essere efficace in alcuni pazienti, i risultati sono variabili7, 10.

Conclusioni
Il primo passo nella diagnosi delle allergie delle mucose orali è l’esame completo del cavo orale. Inoltre è importante un’attenta storia dei prodotti dell’igiene orale, delle allergie inalanti da pollini, farmaci e materiali dentali3, 9. La diagnosi deve essere completata da un patch test per poter confermare l’ipersensibilità da contatto6.

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