Cleveland. Ricercatori della Case Western Reserve University’s School of Dental Medicine hanno scoperto che circa il 7% dei bambini tra i 9 e i 17 anni in cura ortodontica è ad alto rischio di disturbi respiratori del sonno. Disturbo che può portare a problemi d’irrequietezza, iperattività e concentrazione. Nella ricerca, 303 bambini o i loro genitori hanno compilato un questionario sul sonno e i sintomi. Circa il 7% ha risposto con un numero sufficiente di “sì” indicandoli quindi come soggetti ad alto rischio di disturbi del sonno e del respiro.
«Una percentuale più elevata di quanto ci aspettassimo» ha detto J. Martin Palomo, professore del Dipartimento di Ortodonzia della Scuola di Odontoiatria e autore senior dello studio. I ricercatori osservano che i disordini nella respirazione durante il sonno nei bambini possono essere non sufficientemente riconosciuti e sottovalutati e ipotizzano che la stessa percentuale di adolescenti sottoposti a cura ortodontica sarebbe ugualmente a rischio.
Secondo Palomo, tuttavia, gli ortodontisti sono in grado di poter aiutare i pazienti colpiti perché visitano bambini il cui sviluppo facciale o allineamento mascellare è influenzato da problemi respiratori. Quando individuano un potenziale problema, possono quindi rivolgersi a uno specialista del sonno «processo biologico ben organizzato e rigidamente regolato che influisce sul funzionamento quotidiano e sulla salute fisica e mentale - dice Palomo -. Il sonno, o la sua mancanza, colpiscono in modo diverso adulti e bambini».
Una respirazione disordinata, si caratterizza in vari modi anomali, tra cui l’apnea. Quando gli adulti si stancano, in genere mostrano segni di sonnolenza: sbadigliano, sentono le palpebre farsi pesanti e si siedono per riposare. Al contrario, i bambini tendono a diventare iperattivi: potrebbero arrivare a russare, respirare attraverso la bocca durante il giorno, svegliarsi con la bocca secca o distrarsi facilmente.
Palomo spera che la ricerca sia utile sia per formare il pubblico e serva anche agli ortodontisti. Sulla base di rapporti pubblicati, ritiene inoltre che molti bambini con disturbi del sonno vengano erroneamente diagnosticati come pazienti affetti da “Disturbo da deficit di attenzione e iperattività” (ADHD), dato che i sintomi in entrambi i casi sono sorprendentemente simili. «Importante è gestire i disturbi del sonno, prima di curare un paziente per l’ADHD» aggiunge.
Intitolata “Sleep disordered breathing in children seeking orthodontic care” la ricerca è stata pubblicata nell’edizione Luglio 2018 dell’American Journal of Orthodontics and Dentofacial Orthopedics.
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