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Le nuove sfide dell’odontoiatria: intervista al Prof. Adriano Piattelli

By Redazione Dental Tribune Italia
February 23, 2021

La Tueor Servizi ha avuto il piacere di intervistare il Prof. Adriano Piattelli, professore ordinario dell’Università G. D’Annunzio di Chieti e uno dei ricercatori più importanti in ambito nazionale e internazionale. Con il professore abbiamo fatto il punto della situazione sull’odontoiatria e su come potrebbe essere il futuro della ricerca e dalla formazione in un periodo particolarmente complesso causa pandemia.

Quali potranno essere i punti di forza sviluppati durante la pandemia su cui potrà lavorare l’odontoiatria?

L’utilizzo di tutte le varie piattaforme, Skype, Zoom, Teams per lezioni, esami, riunioni accademiche, concorsi, seminari, webinars, incontri scientifici ed organizzativi, sicuramente è stata molto positiva ed avrà un importante impatto anche dopo che la pandemia sarà stata sconfitta.

Un argomento che stiamo affrontando, con un gruppo di Psicologi, è lo studio delle reazioni psicologiche negli Odontoiatri durante la pandemia. Inoltre, in ambito clinico sono state implementate ulteriori procedure di sicurezza per ridurre al minimo oppure, meglio, annullare i rischi di trasmissione di infezioni.

Come valuta la telemedicina? Pensa che questo metodo possa avere una significativa evoluzione nei prossimi anni e quali sono a suo avviso i vantaggi delle tecnologie digitali?

Le tecnologie digitali stanno cambiamo l’odontoiatria, basti pensare a quello che si è fatto e che si sta facendo in campo protesico e non solo.   Qualche anno fa è stata fondata una Società Scientifica, la Digital Dentistry Society, che sta operando molto bene in questo campo. La telemedicina rappresenterà uno degli sbocchi della Medicina del futuro, permettendo la eventuale diagnosi, la terapia, ed il follow-up dei pazienti a distanza. Un lavoro eccellente viene fatto da anni dall’Università di Palermo nel campo della Medicina e Patologia Orale.  In Abruzzo, negli anni scorsi, sono stati realizzati diversi servizi di Telemedicina, che hanno riguardato gli ambiti chirurgico, radiologico, cardiologico, etc.

Passando a parlare di uno degli ambiti di cui sicuramente è più affezionato, cosa ci può dire riguardo la ricerca in ambito odontoiatrico? Quali sono le tematiche che saranno investite da importati innovazioni nei prossimi anni?

Uno dei campi che sicuramente avrà un enorme sviluppo ed un grande impatto, a cominciare dall’immediato futuro, sarà quello di tecniche di intelligenza artificiale (AI) applicate alle Scienze Mediche.   Si è passati da circa 200 pubblicazioni in questo campo nel 2005 a più di 7000 nel 2018.   Gran parte delle pubblicazioni si riferivano a tematiche di Oncologia, Patologia, Radiologia, Chirurgia, Psichiatria e Neurologia. Erano presenti, però, quasi 200 pubblicazioni in campo odontoiatrico. Recentemente ho avuto occasione di leggere e studiare due articoli con l’utilizzo di Deep Convolutional Neural Network (DCNN) per il riconoscimento della tipologia di un impianto dentale.  Abbiamo appena sottomesso nell’ambito di un progetto bilaterale Italia-Israele un progetto realizzato insieme ad un gruppo di colleghi dell’Università Ebraica di Gerusalemme e dell’Università di Tel Aviv, con l’utilizzo di un naso artificiale per riconoscere i composti organici volatili nella possibile diagnosi di patologie peri-implantari. I maggiori campi di applicazione della AI riguarderanno, con ogni probabilità, la diagnosi ed i trattamenti di precisione, l’oncologia, la patologia computazionale e la terapia guidata dalle immagini.

Un altro campo di estremo interesse potrebbe essere l’utilizzo del grafene per rivestire impianti in titanio.  Il grafene è un materiale estremamente interessante, resistente, malleabile, sottilissimo (può essere ottenuto in strati di un solo atomo di carbonio).

In Odontoiatria potrebbe avere un duplice ruolo, perché studi che abbiamo condotto negli ultimi anni anche nella nostra Università hanno dimostrato un’efficace azione nel favorire la rigenerazione del tessuto osseo, e soprattutto perché ha delle importanti capacità antibatteriche. Da circa 2 anni stiamo utilizzando la schiuma di poliuretano come sostituto del tessuto osseo per condurre una serie di studi in vitro sugli impianti. Da ultimo, da circa tre anni, stiamo studiando, con risultati estremamente interessanti, incoraggianti e potrei dire entusiasmanti, un prodotto a base di acido 5-delta-aminolevulinico nella terapia della malattia parodontale e della peri-implantite. Uno studio in vitro, fatto nei nostri Laboratori e pubblicato di recente, ha mostrato l’inattivazione completa della carica batterica utilizzando 7 specie di batteri periodontopatogeni.   

A livello internazionale, quali sono le ricerche che ritiene più interessanti?

Seguo con grande attenzione tutti gli studi fatti, sia in vitro che in vivo, sugli impianti a connessione Cone-Morse.   Questi impianti sono un mio vecchio e grande amore e devo dire che i risultati clinici che si continuano a riportare nelle pubblicazioni sono veramente ottimi.  Seguo anche tutti i lavori sugli impianti post-estrattivi, argomento sempre estremamente attuale, sulle superfici implantari e sui tentativi di renderle sempre più performanti, e sugli impianti short, ultrashort e nanoshort; attualmente stiamo studiando un impianto di 3 mm di altezza.

Sappiamo che tra le tante cariche che ricopre è attualmente il Presidente della Bone, Biomaterials & Beyond Academy, un’accademia internazionale che vede soci molto prestigiosi. Ci potrebbe illustrare qual è oggi la mission dell’Accademia, di cui lei è Presidente? Quali sono i progetti che vorrà perseguire nei prossimi anni della sua presidenza?

Anche le attività della Academy hanno subito, purtroppo, un brusco stop.  Il Congresso Internazionale che si sarebbe dovuto tenere a Siviglia a Marzo 2020 è stato spostato nel mese di ottobre 2021.  Non oso pensare ad un altro possibile spostamento al 2022.  La BBBA è una Accademia Internazionale molto attiva e molto viva con una importante partecipazione di Colleghi Odontoiatri Italiani, Europei, e di diversi paesi extra-europei. Negli ultimi anni sono stati organizzati dei Congressi in posti molto belli e particolari, e con un intensissimo ed estremamente interessante programma scientifico.   Dall’anno scorso si è provveduto ad organizzare una serie di Webinars, su vari argomenti, tutti molto seguiti.   Speriamo che la situazione possa evolvere rapidamente in meglio e che si possa ritornare tutti a riveder le stelle!

Recentemente ha assunto anche la presidenza della sezione D’Annunziana del Cenacolo Odotostomatologico. Ci illustra qual è la sua mission?

In realtà la pandemia ha complicato un poco, e soprattutto ritardato questo progetto.   Negli ultimi 25 anni ho avuto contatti molto stretti e molto proficui con diversi amici e colleghi del Cenacolo Nazionale e dei diversi Cenacoli territoriali.   La nostra proposta di istituire una sezione abruzzese del Cenacolo Nazionale, intitolata al Vate, è stata molto ben accolta e, speriamo, pur con tutte le precauzioni del caso, di riuscire, in tempi brevi, a portare a termine questo progetto.  La mission credo sia quella di divulgazione culturale, soprattutto riferita ai colleghi più giovani.  Mi piacerebbe molto se il Cenacolo Nazionale potesse essere la piattaforma su cui costruire, ad esempio, degli studi clinici multicentrici.

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