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Il crescente valore della chirurgia implantare robotica

Una nuova review ha evidenziato come le piattaforme robotiche in odontoiatria raggiungano la massima precisione nel posizionamento degli impianti rispetto ad altre tecniche computer assistite (Foto: Dmitry/Adobe Stock).

LIPSIA, Germania: Le tecnologie robotiche computer assistite stanno cominciando a trasformare la chirurgia implantare dentale, sebbene il loro utilizzo resti ancora limitato. Una recente review ha illustrato e confrontato i sistemi di navigazione dinamica e i sistemi robotici, offrendo indicazioni ai professionisti sul futuro digitale dell’odontoiatria implantare. Considerando l’articolo insieme agli studi scientifici più recenti, le evidenze suggeriscono che i sistemi robotici sono promettenti, ma ancora in una fase iniziale, supportando i clinici piuttosto che sostituirli.

Rispetto ai sistemi di chirurgia guidata statica, i sistemi di navigazione dinamica rappresentano già un importante passo verso flussi di lavoro più automatizzati. I sistemi robotici si basano sulla guida in tempo reale offerta dai sistemi di navigazione dinamica, introducendo la preparazione dell’osteotomia in modo automizzato o semi-automizzato. Il sistema robotico può stabilizzare la fresa e guidarne i movimenti sulla base del piano digitale preoperatorio. Il clinico rimane responsabile della supervisione del processo e dell’avvio dei passaggi rilevanti, ma il sistema robotico aiuta a mantenere precisione e stabilità durante la preparazione dell’osteotomia e l’inserimento dell’impianto.

Prof. Michael Bornstein.

Anche con lo sviluppo di queste tecnologie, gli esperti sottolineano che la chirurgia implantare resta saldamente sotto il controllo umano. Il coautore della review, il Prof. Michael Bornstein, direttore della clinica di salute e medicina orale presso la scuola di odontoiatria dell’Università di Basilea in Svizzera, ha dichiarato a Dental Tribune International: «Dobbiamo sempre essere aperti a tecnologie ancora non inventate, che potrebbero cambiare tutto. La chirurgia implantare robotica potrebbe evolversi in modo drastico in breve tempo, e negli ultimi due decenni abbiamo visto chiaramente aumentare la velocità dell’innovazione. L’ideale sarebbe che sempre più fasi chirurgiche fossero affidate al robot, con il clinico nel ruolo di pilota o supervisore».

«Tuttavia, il pilota deve anche essere in grado di intervenire se il robot dovesse mal funzionare» ha proseguito il Prof. Bornstein. Per questo motivo, «per il prossimo futuro, il chirurgo deve essere in grado di eseguire l’intera procedura da solo, senza fare affidamento sull’intelligenza artificiale o sulla tecnologia robotica» ha aggiunto.

Una review sistematica pubblicata di recente su Dentistry Journal fornisce ulteriori indicazioni ai clinici sull’accuratezza del posizionamento implantare assistito da computer, sia tramite sistemi di navigazione dinamica sia tramite piattaforme robotiche, rispetto alla guida statica e alla procedura a mano libera. In generale, i risultati suggeriscono che sia i sistemi di navigazione sia le piattaforme robotiche possono raggiungere alti livelli di precisione posizionale, soprattutto per quanto riguarda l’angolazione e la profondità. Questa elevata precisione è uno dei principali fattori che alimentano il crescente interesse per i sistemi robotici.

Tuttavia, la review evidenzia anche il numero limitato di studi clinici attualmente disponibili. Molte indagini riguardano contesti sperimentali, modelli di simulazione o gruppi di pazienti relativamente piccoli. Di conseguenza, sebbene i risultati preliminari siano promettenti, la base di evidenze a supporto di un’adozione clinica su larga scala è ancora in fase di sviluppo.

«Al momento, la chirurgia implantare robotica è ancora nelle sue primissime fasi. Il fattore più limitante è che i robot “si limitano” a forare e inserire l’impianto, e in questo ambito possono richiedere assistenza». Poiché procedure come la creazione del lembo, il grafting o la sutura richiedono un giudizio clinico complesso e abilità manuali, devono ancora essere eseguite dal clinico a mano. Il Prof. Bornstein ha evidenziato che questa limitazione è particolarmente significativa, poiché molti interventi implantari richiedono questi passaggi chirurgici aggiuntivi.

Per questo motivo, i sistemi robotici vanno considerati strumenti aggiuntivi. Possono migliorare la precisione in alcune fasi della procedura, ma non eliminano la necessità di competenza chirurgica. Questa visione è coerente con le conclusioni generali della review sistematica, che sottolinea come i sistemi robotici attuali funzionino principalmente come tecnologie di guida.

Come ha concluso il Prof. Bornstein, i sistemi robotici attualmente fungono da assistenti e non da operatori autonomi nell’odontoiatria implantare. «Il robot è solo uno strumento aggiuntivo, non un sostituto del chirurgo implantare. Questo potrebbe cambiare in futuro, ma è certamente difficile prevedere che un robot possa assumere completamente il controllo di un intervento implantare eseguito da un clinico esperto».

Guardando al futuro, il primo articolo suggerisce che il ruolo dei sistemi robotici potrebbe espandersi gradualmente con l’evoluzione delle tecnologie digitali. L’integrazione dell’intelligenza artificiale con la robotica potrebbe favorire una pianificazione e un posizionamento degli impianti più accurati, mentre i miglioramenti nei sistemi di controllo robotico potrebbero estenderne l’utilizzo a pazienti con apertura orale limitata e ad altri aspetti del trattamento implantare, come il sollevamento del seno mascellare.

I sistemi di navigazione dinamica stanno già dimostrando un valore pratico nel migliorare la guida chirurgica. Per il momento, le evidenze disponibili sulla chirurgia implantare robotica supportano una visione cauta ma ottimistica: le piattaforme robotiche raggiungono la massima precisione nel posizionamento degli impianti rispetto ad altre tecniche assistite da computer. Tuttavia, la tecnologia resta ancora in fase iniziale di sviluppo e la sua adozione è limitata dai costi elevati e dal carico sul flusso di lavoro.

Complessivamente, questi sviluppi illustrano una transizione più ampia nell’odontoiatria implantare verso decisioni cliniche supportate digitalmente e un controllo procedurale migliorato. Con l’aumentare dell’esperienza dei clinici nell’uso di piattaforme di navigazione e di strumenti robotici emergenti, le discussioni si concentrano sempre più su integrazione nei flussi di lavoro, requisiti formativi e su come bilanciare al meglio l’assistenza tecnologica con la consolidata esperienza chirurgica.

Lo studio, intitolato “Dynamic and robotic computer-assisted implant surgery—a possible workflow for the future?”, è stato pubblicato nel dicembre 2025 in un numero speciale del Australian Dental Journal.

 

 

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