La grande stampa interessata all’odontoiatra quale “sentinella” a difesa della salute

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La grande stampa interessata all’odontoiatra quale “sentinella” a difesa della salute

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m.boc

By m.boc

gio. 22 marzo 2018

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Nel segnalare la nascita dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli operatori sanitari, il comunicato Fnomceo usa una frase piena di significato: «Voi medici siete classe dirigente, siete influencer, ognuno di voi parla con migliaia di pazienti, quindi avete un ruolo nel ricostruire quel filo che lega la società».

Ebbene con i dovuti temperamenti, la stessa espressione potrebbe essere attribuita agli odontoiatri che veri medici sono, e non perché lo dice la legge, ma per l’influenza (influencer) che hanno o possono avere sui comportamenti del paziente.

Non è un mistero che assieme ai medici di famiglia e i pediatri, costituiscono una postazione di avanguardia, “sentinelle” poste a difesa della cittadella della salute. Affermazione ribadita alla grande, semmai ce ne fosse bisogno, dal flusso copioso di articoli (ne abbiamo contati una trentina ndr.) che, sulla stampa generalista, hanno fatto seguito al congresso organizzato dalla Tueor Servizi a Viareggio (26/27gennaio) sulla “Concretezza delle conoscenze in patologia orale”. Una fiumana dilagante soprattutto sul web dove le testate medico o paramediche abbondano, ma anche con corposi riflessi cartacei. Basterebbe la paginata che VERO periodico di diffusione popolare ha dedicato all’evento, nella quale Ugo Covani, autorevole Presidente dell’Istituto Stomatologico Toscano, oltreché titolare della cattedra di Malattie Odontostomatologiche all’Università di Pisa, si sottopone volentieri alla raffica di quesiti sul “vero o falso”, vere o false credenze circolanti comunemente in Odontostomatologia, come in altre discipline.

Intendiamoci. Non è così frequente che “la bocca” faccia notizia, e se la fa, riguarda soprattutto la carie e il sorriso. Stavolta a farla sono i collegamenti tra le patologie della bocca, organo da rivalutare nella comunicazione di massa e le altre patologie, quelle sì molto trattate, come il diabete e le malattie cardiache.

Sul successo che ha avuto l’evento di Viareggio abbiamo già detto (vedi Dental Tribune Italy Daily  del 29 gennaio), ma il travaso dalla stampa di settore all’informazione generalista rimane una piacevole sorpresa. Non solo, perché indica un interesse dell’“uomo della strada” per problemi che sembrano confinati agli specialisti, ma ovviamente perché ne può scaturire maggior attenzione alla propria condizione orale, e quindi indefinitiva, una maggiore probabilità di salute.

Verrà forse il tempo in cui non si sentirà qualcuno chiedere, con sorpresa, come è capitato a chi scrive “ma il cancro colpisce anche la bocca?”, lo stesso, grave tema che ha ispirato buona parte degli interventi a Viareggio.

Sul valore di una informazione di massa, ben oltre i confini del tecnicismo, basterà la pacifica affermazione che il cancro alla bocca, una delle affezioni tecnicamente più ardue e più crudeli dal punto di vista dei riflessi psico-sociologici sul paziente, ha una sopravvivenza elevata se colto nelle fasi iniziali: soprattutto se si lavora sulla prevenzione, con controllo accurato delle lesioni c.d. “precancerose” e l’eliminazione di alcuni fattori di rischio, quali fumo e alcol.

Basterebbe solo questo per rallegrarsi che dopo Viareggio, della bocca si sia parlato tanto.

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