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Odontoiatria negli Stati Uniti: l’ADA evidenzia le sfide nell’adozione dell’IA

L’American Dental Association ha sottolineato che il miglioramento degli standard dei dati e dell’interoperabilità sosterrà lo sviluppo e l’affidabilità dei sistemi di IA nella cura odontoiatrica (Immagine: Halfpoint/Adobe Stock).

gio. 2 aprile 2026

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CHICAGO, USA: L’adozione diffusa di strumenti basati sull’intelligenza artificiale (IA) da parte degli studi dentistici statunitensi potrebbe migliorare significativamente la diagnostica, la pianificazione dei trattamenti e l’efficienza delle attività cliniche; tuttavia, esistono notevoli ostacoli. L’American Dental Association (ADA) ha evidenziato quelli che ritiene siano i principali problemi nell’adozione e nell’innovazione legate all’IA, oltre a indicare le possibili azioni per incentivare un uso efficace e più diffuso della tecnologia negli ambienti clinici.

L’ADA ha espresso questi commenti in una risposta scritta a una richiesta di informazioni del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) sull’accelerazione dell’adozione dell’IA nel settore sanitario privato. L’associazione ha sottolineato la necessità di dataset convalidati e di framework di valutazione indipendenti per garantire che gli strumenti basati sull’IA utilizzati in odontoiatria siano sicuri, affidabili ed efficaci dal punto di vista clinico. Ha spiegato che gli standard di dati limitati e la scarsa interoperabilità attualmente frenano lo sviluppo e l’affidabilità dei sistemi IA, individuando come principali ostacoli all’adozione:

  • l’eterogeneità delle cartelle cliniche odontoiatriche elettroniche nei dataset di addestramento;
  • l’inaccessibilità e la scarsa interoperabilità dei dati odontoiatrici;
  • le limitazioni derivanti dai dati delle richieste di rimborso odontoiatriche;
  • le sfide legate alla governance dei dati su larga scala.

Riguardo all’ultimo punto, l’associazione ha spiegato che politiche di governance dei dati incoerenti possono generare confusione sulla responsabilità relativa al consenso di clinici e pazienti, alla trasparenza e alle tutele della privacy, rendendo così meno chiara la responsabilità legale e professionale. Ciò ha comportato ostacoli operativi per gli studi dentistici, tra cui costi elevati, limitazioni nello sviluppo della forza lavoro e un aumento dei rischi legali e operativi.

Secondo l’ADA, le misure per incentivare l’uso dell’IA negli studi dentistici includono il rafforzamento della raccolta e della segnalazione dei dati odontoiatrici nei programmi finanziati dal governo federale, l’aumento dei finanziamenti per le infrastrutture tecnologiche e l’istituzione di una validazione esterna indipendente delle tecnologie IA odontoiatriche. L’associazione ha dichiarato di essere “impegnata nello sviluppo di standard fondamentali per la convalida dell’interoperabilità e degli strumenti IA”, che comprendono gli standard terminologici per definire il vocabolario utilizzato in odontoiatria, gli standard di struttura e scambio dei dati per stabilire come le informazioni siano organizzate e condivise, e gli standard di contenuto per definire i dati necessari a supportare sia le funzioni amministrative sia l’assistenza clinica. Secondo l’ADA, queste misure sarebbero essenziali per la generazione di dataset coerenti, strutturati e di alta qualità, necessari come dati di test affidabili per l’IA.

Per di più, l’ADA ha chiesto una definizione normativa standardizzata di “dispositivi non medici” come categoria di tecnologie sanitarie, al fine di ridurre l’incertezza relativa a privacy, cybersicurezza e responsabilità. L’organizzazione ha anche raccomandato una maggiore responsabilità dei fornitori di tecnologia di terze parti, su cui molti studi dentistici fanno affidamento per servizi e sistemi critici, come la gestione delle cartelle cliniche elettroniche, i software per imaging e gli strumenti per la gestione dello studio. Accennando alle lacune normative, l’ADA ha suggerito che l’HHS stabilisca requisiti standardizzati di etichettatura per gli strumenti basati sull’IA, in modo che dentisti e pazienti possano comprenderli meglio, aumentando così la fiducia, favorendo l’adozione e rafforzando il processo decisionale condiviso.

Inoltre, l’ADA ha affermato che i responsabili politici e le organizzazioni sanitarie devono sostenere le esigenze dei piccoli studi dentistici e di quelli situati in aree rurali, per favorire una più ampia adozione dell’IA nella cura clinica. L’associazione ha spiegato che questi studi spesso affrontano sfide come opportunità di formazione limitate, quadri di responsabilità poco chiari e incertezze normative, rendendo complessa la gestione delle tecnologie IA. Ha inoltre osservato che “molte tecnologie IA non si integrano perfettamente con le cartelle cliniche elettroniche esistenti, i sistemi di imaging o le piattaforme di gestione dello studio”, aggravando tali difficoltà. Per supportare sia l’adozione sia la ricerca clinica, l’ADA ha anche raccomandato che l’HHS istituisca una rete di studi che offra una piattaforma federata e multi-sito per la ricerca, lo sviluppo e l’implementazione, consentendo una valutazione rigorosa e l’applicazione degli strumenti IA nei contesti clinici reali.

La presentazione fa parte del più ampio impegno dell’ADA volto a influenzare il modo in cui l’IA viene sviluppata e implementata in odontoiatria. Parallelamente al suo lavoro politico, l’associazione sta promuovendo l’innovazione guidata dall’IA attraverso il ADA Forsyth Institute, coprendo un ampio spettro di ambiti, tra cui materiali intelligenti e ricerca sulla salute orale basata sui dati. Nel complesso, questi sforzi indicano un approccio più strutturato e basato su standard per integrare l’IA nella pratica odontoiatrica quotidiana.

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