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Migliori per l’osteointegrazione: i prodotti sanguigni autologhi di seconda vs terza generazione

Uno studio condotto in Egitto ha rilevato che sia la fibrina ricca di piastrine che il concentrato di fattori di crescita migliorano significativamente la stabilità dell’impianto dentale e la densità ossea (Image: Roman Zaiets/Shutterstock).

ALESSANDRIA, Egitto: I prodotti contenenti fattori di crescita sono stati studiati a lungo come soluzione per migliorare l’osteointegrazione. I ricercatori dell’Università di Alessandria hanno condotto uno studio clinico randomizzato sull’efficacia di un concentrato piastrinico di terza generazione, il concentrato di fattori di crescita (CGF), rispetto a uno di seconda generazione, la fibrina ricca di piastrine (PRF), nel migliorare l’osteointegrazione intorno agli impianti dentali. Hanno misurato la stabilità dell’impianto, la densità ossea e le dimensioni ossee orizzontali, fornendo informazioni fondamentali per l’ottimizzazione del trattamento implantare.

Lo studio ha coinvolto 14 pazienti che richiedevano l’estrazione premolare mandibolare e il posizionamento immediato dell’impianto. I partecipanti sono stati sottoposti in maniera randomizzata al trattamento o con una membrana CGF (gruppo di studio) o con una membrana PRF (gruppo di controllo) posta nelle osteotomie dell’impianto. Non sono state segnalate complicazioni significative dopo l’impianto.

Per il gruppo di studio, è stato osservato un miglioramento statisticamente significativo della stabilità dell’impianto dal momento dell’inserimento (64,29 ± 14,09 ISQ) fino a tre mesi dopo (80,86 ± 10,49 ISQ). Analogamente, il gruppo di controllo ha mostrato un aumento significativo della stabilità dell’impianto nello stesso periodo, da 67,14 ± 17,63 ISQ a 78,57 ± 10,69 ISQ. Non è stata osservata alcuna differenza significativa nella stabilità tra i due gruppi a qualsiasi intervallo di tempo.

L’analisi radiografica della densità ossea ha rivelato un aumento statisticamente significativo della densità ossea nel gruppo di studio, da 902,97 ± 106,22 HU nell’immediato postoperatorio a 1.248,31 ± 247,22 HU tre mesi dopo. Anche il gruppo di controllo mostrato un aumento statisticamente significativo, ma minore, della densità ossea, da 743,21 ± 222,27 HU a 811,17 ± 209,45 HU. Nel confronto tra i gruppi, il gruppo di studio ha mostrato valori di densità ossea statisticamente significativamente più elevati a tre mesi. Le dimensioni ossee orizzontali in entrambi i gruppi non hanno mostrato variazioni o perdite significative dopo tre mesi, indicando un’osteointegrazione riuscita senza una significativa perdita ossea intorno al sito implantare.

In conclusione, sia il PRF che il CGF hanno mostrato una maggiore osteointegrazione intorno agli impianti ma i risultati marginalmente migliori nella stabilità dell’impianto e nella densità ossea sono stati osservati nel gruppo CGF. Nel complesso, tuttavia, le differenze non sono state statisticamente significative. I ricercatori raccomandano ulteriori ricerche sull’uso delle membrane CGF nella chirurgia orale e studi a campione più ampio sull’applicazione del CGF in implantologia.

Lo studio, intitolato “A comparative study between the effect of platelet rich fibrin and concentrated growth factors on osseointegration of immediate implants (a randomized clinical trial)”, è stato pubblicato nel numero di agosto 2023 dell’Alexandria Dental Journal.

 

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