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La pandemia da SARS-CoV-2 ha rimodellato le disuguaglianze nell’assistenza odontoiatrica in Svezia

I risultati di un recente studio suggeriscono che la strategia adottata dalla Svezia durante la pandemia da SARS-CoV-2 potrebbe aver influenzato il modo in cui le persone hanno adottato comportamenti di ricerca dell’assistenza sanitaria. (Immagine: Maria Vonotna/Adobe Stock)

mar. 3 febbraio 2026

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UMEÅ, Svezia: mentre la ricerca post-pandemica continua a esaminare in che modo le diverse risposte di sanità pubblica abbiano influenzato l’accesso alle cure odontoiatriche e i relativi esiti, un nuovo studio ha rivolto l’attenzione alla Svezia, dove le autorità si sono affidate in larga misura alla responsabilità individuale piuttosto che a lockdown rigorosi. I ricercatori hanno individuato cambiamenti significativi e talvolta inaspettati nei bisogni di assistenza odontoiatrica non soddisfatti tra gli adulti svedesi durante la pandemia.

Lo studio, condotto da ricercatori dell’Università di Umeå, dell’Università della Finlandia Orientale e della Simon Fraser University in Canada, ha analizzato i dati di un’indagine rappresentativa a livello nazionale condotta su 31.493 adulti nel 2018 e nel 2021. Applicando metodi analitici che hanno considerato le caratteristiche socio-demografiche sia singolarmente sia in modo congiunto, il team ha esaminato come le disuguaglianze percepite nei bisogni di assistenza odontoiatrica non soddisfatti si siano evolute nei diversi gruppi socio-demografici prima e durante la pandemia.

Nel complesso, durante la pandemia la prevalenza dei bisogni di assistenza odontoiatrica non soddisfatti è aumentata tra gli adulti in Svezia. Tuttavia, i risultati hanno anche evidenziato cambiamenti complessi e disomogenei tra i diversi gruppi della popolazione. Gli anziani hanno registrato un aumento significativo dei bisogni non soddisfatti, a conferma della loro particolare vulnerabilità nel periodo pandemico. Al contrario, tra gli immigrati si è osservata una riduzione delle disuguaglianze. In media, le persone con bassi livelli di istruzione e di reddito hanno sperimentato aumenti modesti dei bisogni di cure odontoiatriche non soddisfatti.

Quando sono state considerate simultaneamente più fattori socio-demografici di svantaggio e vantaggio, l’analisi basata su caratteristiche multiple ha messo in luce ulteriori sfumature. Gli anziani socialmente privilegiati - ovvero quelli con livelli più elevati di reddito e istruzione - hanno registrato un aumento dei bisogni di assistenza non soddisfatti. Al contrario, gli immigrati e i giovani adulti che affrontavano molteplici svantaggi sociali hanno mostrato un miglioramento dell’equità relativa durante la pandemia.

Le riduzioni delle disuguaglianze sono state osservate principalmente tra gli uomini di età inferiore ai 65 anni, in particolare tra gli uomini immigrati di età compresa tra 45 e 64 anni con reddito elevato e basso livello di istruzione, nonché tra gli uomini nati in Svezia di età compresa tra 24 e 44 anni con basso reddito e alto livello di istruzione.

Diminuzioni sono state riscontrate anche tra uomini e donne immigrati con basso livello di istruzione, sia nella fascia d’età 45–64 anni con basso reddito, sia in quella 65–84 anni con reddito elevato. Nel complesso, le maggiori riduzioni delle disuguaglianze nell’assistenza odontoiatrica si sono verificate nei gruppi di popolazione che presentavano le disuguaglianze più marcate prima della pandemia.

Gli autori suggeriscono che la strategia pandemica adottata dalla Svezia possa aver influenzato il modo in cui le persone si sono rapportate ai comportamenti di ricerca dell’assistenza sanitaria, comprese le cure odontoiatriche. Osservano che la pandemia sembra aver riconfigurato le disuguaglianze esistenti: alcuni gruppi, definiti da specifiche combinazioni di caratteristiche socio-demografiche, hanno registrato un aumento dei bisogni non soddisfatti, mentre altri hanno mostrato miglioramenti. Questi cambiamenti potrebbero riflettere differenze nei comportamenti di accesso alle cure, modellate sia dall’enfasi posta sulla responsabilità individuale sia da lacune nella comunicazione di sanità pubblica nel raggiungere tutti i segmenti della popolazione.

I risultati sottolineano l’importanza di strategie mirate ed eque durante future emergenze di sanità pubblica, al fine di garantire la continuità dell’accesso ai servizi di assistenza odontoiatrica. Interventi specifici rivolti agli anziani e ad altri gruppi medicalmente vulnerabili risultano particolarmente cruciali, insieme a sforzi costanti per affrontare le barriere che colpiscono le popolazioni socialmente emarginate, inclusi gli immigrati.

Inoltre, poiché il modello basato su caratteristiche multiple ha dimostrato un’accuratezza predittiva leggermente superiore rispetto all’approccio basato su una singola caratteristica, lo studio evidenzia il valore di andare oltre i singoli fattori socio-demografici per comprendere meglio le disuguaglianze nella salute orale e prevedere in modo più accurato i bisogni di assistenza non soddisfatti.

Lo studio, intitolato “Impact of the COVID-19 pandemic on intersectional inequities in unmet oral care needs in Sweden”, è stato pubblicato online il 21 gennaio 2026 su JDR Clinical and Translational Research, in anticipo rispetto alla sua inclusione in un numero della rivista.

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