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Estetica del sorriso: innovazione, digitale e interdisciplinarietà al centro del Congresso IAED

gio. 16 luglio 2026

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L’estetica del sorriso è oggi il risultato di un approccio sempre più integrato, in cui tecnologia, competenze multidisciplinari e innovazione clinica dialogano per offrire risultati predicibili e personalizzati. Saranno questi i temi al centro del XVI Congresso Nazionale IAED, in programma dal 22 al 24 ottobre all’Acquario di Genova. Per conoscere in anteprima i contenuti scientifici, gli argomenti di maggiore attualità e le novità di questa edizione, abbiamo intervistato il presidente dell’Accademia, il dott. Roberto Rossi.

L’estetica del sorriso oggi è sempre più interdisciplinare: ortodonzia, protesi e chirurgia sembrano ormai integrarsi. Dove finiscono i confini tra queste discipline?
In realtà, ricreare un sorriso non è sempre un percorso semplice o routinario. Nella maggior parte dei casi è necessario integrare competenze diverse per costruire un piano di trattamento realmente personalizzato, capace di rispondere alle specifiche esigenze del paziente. Di questo discuteranno al Congresso la dott.ssa Giovanna Maino e il dott. Mattia Fontana, due giovani professionisti che, nonostante l’età, vantano già una grande esperienza nelle terapie interdisciplinari. Oggi i confini tra le diverse discipline sono sempre meno definiti: più che separazioni, esistono punti di incontro in cui ortodonzia, protesi e chirurgia si fondono per perseguire un unico obiettivo, quello di restituire al paziente il sorriso che desidera, coniugando estetica, funzione e stabilità nel tempo.

Nel congresso si parla molto di digitale e approccio analogico, come nella sessione con Antonio Cerutti. Il digitale sta davvero cambiando tutto o è ancora un’evoluzione graduale?
Il digitale è ormai entrato a far parte della pratica clinica quotidiana. Sebbene vi siano ancora alcuni aspetti da perfezionare, oggi uno studio privo di strumenti come lo scanner intraorale o la stampante 3D rischia di non essere al passo con l’evoluzione della professione. Il prof. Antonio Cerutti, che da quattro anni dirige a Brescia un Master in Odontoiatria Digitale, rappresenta senza dubbio una delle figure più autorevoli per fare il punto sullo stato dell’arte e comprendere come le tecnologie digitali stiano trasformando i flussi di lavoro, senza però sostituire il valore dell’esperienza e del giudizio clinico.

La progettazione digitale del sorriso è ormai un tema centrale, come evidenziato dall’intervento di Pier Carlo Frabboni. Siamo di fronte a un nuovo standard clinico o ancora a una fase di transizione tecnologica?
La progettazione digitale del sorriso rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per coinvolgere il paziente e consentirgli di visualizzare in anteprima il possibile risultato del trattamento. L’integrazione con l’intelligenza artificiale rende questa esperienza ancora più realistica, offrendo una previsualizzazione del futuro sorriso e facilitando la condivisione del piano terapeutico. Tuttavia, la tecnologia da sola non basta: il risultato dipende dalla corretta applicazione dei principi clinici, estetici e funzionali che guidano la progettazione. Per questo abbiamo invitato Pier Carlo Frabboni, che presenterà casi clinici di grande impatto, illustrando come coniugare innovazione digitale, competenza professionale e predicibilità del risultato.

Le riabilitazioni implantari in area estetica, soprattutto negli incisivi superiori, hanno un impatto diretto sulla percezione del paziente. Quali sono oggi i principali fattori predittivi di successo estetico e funzionale a lungo termine?
Il successo delle riabilitazioni implantari in area estetica nasce innanzitutto da un’accurata pianificazione del caso. Oggi, grazie all’integrazione delle moderne tecnologie digitali, come i dati DICOM e i file STL, è possibile progettare con estrema precisione sia la fase chirurgica sia quella protesica. A questo si affianca l’evoluzione della chirurgia plastica parodontale, che, attraverso tecniche sempre più minimamente invasive, consente di ottenere risultati estetici e funzionali di elevata predicibilità, raggiungendo livelli di biomimetica impensabili fino a pochi anni fa. A condividere la loro esperienza nella gestione di questi casi complessi saranno due past president dell’IAED, Marco Redemagni e Salvatore D’Amato, che illustreranno protocolli clinici e soluzioni maturati in anni di pratica e ricerca.

 

Uno dei focus del congresso riguarda i casi complessi con gravi atrofie ossee. Qual è l’approccio moderno più efficace per coniugare predicibilità chirurgica e risultato estetico in questi pazienti?
La gestione delle gravi atrofie ossee rappresenta una delle sfide più complesse dell’odontoiatria riabilitativa. Per questo abbiamo invitato due dei più importanti esperti, non solo a livello nazionale ma anche internazionale, Pietro Ferraris e Giovanni Nidoli, affinché ci illustrino i protocolli e le strategie da adottare nelle situazioni più estreme, per restituire ai pazienti non solo l’estetica, ma anche la funzione.

Il programma include anche sessioni dedicate a estetica peri-orale, tessuti molli e nuove tecniche protesiche e digitali. Quanto è diventato centrale oggi il concetto di “armonia del viso” rispetto al solo sorriso dentale?
È diventato un aspetto fondamentale. Oggi la medicina estetica è entrata a far parte dei progetti di riabilitazione orale e il sorriso non può più essere considerato separatamente dal viso, che deve necessariamente essere preso in considerazione nella pianificazione del trattamento. Le modificazioni intraorali, soprattutto nei casi di dismorfismo o di grave perdita della dimensione verticale, hanno infatti importanti ripercussioni sull’estetica e sull’armonia del volto del paziente.

Quale messaggio vorrebbe rivolgere ai colleghi che stanno valutando se partecipare al XVI Congresso Nazionale IAED?
Credo che la risposta sia nei nomi dei relatori e negli argomenti che verranno affrontati. Per vedere sullo stesso palco Ramon Gomez Meda e Alessandro Pozzi, normalmente, bisognerebbe partecipare a congressi come quelli di Las Vegas o New York. Avere l’opportunità di trascorrere due giornate a contatto con esperti di fama mondiale rappresenta un valore aggiunto straordinario, così come poter apprendere tecniche, trucchi ed esperienze sia dai giovani talenti emergenti sia dai maestri che hanno scritto la storia dell’odontoiatria. A rendere ancora più speciale questo appuntamento è il clima che da sempre caratterizza l’IAED: un’atmosfera di confronto, condivisione e amicizia che, insieme all’elevato livello scientifico del programma, rappresenta la vera ragione per esserci.

Clicca QUI e scopri il programma.

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