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Tendenze in cinque aree chiave della ricerca sull’ansia odontoiatrica

Una nuova revisione bibliometrica ha mostrato come, negli ultimi decenni, la ricerca sull’ansia odontoiatrica abbia aumentato significativamente il proprio livello di sofisticazione (Immagine: Elnur/Adobe Stock).

TAIPEI, Taiwan: La ricerca sull’ansia odontoiatrica ha registrato una forte crescita negli ultimi tre decenni, riflettendo una crescente consapevolezza del suo impatto sulla salute orale e sul comportamento dei pazienti. Un’importante revisione bibliometrica, condotta su oltre 1.500 articoli scientifici, ha tracciato l’evoluzione del settore, evidenziando chiare priorità tematiche e un cambiamento nel focus clinico. Nel loro insieme, queste tendenze mostrano una disciplina che sta passando da un approccio puramente descrittivo a uno orientato alla prevenzione, alla personalizzazione delle cure e a un’assistenza multidisciplinare.

Alla base della letteratura si colloca il tema dell’eziologia e dei fattori di rischio, che rimane il filone di ricerca più costante nel tempo. I primi studi si concentravano soprattutto sulle esperienze odontoiatriche traumatiche, sul condizionamento della paura e sui tratti di personalità. Le ricerche più recenti hanno ampliato la prospettiva includendo una maggiore vulnerabilità psicologica, l’ansia legata alla salute e determinanti sociali più ampi, come lo status socio-economico e l’accesso alle cure. Questo cambiamento riflette una crescente comprensione del fatto che l’ansia odontoiatrica è generalmente multifattoriale e si sviluppa attraverso l’interazione di fattori biologici, psicologici e ambientali.

Un altro importante filone di ricerca si concentra su come l’ansia odontoiatrica si manifesta nei pazienti e su quali effetti produce nel tempo sulla loro salute orale. Gli studi associano costantemente livelli elevati di ansia all’evitamento delle cure, al ritardo nelle visite e a esiti peggiori in termini di salute orale. Gli adulti con ansia di lunga durata si presentano spesso tardivamente, con patologie in fase avanzata, mentre i pazienti anziani possono sperimentare un’ansia aggravata dal declino cognitivo o da condizioni mediche complesse. La letteratura inquadra sempre più l’ansia odontoiatrica come un fattore che contribuisce alle disuguaglianze di salute.

Il terzo tema dominante riguarda la prevalenza e gli strumenti di valutazione. Studi su ampie popolazioni hanno dimostrato che l’ansia odontoiatrica rappresenta una delle paure specifiche più diffuse e che le forme più gravi interessano una minoranza clinicamente significativa di pazienti. Questo ha favorito lo sviluppo e la validazione di strumenti di screening, che vanno da brevi domande a risposta singola fino a scale psicometriche più articolate. Una valutazione affidabile è oggi considerata essenziale per identificare precocemente i pazienti a rischio e personalizzare di conseguenza i percorsi di cura.

Forse l’area di ricerca più dinamica riguarda gli interventi terapeutici e preventivi, che rappresentano il quarto principale filone tematico. Sebbene la gestione farmacologica e la sedazione rimangano importanti, le evidenze scientifiche si sono progressivamente orientate verso approcci non farmacologici. La terapia cognitivo-comportamentale occupa un ruolo di primo piano, insieme alle tecniche di esposizione graduale, alle strategie di rilassamento e alla gestione comportamentale basata sulla comunicazione. Più recentemente, la ricerca ha esplorato anche metodi complementari, come la distrazione tramite realtà virtuale, la musica e l’aromaterapia, utilizzati in associazione alle strategie di gestione dell’ansia. Questo orientamento segnala un passaggio verso interventi a basso costo, più accettabili per il paziente e facilmente integrabili nella pratica clinica quotidiana.

Il quinto principale filone tematico, rappresentato dall’odontoiatria pediatrica, emerge come un’area di ricerca solida e distintiva nel tempo. L’ansia odontoiatrica nei bambini viene considerata sia una sfida clinica sia un’opportunità preventiva. Gli studi sottolineano l’importanza di esperienze odontoiatriche precoci positive, del coinvolgimento dei genitori e di tecniche di gestione comportamentale come il metodo tell–show–do. La costante attenzione rivolta alla popolazione pediatrica riflette il consenso secondo cui prevenire l’ansia durante l’infanzia può rappresentare la strategia più efficace a lungo termine per ridurne l’impatto nell’odontoiatria dell’adulto.

Nel loro insieme, questi cinque filoni tematici illustrano un ambito di ricerca che ha conosciuto una rapida maturazione. La ricerca sull’ansia odontoiatrica è andata oltre la semplice descrizione e quantificazione del fenomeno, contribuendo oggi a orientare il modo in cui i clinici effettuano lo screening, comunicano e intervengono nei confronti di gruppi di pazienti diversi. La produzione scientifica in questo settore continua a crescere a livello globale. Per i professionisti, la sfida sarà sempre più quella di tradurre questa crescente base di evidenze in una pratica clinica quotidiana attenta e sensibile alla gestione dell’ansia del paziente.

L’articolo, intitolato “Publication performance and trends in dental anxiety research: A comprehensive bibliometric analysis”, è stato pubblicato online il 19 gennaio 2026 sull’International Journal of Dentistry.

 

 

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